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akadama bonsai

La coltivazione di bonsai nella cultura giapponese è un'arte tramandata da millenni di generazioni in generazioni.

di Redazione

09 gennaio 2013

akadama bonsai

La coltivazione di bonsai nella cultura giapponese è un'arte tramandata da millenni di generazioni in generazioni. Essa rappresenta la fusione ideale tra l'uomo, l'anima e la natura, secondo il Buddismo Zen. I bonsai sono natura viva, nonostante le ridotte dimensioni, esprimono tutta l'energia presente in una pianta grande.

Terriccio

In una piccola ciotola è ricreato un micro-mondo con rocce, muschio e nodose radici che affiorano dal terreno. Per la vita dei bonsai, è di grande importanza il tipo di terriccio, che deve essere ben drenato, formando il giusto grado di umidità, oltre ai sali minerali necessari alla crescita ed al suo mantenimento. Il substrato non deve solo garantire un ottimo drenaggio, ma assicurare anche una stabilità di temperatura, infatti, vivendo la pianta in poca terra, è più soggetta all'escursione termica ed il substrato in questo caso ha il compito di una protezione totale. Per buon terriccio drenato s'intende che sia areato nel modo giusto, ossia libera circolazione dell'ossigeno ed una ritenuta d'acqua che sia in grado di soddisfare il fabbisogno della pianta tra un'innaffiatura e l'altra. E' da tenere in considerazione che ogni terriccio, ha una sua percentuale di evaporazione e ogni bonsai ha diverse esigenze idriche. Si richiedono diversi terreni a seconda della specie, una buona miscela è formata da: - Terriccio organico, - Akadama - Ghiaia fine. Il terriccio organico universale, è composto da sabbia, perlite e sfagno, presenta degli inconvenienti perché trattiene molta acqua, non area e non drena molto bene, ma va benissimo se usato cime componente di un composto. La sabbia favorisce il giusto drenaggio, mentre la ghiaia fine è usata nell'ultimo strato per aumentare e migliorare il drenaggio.

Cos'è l'Akadama

Il nome letterario di "AKADAMA", significa "terreno a palle rosse". E' un tipo di argilla, si presenta in microgranuli a base di limo-argillosa con PH neutro, è di origine vulcanica, estratta alla profondità di tre metri, dal sottosuolo delle foreste di Cryptomerie in Giappone. Una volta raccolta, segue il processo di essiccazione viene poi scaldata per liberarla dai parassiti o da organismi estranei ed infine viene polverizzata in diverse granulometrie, non perfettamente rotonde, cioè a grana grossa, media e fine. La prima è utilizzata nei grossi vasi, per formare il primo strato che deve essere più drenante. L' Akadama è ideale per il rinvaso di tutti i tipi di bonsai, in quanto è in grado di trattenere al meglio le sostanze nutrienti in seguito alla concimazione, rendendo al terreno un drenaggio eccellente. Nel primo utilizzo, va mischiata con sabbia, argilla, materiale fresco originario della pinta oltre ad un concime a rilascio lento.

Le sue caratteristiche

- Fornisce il giusto apporto di aria, acqua e sostanze nutritive. - E' in grado di trattenere l'acqua per soddisfare i bisogni della pianta, senza provocare asfissia o marciume alle radici. - E' ricca di grandi quantità di minerali, grazie alle sue origini vulcaniche. Unico inconveniente è che l' Akadama, è un materiale che si usura nel tempo, inizia a sfaldarsi riducendo in modo significativo l'aerazione, creando il bisogno di reintegrarla. E' una terra argillosa, con una carica che acidifica nei primi tempi di posa l'acqua in modo rilevante, in seguito assorbendo i carbonati dell'acqua si satura, pur mantenendo il PH su valori neutri o leggermente acidi. L' Akadama, inoltre, non contiene fertilizzanti.

Il suo uso

L' Akadama reperibile in commercio, presenta una sola colorazione di un marroncino ambrato, essa viene venduta in sacchetti, e si presenta in tre qualità diverse, contrassegnate da una, due o tre bande rosse, che indicano la consistenza di granuli di terra. Nella stessa confezione, la sostanza si presenta in sfere di diverso diametro oltre ad una quantità di pulviscolo. Prima di utilizzarla è bene setacciarla, per dividere le misure dei grani e per liberarla dal pulviscolo, quindi sciacquarla sotto acqua corrente, per eliminare ogni impurità e porla ad asciugare all'aria aperta, così acquisterà più durezza e resterà a lungo più compatta. Si ricaverà dapprima un terriccio grosso, ideale per il drenaggio del terreno ed il radicamento della pianta, poi uno medio da utilizzare come substrato.

