bonsai melograno

Schede Bonsai

Bonsai melograno

Appartenente alla famiglia delle Punicacee, il bonsai melograno si presenta come una pianta dai fiori solitari o raggruppati in grappoli di tre, presenti alle estremità dei rami più giovani.

di Redazione

22 gennaio 2013

Il bonsai melograno: fiori rossi e rami rigidi

Appartenente alla famiglia delle Punicacee, il bonsai melograno si presenta come una pianta dai fiori solitari o raggruppati in grappoli di tre, presenti alle estremità dei rami più giovani. Si tratta di fiori ermafroditi, di colore rosso o arancione. I rami sono, invece, spinosi e rigidi, con foglie caduche, opposte, dal bordo liscio e dal colore verde brillante e intenso. Il frutto che ne deriva viene chiamato balausta, ed è una bacca grossa e sferica. I grani che si trovano al suo interno sono costituiti da una polpa succosa e trasparente, e dal seme, semi-rigido, di colore bianco. I bonsaisti apprezzano il melograno in maniera particolare, non solo per l’aspetto estetico gradevole della fruttificazione e della fioritura, ma soprattutto per la notevole attitudine a recepire con facilità le tecniche bonsai di rinvaso, potatura e impiego di tutori. Considerando la grandezza del rametto del bonsai e le dimensioni del frutto melograno, risulta consigliabile evitare di lasciare più di due frutti per ogni ramo. Da non confondere con il melograno nano, caratterizzato da frutti non commestibili, il bonsai melograno, che si riproduce per margotta, seme e talea, preferisce stare in esposizione diretta rispetto ai raggi del sole, in posizioni temperate e calde, a prescindere dalla stagione; teme, invece, il freddo estremo, e per questo motivo necessita di protezioni particolari rispetto alle gelate.

Come eseguire le innaffiature

Come tutti i bonsai, deve essere bagnato in qualunque periodo dell’anno, anche se naturalmente le giornate più calde richiedono interventi di annaffiatura più frequenti: la pianta, comunque, ha bisogno di acqua ogni qualvolta il substrato risulta secco. Premesso, quindi, che definire la portata e la periodicità dell’intervento risulta abbastanza complicato, in quanto variabili dipendenti dalla zona climatica, dalla stagione, dalle dimensioni del vaso, dal potere drenante e dalla quantità di terriccio, vale comunque come regola universale la necessità di innaffiare con gradualità e molto lentamente, così da consentire al terriccio di mantenersi il più a lungo possibile umido, trattenendo una quantità di acqua maggiore. In estate è meglio innaffiare il bonsai melograno la mattina presto o nelle ore serali; in inverno, invece, l’acqua deve essere fornita nelle ore più calde, rinviando però la somministrazione nel caso in cui siano previste gelate. Per quel che concerne la concimazione, utile a integrare con costanza i nutritivi che si consumano con rapidità, essa deve essere eseguita ogni venti giorni da marzo a settembre, nel corso della stagione vegetativa, ma non durante la fioritura. Gli interventi, inoltre, vanno sospesi a luglio e nei primi giorni di agosto, in corrispondenza delle giornate più calde dell’estate. Naturalmente, la pianta deve essere protetta dai potenziali attacchi dei parassiti: un’efficace azione preventiva viene svolta da fungicidi e insetticidi, utili in particolare a evitare danni causati da funghi, afidi e ragno rosso. I trattamenti contro i parassiti, comunque, devono essere concentrati nel corso della stagione invernale, in corrispondenza del riposo vegetativo, nel momento in cui il bonsai non ha foglie, mentre vanno evitati nel periodo di fioritura.

Fili e tiranti per gestire la crescita della pianta

Durante la crescita, la formazione della pianta può essere aiutata dal ricorso a tiranti e fili, da applicare sui rami giovani (più sensibili e quindi più elastici: possono essere corretti con maggiore facilità, ma bisogna prestare attenzione in quanto essi sono anche più delicati). Usando fili di rame di due o tre millimetri di diametro, si possono abbassare i rami, ancorandoli al vaso. Da non sottovalutare, inoltre, l’azione dei tutori, preferibilmente utilizzabili nel periodo vegetativo. L’apparato radicale prodotto dal bonsai melograno risulta abbastanza grosso: per questo motivo, sussiste la necessità di rinvasi piuttosto frequenti, ogni tre anni al massimo, sia per gli esemplari giovani che per gli esemplari vecchi. L’operazione va effettuata a primavera inoltra, nel momento in cui cominciano ad attivarsi le gemme. Per evitare ristagni di acqua, il substrato, rigorosamente non acido, deve risultare sufficientemente drenante: la composizione consigliata prevede un quindici per cento di terriccio universale, possibilmente filtrato, un quindici per cento di sabbia grossolana e un settanta per cento di akadama; in alternativa, può andare bene un quindici per cento di terriccio di foglie e un ottantacinque per cento di akadama. Quando si esegue il rinvaso, bisogna accertarsi che l’apparato radicale non presenti asfissie, e che a monte della radice primaria esistano radichette che permettano alla radice e al ramo ad essa legato di sopravvivere. E’ bene sapere che il bonsai melograno mal digerisce i trapianti, in quanto presenta la tendenza a originare i capillari all’apice dell’apparato radicale: ecco perché il taglio delle radici richiede moderazione e attenzione.

