Orchidea in vaso

Orchidee

Orchidee in vaso

Dal punto di vista botanico non esiste una pianta che porti il nome di orchidea, vi è invece la famiglia delle Orchidaceae, che comprende diversi generi, migliaia di specie e un numero incredibilmente grande di ibridi.

di Redazione

11 maggio 2016

Orchidee in vaso

Dal punto di vista botanico non esiste una pianta che porti il nome di orchidea, vi è invece la famiglia delle Orchidaceae, che comprende diversi generi, migliaia di specie e un numero incredibilmente grande di ibridi. Molte orchidee hanno esigenze particolari, sono piante molto difficili da coltivare persino in serre specializzate, mentre altre possono vivere anche in casa. Le norme di coltura infatti non differiscono da quelle raccomandate per molte piante d'appartamento come l'Anthurium, l'Aphelandra o il Codiaeum.

Provenienza delle orchidee

E' interessante conoscere dove e come vivono le orchidee nel loro ambiente d'origine per comprenderne meglio le loro esigenze naturali. Esse sono largamente diffuse in tutto il mondo e sono assai numerose nelle regioni tropicali e equatoriali e crescono anche spontanee nelle zone temperate. Nelle foreste tropicali vivono come epifite, sono cioè abbarbicate ai tronchi degli alberi e si nutrono sia attraverso le radici aeree, che a volte raggiungono vari metri di lunghezza, sia per mezzo dell'apparato radicale assai ridotto, assorbendo il nutrimento dai residui organici in decomposizione, che si accumulano nelle fenditure dei rami e dei tronchi. Nelle zone temperate, crescono spontanee sul terreno come qualsiasi altra pianta e vengono perciò chiamate orchidee terresti e considerate rustiche.

Caratteristiche generali

Tutte le orchidee sono perenni e hanno vita molto lunga e vi sono piante che vivono anche 40 o 50 anni e questo non costituisce un'eccezione. Anche i fiori, di ricercata bellezza, hanno lunga durata tanto sulla pianta che recisi. E' interessante conoscere il motivo per cui le orchidee si conservano così a lungo. Potrai notare che l'impollinazione avviene, in modo naturale, grazie all'intervento di insetti o di altri animali, come l'uccello mosca e i pipistrelli, che prelevano e trasportano il polline da un fiore all'altro. Mancando questi animali, e non potendo quindi avvenire la fecondazione, le orchidee, per un innato senso di conservazione, mantengono a lungo e perfettamente integra la loro freschezza, in attesa che questo avvenga. A seconda delle specie, le orchidee hanno dimensioni diversissime, ve ne sono con fusti lunghi più metri e altre non più alte di qualche centimetro. Sono tutte erbacee con radici ingrossate e tuberose, a volte stranamente ramificate, o costituite da rizomi. Le orchidee sono poi caratterizzate da una grande varietà di fiori e di infiorescenze, molte specie hanno fiori particolarmente belli per stranezza di forma e dimensioni o per la tonalità variatissima dei colori, mentre altre specie producono piccoli fiori riuniti, a volte, in infiorescenze di vario tipo.

Vasi, terriccio e rinvaso

Per le orchidee terrestri andranno bene i normali vasi di terracotta o di plastica, per le orchidee epifite saranno più adatti i panieri di filo zincato o i cestelli di legno o di bambù, che permetteranno la fuoruscita delle radici in cerca di umidità e nutrimento. Le orchidee, a seconda della specie e dell'età della pianta, richiedono un composto del tutto particolare, assolutamente indispensabile per una buona coltivazione. Il terriccio adatto alle orchidee epifite è costituito da due parti di radici di osmunda, due parti di sfagno e una parte di radici di polipodio, mentre per le orchidee terrestri il composto sarà costituito da due parti di terra di foglie, una di terra molto fibrosa, di brughiera, e una parte di terra di castagno. A questi terricci dovrai aggiungere poi altri composti come ossa ridotte in polvere, foglie di faggio e di quercia finemente sminuzzate e, ancora, pezzetti di mattone e di carbone di legna. Il rinvaso, che puoi farlo ogni 2 o 3 anni, è un'operazione piuttosto delicata. Innanzitutto prima del rinvaso il composto dovrai uniformemente inumidirlo, poi devi lavare e disinfettare tutti i contenitori. I cestelli dovrai foderarli di sfagno o torba in modo da impedire al terriccio di fuoruscire con l'acqua delle innaffiature. I vasi di terracotta o di plastica dovrai riempirli per un quarto con cocci e inoltre, dovrai aggiungere un piccolo strato di terriccio, sul quale appoggerai le radici della pianta, in modo che il germoglio apicale sia a 4 centimetri circa dal bordo del vaso. Completerai quindi con altro terriccio che dovrai comprimere con delicatezza e che giungerà a 1 centimetro circa dal bordo del vaso, spazio, questo, necessario per l'acqua delle innaffiature. Durante il rinvaso si spezzerà inevitabilmente qualche radice, non devi preoccuparti, si riprodurrà con facilità. Ricordati che dopo il rinvaso, la piante non dovrai assolutamente bagnarla per almeno 15 giorni, poi dovrai mantenere attorno alla pianta una buona umidità, assicurata con regolari e abbondanti nebulizzazioni, infatti, solo così, in breve tempo, l'orchidea riprenderà nuovamente a vegetare perché le radici si saranno riprodotte e adattate al nuovo composto.