Rinvaso ed innaffiature

Stendere uno strato di Akadama sul fondo del vaso, aiutandovi con un' asticella, per facilitare la discesa dei granuli, quindi interrare il bonsai col suo panetto originale, ricoprire le radici con altro terriccio. L'utilizzo dell' Akadama, come unico terriccio, è usato solo per esemplari particolarmente preziosi, il suo costo infatti è alquanto elevato, proprio perchè la sua estrazione avviene solo in Giappone. Le innaffiature saranno più frequenti quando l' Akadama dal colore scuro,assumerà quello giallognolo-rossastro. E' reperibile presso i vivaisti o i negozi specializzati, senza dimenticarne quelli on line. Anche se il prodotto viene comprato presso una ditta specializzata, è necessario che risponda a dei requisiti: - Le miscele confezionate e selezionate siano idonee per i bonsai. - Assicurarsi che siano prodotti sperimantati da aziende conosciute. - Che siano state possibilmente sperimentati da bonsaisti ed esperti. Il bonsai non è solo una pianta da ammirare in quando strana, ma è come una creatura che sta crescendo nelle nostre mani, grazie alle nostre cure, maggiore sarà il nostro impegno tanto grandi saranno le sensazioni che esso ci trasmetterà, come forza, maturità, ma soprattutto serenità e pace.

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Domande frequenti

  • Cos'è l'Akadama e da dove proviene?
    L'Akadama è un substrato di origine giapponese, ottenuto dall'estrazione di argilla vulcanica dalle foreste di Cryptomerie. Letteralmente significa "palline rosse". Viene raccolto a circa tre metri di profondità, essiccato, sterilizzato mediante calore e polverizzato in diverse granulometrie. È un materiale naturale ricco di minerali, con pH neutro, utilizzato principalmente come componente principale nei vasi da bonsai per garantire un drenaggio ottimale e una buona ritenzione idrica.
  • Come si riconosce la qualità dell'Akadama acquistata?
    La qualità dell'Akadama commerciale si distingue tramite bande rosse stampate sui sacchetti: una banda indica grana grossa, due medie e tre fini. La grana grossa è ideale per il primo strato drenante nei vasi grandi, quella fine per il substrato principale. Inoltre, il materiale dovrebbe presentarsi come sfere dure e compatte, non perfettamente rotonde, e privo di eccessivo pulviscolo, che va rimosso setacciando e lavando il prodotto prima dell'uso.
  • Quali sono i vantaggi principali dell'uso di Akadama nei bonsai?
    L'Akadama offre eccellenti proprietà di aerazione e drenaggio, prevenendo il marciume radicale e l'asfissia delle radici. Trattiene l'acqua e i nutrienti rilasciati dalla concimazione, fornendoli gradualmente alla pianta. Essendo di origine vulcanica, è ricco di minerali essenziali. A differenza dei terricci organici universali che trattengono troppa acqua, l'Akadama mantiene un equilibrio ottimale tra ossigeno e umidità, fondamentale per la salute delle radici in spazi ristretti.
  • Come si prepara l'Akadama prima di metterla nel vaso?
    Prima dell'uso, è fondamentale setacciare l'Akadama per separare le diverse granulometrie e rimuovere il pulviscolo fine. Successivamente, bisogna sciacquare il materiale sotto acqua corrente per eliminare eventuali impurità. Infine, lasciarlo asciugare all'aria aperta: questa procedura aumenta la durezza delle sfere, rendendole più compatte e durature nel tempo, migliorando così la struttura del substrato nel vaso.
  • Perché l'Akadama va sostituita periodicamente?
    L'inconveniente principale dell'Akadama è la sua tendenza a degradarsi e sfaldarsi nel tempo a causa delle annaffiature e delle radici. Questo processo riduce significativamente l'aerazione del substrato, compromettendo la salute della pianta. Quando le palline si frammentano troppo, perdono la loro efficacia strutturale e bisogna procedere con il rinvaso, sostituendo parte o tutto il materiale per ripristinare un corretto flusso d'aria e drenaggio.

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