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Crinodonna - Amarcrinum

Aggiornato il 07 marzo 20166 capitoli5 domande frequenti
Crinodonna

Generalità

l'Amarcrinum, un tempo chiamto Crinodonna, è un ibrido tra l'Amaryllis belladonna ed il Crinum; il bulbo è di grandi dimensioni, e può ragiungere agevolmente i 20-25 cm di diametro. Si tratta di un bulbo a fioritura tardo primaverile, che si protrae per tutta l'estate,e talvolta anche in autunno; produce sottili foglie lanceolate, nastriformi, lunghe fino a 40-60 cm, tra le foglie in primavera si eleva un fusto sottile, rigido, spoglio, alto circa 60-80 cm, al cui apice sbocciano 5-8 fiori a trombetta, delicatamente profumati, di colore rosato. Esistono alcune cultivar di amarcrinum, ma in genere i fiori sono di colori delicati.

Esposizione

Le piante di Amarcrinum si pongono a dimora in luogo soleggiato, o leggermente ombreggiato; temono le gelate, soprattutto se intense e prolungate, per questo motivo in genere si coltivano in piena terra per tutto l'anno soltanto nelle zone con clima mite. Si possono coltivare anche in vaso, oppure con l'arrivo dei freddi invernali si dissotterrano i bulbi e li si conserva in luogo asciutto e non troppo freddo fino alla fine dell'inverno. Gli esemplari di Crinodonna hanno bisogno di ricevere alcune ore di luce solare durante la giornata per potersi sviluppare al meglio e per far sì che la loro fioritura sia abbondante; questa pianta non ama le temperature troppo elevate della stagione estiva e, non dovrebbe, per questo, essere coltivata in pieno sole.

Annaffiature

Le piante di Amarcrinum possono sopportare senza problemi brevi periodi di siccità, ma per uno sviluppo vegetativo migliore è consigliabile annaffiare con regolarità da marzo ad ottobre, ma solo quando il terreno è ben asciutto. Durante il periodo vegetativo fornire del concime per piante da fiore ogni 15-20 giorni, mescolato all'acqua delle annaffiature. Controllare che il terreno consenta un buon drenaggio dell'acqua per evitare che si formino dei pericolosi ristagni idrici che possono portare alla marcescenza del bulbo.

Terreno

Gli esemplari di questo genere prediligono terreni soffici e profondi, molto ben drenati, ricchi e fertili; si può utilizzare un terriccio universale bilanciato, mescolato con una piccola quantità di sabbia. Si pongono a dimora ad una profondità di circa 20-22 cm. Possono resistere anche in terreni asciutti per un certo periodo di tempo, ma temono molto il formarsi di ristagni d'acqua che, rapidamente, possono provocare marciume del bulbo. Se coltivati in vaso, è bene prevedere di utilizzare un contenitore piuttosto ampio, data la dimensione del bulbo e il fatto che vada interrato in profondità.

Moltiplicazione

La riproduzione di queste piante avviene per divisione dei bulbilli, che vengono prodotti ogni anno ai lati del bulbo principale. Questi vanno sistemati in un terreno ben bilanciato e drenante, ricco di sostanze nutritive in modo tale che sia favorito l'attecchimento e lo sviluppo dei nuovi esemplari.

Parassiti e malattie

Un eccesso di annaffiature può favorire lo sviluppo del marciume dei bulbi. Anche una eccessiva presenza di umidità può essere causa dell'insorgenza di malattie fungine nella Crinodonna. A volte le piante di Crinodonna possono essere attaccate da cocciniglie e afidi. In commercio esistono prodotti appositi che consentono di trattare il problema con tempestività. E' possibile anche utilizzare dei preparati naturali a base di aglio, fatto bollire in acqua, da vaporizzare sulle piante colpite.

Domande frequenti

  • Come devo annaffiare l'Amarcrinum per evitare che il bulbo marcisca?
    L'Amarcrinum necessita di annaffiature regolari esclusivamente durante il periodo vegetativo, indicativamente da marzo a ottobre. È fondamentale attendere che il terreno sia completamente asciutto prima di irrigare nuovamente, poiché questa pianta tollera brevi periodi di siccità ma soffre gravemente dei ristagni idrici. I ristagni possono causare rapidamente la marcescenza del bulbo. Assicurati sempre che il substrato o il vaso abbiano un eccellente drenaggio per allontanare l'eccesso di acqua immediatamente dopo l'irrigazione.
  • Quando e come va concimata la Crinodonna?
    La concimazione deve avvenire durante il periodo vegetativo attivo, ovvero dalla primavera all'autunno. Utilizza un concime specifico per piante da fiore, diluendolo nell'acqua delle annaffiature. La frequenza ideale è ogni 15-20 giorni. Questo apporto nutrizionale supporta la crescita delle foglie e garantisce una fioritura abbondante e vigorosa. Al di fuori di questo periodo, interrompi la somministrazione di fertilizzanti per permettere alla pianta di riposare.
  • Qual è il miglior terreno per coltivare l'Amarcrinum?
    L'Amarcrinum predilige terreni soffici, profondi, ricchi di sostanza organica e, soprattutto, molto ben drenati. Un errore comune è usare terriccio troppo compatto. Puoi preparare un mix ottimale utilizzando terriccio universale bilanciato e aggiungendo una percentuale di sabbia grossolana per migliorare il drenaggio. Se coltivi in vaso, scegli un contenitore ampio dato il grande diametro del bulbo (fino a 25 cm) e interra il bulbo ad una profondità di circa 20-22 cm.
  • Cosa fare degli bulbi di Amarcrinum in inverno nelle zone fredde?
    In zone con inverni rigidi dove le gelate sono intense o prolungate, l'Amarcrinum non resiste in piena terra. È necessario dissotterrare i bulbi alla fine della stagione vegetativa, prima dell'arrivo del freddo. Una volta estratti, puliscili delicatamente e conservali in un luogo asciutto, fresco ma non gelido (evita temperature sotto zero), fino alla primavera successiva. Nelle aree dal clima mite, invece, possono rimanere interrate tutto l'anno.
  • Come si riproduce l'Amarcrinum?
    La moltiplicazione avviene principalmente per divisione dei bulbilli. Ogni anno, ai lati del bulbo principale, si formano piccoli bulbilli laterali. Quando questi sono sufficientemente sviluppati, possono essere separati con attenzione dal bulbo madre. Vanno poi piantati in un terreno fresco, ricco e ben drenato, favorendo così il loro attecchimento e lo sviluppo di nuove piante autonome. Questa tecnica permette di ottenere nuove piante geneticamente identiche a quella madre.

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