Peperoni

Peperoni

I peperoni appartengono alla famiglia dei pomodori e delle patate. Sono ortaggi che richiedono posizioni soleggiate e terreni molto fertili, sciolti e ben drenati. Amano umidità e temperature elevate, anche se con le opportune protezioni possono sopportare anche un clima più rigido.

Dopo aver concimato il terreno in autunno con letame o composta, mettete a dimora le piantine di peperoni in maggio-giugno, a intervalli di 50 cm, mentre le file saranno separate di 70. Durante la stagione vegetativa tenete il terreno libero dagli infestanti e rincalzate le piante quando saranno alte 30-40 cm. Irrigate abbondantemente, tenendo conto che l'umidità renderà i frutti più dolci.

Anche se non hanno bisogno di tutori, i peperoni hanno uno stelo fragile e per sicurezza è meglio che vengano legati ad una corta canna. I peperoni coltivati all'aperto si raccolgono da giugno in avanti, quelli in serra anche da maggio. Per capire il grado di maturazione, osservate la colorazione dei frutti: finché non sono pronti, infatti, hanno tutti una colorazione verde, poi le varietà gialle e rosse assumono il loro colore tipico.

Peperoni

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La coltivazione dei peperoni

I peperoni fanno parte della famiglia delle solanaceae e generalmente appartengono alla specie capsicum annuum. Si tratta in generale di piante selezionate per il loro gusto particolarmente dolce, in contrapposizione ad altre con una più marcata piccantezza. Queste cultivar producono frutti di diversi colori che possono andare dal rosso al giallo all’arancio. I frutti, ad ogni modo, possono venire consumati anche quando sono immaturi e quindi ancora verdi.

Si tratta di vegetali originari delle Americhe e in particolare del Messico. In Europa arrivarono nel 1500, appena dopo l’inizio dell’esplorazione del Nuovo Mondo. Si diffusero con una velocità impressionante grazie alla loro adattabilità e al loro gusto inconfondibile. I primi a riscuotere un enorme successo, in realtà, furono quelli piccanti. Le varietà dolci, invece, divennero ben note a tutti solo a partire dal XVII secolo.

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Clima peperoni

Clima peperoni Il peperone è una pianta che proviene da paesi caldi o tropicali e non sopporta assolutamente le basse temperature. Perché si sviluppi al meglio bisogna raggiungere durante il giorno almeno 25°-28°C, la notte non bisogna scendere sotto i 16-18. Ad ogni modo il caldo afoso non si può dire che sia di giovamento. Infatti al superamento dei 30-35°C, soprattutto in presenza di un’alta ventosità, è possibile che si determini una cascola fiorale oppure, se sono già in crescita, una deformazione o perdita dei frutti. Il troppo sole può anche causare delle scottature sia sulle foglie sia sui frutti. Se crescono quindi in una zona molto esposta è bene, soprattutto durante i mesi di luglio e agosto, predisporre al di sopra un telo leggermente ombreggiante.


Terreno

Queste piante hanno uno sviluppo radicale molto scarso soprattutto in proporzione al fogliame. Per dare il loro meglio, quindi una produzione abbondante, necessiteranno di un substrato ben lavorato, di medio impasto, profondo, ma ben drenato. Sono particolarmente graditi i terreni con grandi quantità di calcio. Il pH ideale va da 6,5 a 7. Sono assolutamente da evitare tutti i terreni con un’alta salinità.


Concimazioni peperoni

peperoni Per avere un raccolto abbondante e con frutti gustosi è necessario dedicarsi in maniera particolare alla concimazione. Prima della messa a dimora sarà bene arricchire il terreno con un ammendante organico (in particolare stallatico maturo) nella misura di almeno 35-40 kg per ogni metro quadrato dedicato a questa coltivazione. Necessita inoltre in maniera particolare di alcuni microelementi quali il manganese. Se il nostro terreno ne è carente (e comunque in ogni caso) è buona pratica coadiuvarlo tramite distribuzione di integratori specifici. Oltre a questo viene sempre gradita la distribuzione di concimi granulari a lenta cessione che abbiano alti tenori in fosforo e soprattutto in potassio (importantissimo per conferire sapore e succosità).


