I Crochi
Piccoli fiori diffusi in natura in Europa ed Asia, e in tutta l'area mediterranea, i crocus vengono coltivati da secoli; il genere conta circa ottanta specie, e innumerevoli cultivar, diffusissime come piante da giardino. La maggior parte dei crocus fiorisce tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, non appena le giornate si fanno più lunghe, anche quando il clima no è del tutto favorevole; non è raro infatti trovare al limitare del bosco una distesa di fiori di croco che spuntano da sotto la neve, in pieno inverno. Poche specie fioriscono in autunno, mentre solitamente i"crocus" che troviamo nel bosco in ottobre sono dei colchici, piante con fiore simile a quello del croco, ma non imparentate con esso. Alcune specie di croco fioriscono prima ancora di produrre foglie, altre invece producono le foglie ben prima della fioritura; presentano un piccolo bulbo-tubero, racchiuso in una membrana papiracea, da cui vengono prodotti i lunghi fiori, che partono con un sottile cilindro quasi filiforme che si allarga a coppa, aprendosi in sei tepali allargati, di colore bianco, lilla o giallo. Le foglie di croco sono presenti in numero di 3-5 per ogni cormo, sono lineari, lunghe più o meno come il fiore, divise a metà da una scanalatura; le foglie sono di colore verde scuro, la scanalatura è invece bianca, molto vistosa. Le dimensioni dei crochi sono generalmente minute, si va dai 5 ai 25-30 cm di altezza.
Come coltivarli
I crochi in Italia sono presenti con molte specie anche in natura; la gran parte delle specie e delle varietà usate in coltivazione sono adatte all'inselvatichimento, quindi possiamo posizionarli in giardino, in piena terra, e di anno in anno avremo sempre nuovi fiori, senza che i cormi necessitino di cure. Prediligono i terreni leggermente calcarei, e posizioni abbastanza soleggiate, anche se generalmente ben si sviluppano anche in mezz'ombra. Sono piante a riposo invernale; quindi si sviluppano a partire dalla fine dell'inverno, quando i bulbo-tuberi cominciano a produrre foglie e fiori. In seguito alcune specie vegetano solo per alcune settimane, mentre altre continuano a vegetare fino all'autunno, ripetendo nel tempo la fioritura, o producendo fiori soltanto in settembre-ottobre. Le specie più comunemente diffuse in vivaio di solito fioriscono a fine inverno, e vanno in riposo vegetativo a partire dai primi caldi, verso la fine della primavera. All'inizio del riposo vegetativo il fogliame ingiallisce e dissecca, e il cormo va in totale riposo vegetativo fino alla primavera succesiva; durante il periodo di riposo questi bulbi non necessitano di alcuna cura; temono però l'umidità eccessiva, soprattutto in questo periodo, che potrebbe portare alla marcescenza dei piccoli cormi. Nel corso del tempo il bulbo-tubero del croco produce dei piccoli bulbilli, da cui verranno prodotte nuove piante; quindi ponendo a dimora anche pochi crocus, nel corso del tempo ci troveremo con un numero sempre maggiore di fiori. Se desideriamo contenerne il numero, ogni 3-4 anni, dopo che gli esemplari di croco sono entrati in riposo vegetativo, scalziamo il terreno nella zone dove li abbiamo posti a dimora, e rimuoviamo i cormi più piccoli o rovinati, posizionando come desideriamo quelli più grossi e vigorosi.
Come porre a dimora i crocus
Come avviene per la gran parte dei bulbi, appena posti a dimora i crocus necessitano di un terreno soffice e ben drenato, in modo da potersi subito ambientare e da poter cominciare a produrre un buon apparato radicale non appena questo sia possibile. I crocus vengono posti a dimora di preferenza in autunno, in modo da godere della prima fioritura già a fine inverno; le specie a fioritura autunnale invece vengono poste a dimora a inizio primavera. Si comincia l'operazione di impianto lavorando a fondo il terreno, aggiungendovi poco stallatico, e terriccio universale e/o sabbia nel caso in cui la terra del nostro giardino fosse eccessivamente compatta o scarsamente drenante. Posizioniamo i cormi ad una profondità pari a circa 2-3 volte il loro diametro, con la punta rivolta verso l'alto, e la parte piatta rivolta verso il basso, è da lì che il bulbo in primavera produrrà le radici. Possiamo posizionare gli esemplari di croco ben distanziati tra loro, a coprire un'ampia area, oppure disporli in macchie, nelle aiole; in questo caso evitiamo di ammassarli eccessivamente, o con il tempo tenderanno ad avvicinarsi eccessivamente e a smettere di fiorire. Copriamo bene con terra soffice e compattiamo con i piedi o con il retro del badile, evitando di pressare troppo il terreno. Se effettuiamo questa operazione in settembre-ottobre, annaffiamo anche un poco; in questo modo attiveremo subito i bulbi che cominceranno a produrre radici prima dell'arrivo dell'inverno. Questi cormi non temono il gelo, e in genere non necessitano di protezioni durante i mesi più freddi, in cui sono in completo riposo vegetativo. Spesso i crocus vengono posti a dimora nel tappeto erboso, per ravvivare le ultime settimane invernali, quando nel giardino ben poche piante sono attive. In questo caso in genere si spargono i cormi direttamente sul terreno, quindi si rimuovono piccole zolle di tappeto erboso, si asporta una piccola quantità di terra con un pianta bulbi e si posiziona nella buca il cormo, coprendo poi col terreno e con la zolla di erba. In questo modo otterremo una fioritura più "naturale", simile a quella che avviene nei pascoli al limitare dei boschi alpini.