Stili e fertilizzante

A proposito degli stili, il bonsai melograno accoglie con favore il tronco inclinato, il tronco a cascata, il multritronco, l’eretto casuale o il tronco a zattera. Il fertilizzante da somministrare deve presentare un contenuto di azoto ridotto, e quantità elevate di potassio e fosforo: la soluzione ideale è rappresentate da pastiglie a base di farina di pesce, semi di colza e farina di ossa.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per effettuare il rinvaso del bonsai melograno?
    Il rinvaso del bonsai melograno deve essere effettuato in primavera inoltrata, precisamente nel momento in cui iniziano ad attivarsi le gemme. È fondamentale non superare i tre anni di intervallo tra un rinvaso e l'altro, sia per gli esemplari giovani che per quelli adulti, poiché l'apparato radicale diventa rapidamente troppo voluminoso. Durante questa operazione, bisogna agire con molta cautela: il melograno tende a sviluppare radici capillari solo all'apice dell'apparato radicale, rendendolo sensibile ai tagli eccessivi. Assicurarsi sempre che le radici abbiano punti di ancoraggio sani prima di procedere con eventuali potature radicali severe.
  • Quale terreno è consigliato per il bonsai melograno?
    Il substrato per il bonsai melograno deve essere rigorosamente non acido e dotato di un'eccellente capacità drenante per evitare ristagni idrici dannosi. Una composizione ottimale prevede il 70% di akadama, il 15% di terriccio universale filtrato e il 15% di sabbia grossolana. Un'alternativa valida consiste nell'utilizzare il 85% di akadama misto al 15% di terriccio di foglie. Questa miscela garantisce il giusto equilibrio tra ritenzione idrica e aerazione delle radici, essenziale per la salute della pianta dato che il melograno soffre facilmente l'asfissia radicale.
  • Come si gestiscono le irrigazioni durante l'estate?
    In estate, le esigenze idriche del bonsai melograno aumentano notevolmente a causa delle alte temperature. La regola generale è innaffiare ogni volta che il substrato appare asciutto, evitando però di lasciare la pianta in secchezza prolungata. È preferibile eseguire le annaffiature nelle ore più fresche della giornata, ovvero la mattina presto o nel tardo pomeriggio/sera, per ridurre l'evaporazione immediata. L'acqua va somministrata con gradualità e lentezza, permettendole di penetrare profondamente nel terriccio e rimanere umida più a lungo. In inverno, invece, le irrigazioni vanno ridotte e effettuate nelle ore più calde, sospendendole se previste gelate.
  • Quando e come concimare correttamente il bonsai melograno?
    La concimazione del bonsai melograno si svolge durante la stagione vegetativa, da marzo a settembre, con intervalli di circa ventiquattro giorni. È cruciale utilizzare un fertilizzante con contenuto di azoto ridotto e elevate percentuali di potassio e fosforo, ideali per favorire la fioritura e la fruttificazione (es. farine di pesce, ossa o semi di colza). Attenzione: interrompere la concimazione durante il periodo di fioritura attiva e sospendere gli apporti nutrienti a luglio e nei primi giorni di agosto, quando le temperature estreme potrebbero stressare la pianta. Non concimare mai durante il riposo invernale.
  • È vero che il melograno nano produce frutti diversi dal melograno comune?
    Sì, è importante distinguere il bonsai melograno classico dal cosiddetto 'melograno nano'. Mentre il bonsai melograno standard produce frutti commestibili (balauste) ricchi di succo, il melograno nano è una variante specifica caratterizzata da frutti generalmente non commestibili. Entrambi condividono le stesse esigenze colturali tipiche del genere Punica granatum, come l'esposizione soleggiata e la gestione bonsai, ma la destinazione d'uso del frutto cambia radicalmente. Verificare sempre la varietà acquistata per evitare confusioni sulla commestibilità dei frutti ottenuti.

Scheda Tecnica

Punica granatum

Nome scientificoPunica granatum
FamigliaPunicacee
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineAsia sud-occidentale / Mediterraneo orientale
EsposizioneSole diretto, posizioni calde e temperate
Temperatura minimaTeme il freddo estremo, necessita protezione gelate
TerrenoSubstrato neutro/non acido, molto drenante (Akadama, sabbia)
IrrigazioneRegolare, quando il substrato è asciutto; graduale
FiorituraPrimavera-Estate (fiori rosso/arancio ermafroditi)
AltezzaVariabile, adattabile allo stile bonsai
ConcimazioneOgni 20 gg (marzo-settembre), ricco di K e P, basso N
PotaturaPotatura di formazione e mantenimento, facile ricezione tecniche bonsai
MoltiplicazioneMargotta, seme, talea
Malattie e parassitiAfidi, ragno rosso, funghi (prevenzione invernale)
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede attenzione a radici e temperature)