Irrigazioni peperoni

irrigazione peperoniI peperoni hanno enormi necessità idriche. Se l’acqua venisse a mancare può verificarsi l’arresto dell’allegagione, ma si può arrivare anche alla cascola dei frutti e dei fiori. È per questo che è usanza inserire le piante all’interno di solchi profondi in cui far scorrer anche tre volte alla settimana abbondante acqua (specie durante i mesi più caldi). Naturalmente è sempre da evitarsi l’irrigazione dall’alto perché potrebbe essere causa di crittogame.

Se abbiamo invece predisposto un sistema di irrigazione automatizzato con ali gocciolanti accertiamoci che il flusso idrico in quella zona risulti molto abbondante rispetto ad altre e ricordiamoci di intervenire più volte durante la settimana. Il tutto può essere agevolmente coadiuvato dall’utilizzo di teli pacciamanti. Questi, oltre a ridurre gli interventi di rimozione delle infestanti, aiutano ad evitare un’eccessiva evaporazione.

Ad ogni modo gli orari migliori per apprestarsi alle operazioni di irrigazione sono sempre quelli mattinieri o eventualmente la sera (anche se, in questo caso, si rischia di incentivare la comparsa di marciumi radicali o del colletto).


Altre cure colturali

peperoni rossi Una volta messe a dimora le piante bisognerà con regolarità dedicarsi alla zappettatura intorno al piede per evitare che si instaurino delle infestanti e per arieggiare il terreno.

Qualche settimana dopo la messa a dimora, specie se non usiamo pacciamatura plastica, sarà indispensabile dedicarsi alle operazioni di rincalzatura che stimoleranno l’emissione di nuove radici dal colletto, importanti per dare più stabilità e vigoria alle piante. Questa pratica inoltre aiuterà significativamente a combattere le crittogame che potrebbero verificarsi a carico del piede dei peperoni.

Per quasi tutte le varietà si rende necessario l’utilizzo di un tutore alto almeno 50 cm (ma è preferibile anche di un metro). Va inserito molto in profondità e bisogna legarvi la pianta mano a mano che cresce con della rafia o uno spago non troppo rigido. È molto importante per proteggere gli steli dal vento e dalla forte pioggia visto che potrebbero danneggiare seriamente tutto l’appezzamento.


La semina del peperone o l’acquisto di piantine

A nostra discrezione possiamo scegliere se acquistare le piante presso rivenditori specializzati o dedicarci noi stessi all’operazione di semina.

Molto può dipendere dalla nostra esperienza e dal tempo che possiamo destinarvi. Teniamo però presente che spesso presso i vivai si trovano piante selezionate e di solito vengono utilizzati ibridi dalla comprovata resistenza e capacità produttiva. Sono inoltre disponibili esemplari innestati che uniscono la robustezza delle radici di alcune varietà particolari alla produttività della chioma di altre.


Semina peproni

Semina peperoni A causa delle elevate esigenze idriche la semina in pieno campo è poco diffusa. Oltre a ciò, per avere piante per tempo, spesso si semina in serra in maniera da avere i frutti già nel mese di luglio, in pieno campo.

A seconda delle condizioni ambientali la semina in lettorino (o in vassoi alveolari) si pratica da gennaio-febbraio (nel Sud e nelle isole) a fine febbraio (nel Centro-Nord). In lettorino si esegue a sparglio con righe distanti circa 10 cm. Se si usano i vasetti alveolari, invece, si inseriscono due o tre semi per ogni singolo alveolo. Il substrato ideale è un misto di torba e vermiculite agricola.

