Scutellaria costaricana

Piante da interno

Scutellaria

Il genere Scutellaria conta circa una trentina di specie di piante perenni da fiore, che producono spighe o racemi, costituiti da lunghi fiori tubolari, di colore rosa o lilla.

di Redazione

08 aprile 2016

Piante insolite: la Scutellaria

Il genere Scutellaria conta alcune decine di specie di piante perenni, o piccoli arbusti, diffusi in Europa, Asia e America; si tratta di piante appartenenti al genere delle lamiaceae, ovvero strettamente imparentate con la menta, come si può ben capire osservandone attentamente i fiori. La specie più diffusa in coltivazione in vivaio è Scutellaria costaricana, originaria dell’America centrale, e del Costarica, come suggerisce il nome botanico. Si tratta di una pianta dalle grandi foglie rugose, di colore scuro, lisce e non eccessivamente coriacee; il fusto delle scutellarie presenta sempre una sezione quadrata, ed è rigodo e non eccessivamente ramificato. Scutellaria costaricana produce, all’apice dei sottili fusti, dei grandi racemi, costituiti da lunghi fiori tubolari, di colore rosso acceso, disposti a formare una specie di ciuffo, molto vistoso. Tutte le scutellarie producono fiori dalla forma simile, ma i colori si addicono di più a quelli della menta, ad esempio S. alpina ha fiori di colore rosa e crema, disposti in spighe; s. baicalensis (originaria delle zone vicine al lago Bajkal) ha fiori di colore viola acceso, molto particolari, anche questi disposti in lunghe spighe all’apice dei sottili rami. Mentre le specie europee ed asiatiche hanno un comportamento da piante perenni, ovvero durante i mesi freddi la parte aerea dissecca, S. costaricana spesso mantiene il fogliame per tutto l’arco dell’anno, ma solo quando le condizioni di coltivazione sono favorevoli.

Coltivazione scutellaria

Questa pianta, con il passare dei mesi, può divenire un piccolo arbusto, alto fino a 45-50 cm, producendo anche molte ramificazioni. La gran parte delle scutellarie si sviluppano in zone montuose, quindi sono abituate a temperature invernali abbastanza basse, ed a un clima fresco e umido, e non alle afose giornate estive; anche la specie originaria del Costarica può sopportare il freddo, anche se le gelate più intense tendono a rovinare tutta la pare aerea della piata. Di solito questa perenne viene coltivata all’aperto solo nei mesi caldi, e viene ritirata in appartamento o in serra all’arrivo del gelo, in ottobre o novembre. Per questo motivo vengono coltivate prevalentemente in vaso, anche se è possibile produrre piccole aiole con le piante giovani, che andranno però protette dal gelo, o rimosse e spostate in vaso all’arrivo del freddo a fine autunno. Preferiscono posizioni ben luminose e ventilate, ma non esposte alla luce solare diretta, se non nei mesi più freddi o nelle ore più fresche del giorno. Una buona luminosità è necessaria per garantire una fioritura prolungata e costante, quindi le scutellarie vengono tenute in genere a mezz’ombra luminosa, in modo che godano di una certa quantità di luce solare; i raggi solari però, soprattutto in estate, dovranno raggiungerle solo nelle prime ore del mattino, altrimenti ci troveremo con piante dall’aspetto bruciacchiato. Per svilupparsi e crescere necessitano di un terreno acido, e fresco, quindi si interrano in un composto costituito da torba, o terriccio specifico per piante acidofile, mescolati con poca corteccia sminuzzata, che è molto utile per mantenere una buna quantità di umidità. Le annaffiature saranno molto regolari, nel tentativo di mantenere il terreno umido, ma non bagnato o inzuppato di acqua.

Potature e rinvasi

Per fare in modo che le piante risultino sempre sane e rigogliose, è consigliabile rinvasarle, almeno ogni due anni, in autunno; se le piante sono state poste in piena terra, spesso si sfrutta il fatto di doverle ritirare in luogo protetto, estirpandola dal terreno e ponendola in vaso. Le piante ancora in vaso invece necessitano di essere rinvasate, utilizzando un contenitore leggermente più grande rispetto al precedente. Queste piante tendono, se non coltivate al meglio, a smettere di fiorire, quado questo accade senza che si riesca a modificare il luogo di coltivazione, in genere si cerca di stimolare lo sviluppo potandola a circa 5-7 cm dal terreno, in modo che sviluppi nuove ramificazioni, e nuovi racemi, l’anno successivo. Piante in salute e coltivate in modo corretto possono invece continuare a fiorire per tutto l’anno, anche nel periodo invernale, quando sono ricoverate in serra o in appartamento. In questi casi, è consigliabile evitare di potare le piante, se non per rimuovere parti danneggiate, o scarsamente sviluppate. Non sempre si comportano da piante dalla lunga vita, per questo motivo molti coltivatori tendono a conservarne i semi, da seminare in autunno in letto caldo, in modo da avere ogni anno nuove piante da coltivare; questo metodo si utilizza speso anche per avere nuove piante da posizionare nelle aiole all’aperto: l’aiola si prepara con le giovani piantine, in primavera; a fine autunno le piante si lasciano dissecca e si sostituiranno la primavera successiva con le nuove piante ottenute da seme.