Scelta dell'orchidea da vaso

Se desideri coltivare le orchidee, in appartamento devi, necessariamente, procedere a una scelta che va fatta soprattutto in base alla temperatura a cui la pianta si adatta, quindi escludi quelle allevate nelle serre calde che richiedono temperature e umidità elevatissime. Cerca invece delle orchidee allevate nelle serre temperate, che sono le più adatte a vivere in casa per le loro esigenze conciliabili con l'ambiente dei nostri appartamenti. Le specie di orchidee ibride di fioritura e resistenza più indicate per i vasi e quindi a poter vivere nei nostri appartamenti sono: Cattleya, Laelia, Oncidium,Cymbidium, Paphiopedium, Cypripedium, DendrobiumEpidendrum e Odontoglossum.

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Domande frequenti

  • Quali orchidee posso tenere in casa?
    Per la coltivazione domestica, è fondamentale scegliere orchidee allevate in serre temperate, poiché quelle delle serre calde richiedono condizioni impossibili da replicare in appartamento. Le specie ibride più adatte e resistenti includono Cattleya, Laelia, Oncidium, Cymbidium, Paphiopedium, Cypripedium, Dendrobium, Epidendrum e Odontoglossum. Queste varietà tollerano meglio le variazioni termiche e l'umidità relativa tipica degli ambienti interni domestici.
  • Come devo preparare il substrato per le orchidee?
    Il terriccio varia in base alla natura della pianta. Per le orchidee epifite (che crescono sugli alberi), usa un mix di due parti di radici di osmunda, due parti di sfagno e una parte di radici di polipodio. Per le orchidee terrestri, opta per due parti di terra di foglie, una di terra fibrosa o di brughiera e una di terra di castagno. In entrambi i casi, arricchisci il composto con ossa in polvere, foglie sminuzzate e frammenti di mattone o carbone per migliorare drenaggio e nutrienti.
  • Quanto dura la fioritura delle orchidee?
    Le orchidee sono note per la longevità dei loro fiori, sia sulla pianta che recisi. Questo avviene perché, in assenza di impollinatori naturali come insetti, uccelli o pipistrelli, la pianta mantiene i fiori integri per un periodo prolungato, in attesa che avvenga la fecondazione. Si tratta di un meccanismo di conservazione naturale che permette di ammirare la bellezza dei fiori per settimane o mesi.
  • Come si effettua correttamente il rinvaso?
    Il rinvaso va fatto ogni 2-3 anni. Prima, inumidisci uniformemente il substrato e disinfetta i contenitori. Per i cestelli, foderali con sfagno; per i vasi, metti uno strato di cocci sul fondo. Posiziona la pianta in modo che il germoglio apicale sia a 4 cm dal bordo, compatta delicatamente il terriccio lasciando 1 cm libero per l'acqua. Dopo il rinvaso, non bagnare la pianta per 15 giorni, nebulizzando solo per mantenere umido l'ambiente fino al ricaccio radicale.
  • Quali vasi sono migliori per le orchidee?
    La scelta del vaso dipende dall'habitat naturale. Per le orchidee terrestri, vanno bene i classici vasi di terracotta o plastica. Per le orchidee epifite, preferisci panieri di filo zincato o cestelli di legno/bambù: queste strutture permettono alle radici aeree di fuoriuscire, cercando umidità e nutrimento nell'aria, simulando la loro crescita naturale sui tronchi degli alberi nelle foreste tropicali.

Scheda Tecnica

Famiglia Orchidaceae

Nome scientificoFamiglia Orchidaceae
FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaPerenne erbacea
OrigineDiffusa globalmente, prevalentemente tropicale ed equatoriale
EsposizioneLuce diffusa, evitare sole diretto
Temperatura minimaVariabile in base alla specie (terrestri rustiche vs epifite)
TerrenoSubstrato specifico: misto di fibra di osmunda, sfagno, felce per epifite; terra di foglie e brughiera per terrestri
IrrigazioneRegolare mantenendo umidità ambientale, nebulizzare spesso; sospendere per 15 giorni post-rinvaso
FiorituraPrimavera-Estate (varia in base alla specie), fiori longevi
AltezzaDa pochi cm a oltre un metro
Difficoltà di coltivazioneMedia/Alta (dipende dalla specie)