Per 100 metri quadrati di superficie in genere sono sufficienti 2-2,5 grammi di sementi.

Di solito, con temperature intorno ai 18° e alta umidità, la germinazione è piuttosto veloce. Una volta che la pianta ha raggiunto la terza fogliolina vera può essere estratta con delicatezza e posta in un vasetto più grande. Naturalmente si sceglieranno solo le piantule più forti e vigorose e scartando le altre. In seguito si provvederà più volte alla cimatura per stimolarne una crescita ben accestita.

Se vogliamo provare la semina direttamente a dimora dovremo, dopo aver preparato con attenzione il terreno, collocare 2-3 semi alla distanza di 50 cm.

Se si vuol accelerare il processo germinativo è possibile fare una presemina ponendo precedentemente i semi in acqua per 12-24 ore. In seguito bisognerà spostarli in un locale caldo per almeno una settimana. Monitorandoli attentamente si noterà che allo scadere di questo periodo sarà sicuramente spuntata la prima radichetta. A quel punto si possono spostare in vasetti e, attendendo circa 8 settimane, arriveremo ad avere la quinta foglia ben visibile. A quel punto si potrà mettere a dimora definitiva.

Il momento giusto per il trasferimento in pieno campo è strettamente legato al clima. Nelle regioni meridionali di solito si può procedere già a marzo. Dal Lazio in su invece abitualmente non ci si dedica a questo lavoro prima della fine di maggio-inizio di giugno.


Distanze di semina nei peperoni

Parlando di peperoni di taglia grande (e quindi non di peperoncini piccanti o tondi da conserva) possiamo dire che la distanza ideale tra le file è di circa 65 cm. Tra una pianta e l’altra invece è bene mantenersi a 50 cm.


Raccolta

Questa pianta è caratterizzata dalla maturazione scalare dei suoi frutti. Come abbiamo detto, anche secondo i nostri gusti, si può comunque decidere di raccoglierli anche se non sono completamente maturi. Il sapore sarà però certamente meno dolce. Di solito questa procedura si attua con cultivar dal colore giallo o tendente al bianco. I peperoni rossi invece, più pregiati, vengono abitualmente raccolti quando raggiungono la piena maturazione.

In media, se si coltiva rispettando tutte le regole, si possono ottenere circa 2,5 kg di prodotto per metro quadrato di terreno dedicato a questa cultivar.


Parassiti e avversità

peproni I peperoni sotto questo aspetto sono particolarmente sensibili.

Vengono colpiti abbastanza frequentemente dalla piralide, specialmente se la coltivazione avviene nelle vicinanze di campi di granoturco. Può essere combattuta con insetticidi specifici o mediante l’utilizzo del Bacillus Thuringiensis.

Diventa un obiettivo frequente anche dell’antracnosi e della peronospora.

La prima può essere prevenuta con le irrigazioni attente e tramite la distribuzione di prodotti a base di rame. Se comparisse bisognerà invece far ricorso a prodotti di sintesi specifici.

La peronospora, purtroppo piuttosto comune, si combatte applicando le rotazioni del terreno, utilizzando semi trattati adeguatamente ed eliminando immediatamente frutti e piante fortemente danneggiati.


Varietà

I peperoni possono essere suddivisi in base alla loro forma (ve ne sono di allungati, cilindrici, a sigaretta, triangolari o quadrati), in base al loro colore (giallo, verde, rosso) o a seconda della destinazione d’uso (da conservazione, da essicazione, da consumo fresco).

Ecco alcune varietà italiane molto comuni suddivise a seconda della loro forma.


Peperone tipo quadrato

Dolce di Nocera, Quadrato di Asti, Braidese, Topepo, California Wonder.


Peperone tipo allungato

Corno di toro, lungo Marconi, Lungo di Chiasso, Verticus, Peperone di Senise, proboscide d’elefante, sigaretta di Bergamo, Lungo di Nocera



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