Una pianta medicinale

Da sempre l’uomo ha utilizzato le erbe come ingredienti curativi; oggi si sente spesso parlare di medicina ayurvedica, o di medicina cinese, ma in effetti anche le popolazioni europee, anticamente, utilizzavano tantissime piante per curare i più vari sintomi; e anticamente i primi botanici erano medici (anche Linneo), in quanto le piante erano i principali strumenti di qualsiasi medico europeo. Gran parte delle piante che venivano utilizzate anticamente, hanno nei secoli svelato di contenere numerosi principi attivi, utili nella cura di diverse tipologie di affezioni, dalle semplici contusioni fino al cancro. Non si tratta di magia o di strani riti, anzi, anche l’industria farmaceutica trova da sempre nella natura i suoi prodotti, che poi sintetizza in laboratorio, per cercare di eliminarne gli effetti indesiderati, per migliorarne l’efficacia, o per rendere un principio attivo raro ed introvabile, disponibile anche per la casalinga di Verbania, nonostante forse in origine si trattasse dell’estratto della radice di una rara orchidea asiatica. Anche al giorno d’oggi le case farmaceutiche inviano botanici nelle foreste inesplorate, alla ricerca di nuovi principi attivi. Anche la scutellaria presenta nelle sue radici dei principi attivi interessanti; in particolare è la specie baicalensis la specie che più interessa ai medici; già utilizzata anche nella medicina cinese tradizionale, questa pianta contiene alcuni principi attivi antiinfiammatori, che negli studi degli ultimi anni sembra possano avere anche effetti anticancerogeni.

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Domande frequenti

  • Come devo coltivare la Scutellaria in vaso per garantirne la sopravvivenza in inverno?
    La Scutellaria, specialmente la specie costaricana, teme il gelo intenso. È fondamentale coltivare la pianta in vaso per poterla spostare in un luogo protetto (come serra fredda o interno luminoso) quando le temperature scendono sotto zero, generalmente da ottobre/novembre. Mantieni il terreno leggermente umido ma mai fradicio, poiché un ristagno idrico unito al freddo potrebbe causare marciumi radicali. Assicurati che riceva molta luce indiretta durante i mesi invernali per prevenire il deperimento.
  • Che tipo di terreno e irrigazione richiede la Scutellaria?
    Questa pianta predilige un terreno acido, fresco e ben drenato. Un mix ideale include torba o terriccio specifico per piante acidofile, eventualmente arricchito con poca corteccia sminuzzata per trattenere l'umidità senza compattarsi. L'irrigazione deve essere molto regolare: il substrato deve restare umido, ma evita assolutamente di lasciare la pianta nell'acqua stagnante. In estate, proteggi le foglie dal sole diretto delle ore calde per evitare che si brucino, irrigando preferibilmente nelle ore fresche.
  • Quando e come si effettua la potatura della Scutellaria?
    In generale, la potatura è necessaria solo se la pianta mostra segni di stanchezza o cessa di fiorire. In tal caso, puoi effettuare un taglio drastico lasciando solo 5-7 cm di fusto dal livello del terreno: questo stimolerà la produzione di nuove ramificazioni e fiori l'anno successivo. Se la pianta è sana e vigorosa, limita la potatura alla semplice rimozione delle parti secche, danneggiate o poco sviluppate, specialmente se coltiva in ambienti protetti dove può fiorire quasi tutto l'anno.
  • Quali sono le proprietà medicinali della Scutellaria baicalensis?
    La specie Scutellaria baicalensis, ampiamente utilizzata nella medicina tradizionale cinese, è nota per contenere principi attivi con spiccate proprietà antiinfiammatorie. Studi recenti hanno suggerito che questi composti potrebbero avere anche effetti anticancerogeni. Le radici della pianta sono la parte principale contenente questi metaboliti secondari. Tuttavia, l'uso fitoterapico deve essere sempre valutato con cautela e, idealmente, sotto supervisione medica, dato che si tratta di sostanze potenti con potenziali interazioni farmacologiche.
  • È possibile propagare la Scutellaria dai semi?
    Sì, la moltiplicazione per seme è un metodo comune, soprattutto perché molte Scutellarie non sono piante longeve e spesso vengono rinnovate annualmente. I semi vanno seminati in autunno, idealmente in un letto caldo o in un ambiente controllato, per favorire la germinazione. Questo metodo permette di ottenere giovani piantine da utilizzare in aiole primaverili o per sostituire le piante vecchie in vaso, garantendo così una fioritura rigogliosa e fresca ogni stagione.

Scheda Tecnica

Scutellaria spp.

Nome scientificoScutellaria spp.
FamigliaLamiaceae
Tipo di piantaPerenne o piccolo arbusto
OrigineEuropa, Asia, America (es. Scutellaria costaricana)
EsposizioneLuminosa, mezz'ombra, preferibilmente senza sole diretto estivo
Temperatura minimaSensibile al gelo intenso; spesso coltivata in vaso e portata al riparo in inverno
TerrenoAcido, fresco, ricco di sostanza organica (torba/terraccio acidofilo)
IrrigazioneRegolare, mantenendo il substrato umido ma mai zuppo
FiorituraPrimavera-Estate (o tutto l'anno se in ambiente protetto); fiori tubolari rosa, lilla, viola o rosso
AltezzaFino a 45-50 cm
PotaturaTaglio drastico a 5-7 cm se la pianta smette di fiorire; rimozione parti secche/danneggiate
MoltiplicazioneSemina (autunno/in letto caldo) o divisione dei cespi/rinvaso
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede controllo di temperatura e umidità del suolo)

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