L'oro del mediterraneo
Da una particolare specie di croco, Crocus sativus, si ottiene una spezia preziosa, lo zafferano; questo croco fiorisce in autunno, con piccoli fiori lilla, i cui stimmi, essiccati, danno origine alla spezia profumata. asiatica, la cui coltivazione si è diffusa nei secoli in tutta l'area mediterranea, già da tempi molto antichi. In Italia lo zafferano viene coltivato nell'appennino marchigiano e abruzzese, sui pascoli magri ed asciutti di quelle zone, ed anche in Sardegna. Per ottenere lo zafferano è necessario raccogliere quantità immense di stimmi, quindi difficilmente ci è possibile produrre una quantità apprezzabile semplicemente posizionando qualche decina di cormi nelle aiole del giardino. Nelle zone di coltivazione inoltre, per ottenere lo zafferano migliore, dopo la fioritura i cormi vengono scalzati dal terreno, ripuliti da bulbilli o eventuali imperfezioni, e quindi conservati in luogo buio, fresco ed asciutto fino a primavera, quando vengono nuovamente posti a dimora.
Domande frequenti
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Quando devo piantare i bulbi di croco?La tempistica dipende dalla stagione di fioritura. Per le specie primaverili, che rappresentano la maggior parte delle varietà disponibili, il momento ideale per la messa a dimora è l'autunno, preferibilmente tra settembre e ottobre. Questo permette ai cormi di sviluppare le radici prima dell'inverno e di fiorire a fine inverno/inizio primavera. Al contrario, le specie a fioritura autunnale, come il Crocus sativus, devono essere piantate a inizio primavera, così da essere pronte a germogliare e fiorire nell'autunno successivo.
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I crochi possono crescere nel prato?Sì, i crochi sono eccellenti per inselvatichire il tappeto erboso, creando un effetto naturale simile a quello dei prati alpini. Per farlo, rimuovi piccole zolle di erba, crea una buca profonda quanto serve per interrare il cormo (circa 2-3 volte il suo diametro), inserisci il bulbo con la punta verso l'alto e ricopri con terra e la zolla rimossa. Questa tecnica permette ai fiori di emergere attraverso l'erba alta, ravvivando il giardino nelle fredde settimane invernali quando poche altre piante sono attive.
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Perché i miei crochi non fioriscono dopo alcuni anni?La mancanza di fioritura è spesso dovuta al sovraffollamento dei cormi. Con il tempo, il bulbo principale produce numerosi bulbilli figli che competono per nutrienti e spazio, riducendo la capacità di produrre fiori. Inoltre, un terreno troppo compatto o un'eccessiva umidità durante il riposo estivo possono causare marciume. Per risolvere, ogni 3-4 anni, dopo che le foglie sono secche, escava i cormi, elimina quelli piccoli o malati e reimpianta solo quelli più grandi e vigorosi, distanziandoli adeguatamente.
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Qual è la differenza tra Croco e Colchico?Nonostante i fiori siano visivamente simili, appartengono a famiglie diverse e fioriscono in stagioni opposte. Il Croco (genere Crocus, famiglia Iridaceae) fiorisce prevalentemente in primavera, talvolta in autunno (come lo zafferano), e ha foglie lineari con una caratteristica venatura centrale bianca. Il Colchico (genere Colchicum, famiglia Colchicaceae) fiorisce esclusivamente in autunno, spesso senza foglie contemporanee al fiore, e i suoi tepali hanno una forma diversa. Confonderli è comune, specialmente vedendo fiori bianchi o viola in ottobre nei boschi, dove solitamente si tratta di colchichi.
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Posso usare i bulbi di Crocus sativus per fare zafferano in casa?Tecnicamente sì, ma non è pratico per uso domestico. Il Crocus sativus richiede una raccolta massiva di stimmi per produrre quantità apprezzabili di spezia. Ogni fiore produce solo tre stimmi sottili che devono essere essiccati con cura. Servono centinaia di fiori per ottenere pochi grammi di zafferano. Inoltre, la coltivazione professionale prevede di scavare i cormi dopo la fioritura, pulirli e conservarli al buio e fresco fino alla primavera successiva per garantire la salute del bulbo, un processo laborioso sconsigliato per chi cerca un semplice ornamento da giardino.





