Il miglio

Il miglio

Il miglio è una graminacea appartenente alla famiglia delle Poaceae denominata Panicum miliaceum. Si tratta di una annuale dalla crescita rapida: a seconda delle condizioni di coltivazione può arrivare anche a 1,5 metri di altezza, anche se ultimamente si sono diffuse varietà più compatte, più resistenti all’azione del vento e della pioggia. Le spighe sono portate su steli rigidi, vellutati al tatto. A metà primavera vengono prodotte delle gradevoli infiorescenze a mazzi molto ramificati, erette o pendule.

In seguito si sviluppano spighe lasse e molto decorative, prima verdi e a maturazione giallo paglierino. Contengono dei semi ovali, di circa 3 mm, che, a seconda delle varietà, possono essere bianchi, gialli, verdi, marroni o anche rossastri. Una volta decorticati e pronti per il consumo appariranno tutti di un bel bianco perlaceo.

La coltivazione a scopo alimentare umano, in Europa, è poco diffusa: si tratta in genere di piccoli appezzamenti dedicati all’agricoltura biologica. Ultimamente però l’interesse verso è in netto incremento poichè ricco di minerali e vitamine, oltre ad essere prezioso per i celiaci in quanto privo di glutine.

La coltivazione estensiva in Europa è legata all’uso dei semi come mangime per gli animali, soprattutto per i volatili da cortile. Nel continente americano è apprezzato anche per la fornitura di buon foraggio per i bovini.

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Origini e storia

miglio Il miglio è originario della Cina e di tutto l’Estremo Oriente, dove è sempre stato coltivato sia per la produzione di mangimi per animali sia come alternativa al riso per il consumo umano. La relativa facilità di coltivazione e la resistenza alla siccità hanno favorito la sua diffusione in tutto il continente asiatico (soprattutto in India) fino all’Africa, dove ancora oggi è estremamente popolare, rappresentando un ingrediente indispensabile per la dieta di molti paesi.

In queste aree il suo rilievo non è mai venuto meno: ancora oggi è il sesto cereale coltivato nel mondo e quasi un terzo della popolazione del nostro pianeta se ne ciba abitualmente, sotto diverse forme. In Italia si diffuse soprattutto nell’Alto Medioevo, per la facilità di coltivazione. Proprio grazie a questo cereale molte popolazioni riuscirono a superare carestie e fu un importante aiuto durante gli assedi.

Veniva principalmente utilizzato dopo essere stato ridotto in piccoli granuli e cotto come una polentina. Il suo primato rimase imbattuto fino all’arrivo del mais dal continente americano (la cui coltura, però, richiede più acqua e concimazioni).

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Esposizione e terreno

miglio in campo Per avere una crescita vigorosa e un buon raccolto è indispensabile dedicare al miglio un appezzamento ben esposto al sole, cioè che risulti illuminato almeno 6 ore al giorno, preferibilmente quelle centrali.

Predilige i terreni ben drenanti e leggeri, con una buona quantità di sabbia e non troppo ricchi. Vanno invece evitati assolutamente quelli argillosi, pesanti e sprovvisti di drenaggio: andremmo sicuramente incontro a marciumi radicali e insorgeranno più facilmente le crittogame.


Come preparare l’appezzamento

Lavoriamo in anticipo l’area (che non deve essere troppo piccola, vista la bassa resa), possibilmente già l’autunno precedente. In caso di substrato compatto incorporiamo una buona quantità di sabbia e un poco di ammendante organico ben stagionato.

La semina va effettuata all’inizio della primavera, assicurandoci che non si verifichino più gelate e che il terreno sia già stato ben scaldato dal sole. Sminuzziamo ulteriormente la terra, pulendola attentamente da tutte le radici.

Questo aiuterà la pianta a crescere bene e ci renderà più semplice il raccolto. Non è raro infatti che risulti difficile distinguere le spighe del miglio da quelle di alcune spontanee, contaminando (a volte anche pericolosamente) il prodotto.


La semina

Creiamo dei solchi distanti circa 20 cm e profondi circa 5. Depositiamo la semente lasciando 4 semi ogni 5 cm. Ricopriamo con la zappa e irrighiamo abbondantemente.


Cure colturali

miglio semi Le prime settimane dalla semina saranno quelle più impegnative: si renderà necessario, in mancanza di piogge, irrigare spesso. Il terreno non deve mai asciugarsi completamente (ma neanche essere impregnato d’acqua).

La germinazione avviene, con clima favorevole, entro la prima settimana. Oltre a mantenere l’area priva da infestanti dovremo continuare a conservare il suolo leggermente umido per almeno tutto il primo mese.

In seguito sarà completamente autonomo fino al momento di procedere con la raccolta.


Raccolta

A seconda della propria area geografica e del clima, la raccolta può avvenire da metà agosto alla fine di settembre. Per sapere qual è il momento giusto per procedere è necessario aspettare che gli steli e le foglie siano completamente secchi. A quel punto attenderemo ancora almeno una settimana e poi potremo testare se i semi sono maturi: lo saranno se usciranno facilmente dalla pellicola che li avvolge, una volta che li avremo sfregati nel palmo delle mani.

A quel punto procederemo tagliando tutta la pianta alla base e creando dei mazzi. Andranno appesi al contrario, stendendo sotto della stoffa pulita. Per far uscire tutti i semi dovremo “batterli” ripetutamente con un bastone.

Gli steli rimanenti sono ottimi come foraggio per tutti gli animali d’allevamento, dalle mucche ai conigli. In alternativa possiamo usarli come pacciamatura invernale, al piede delle piante ornamentali.


Parassiti e malattie

piante di miglio Si tratta di una graminacea estremamente resistente. Il suo unico nemico è il marciume radicale, causato da eccessive irrigazioni e un suolo poco drenante.

Non viene neanche colpito dai parassiti e non sarà quindi necessario utilizzare fitofarmaci.

Al contrario bisogna fare molta attenzione agli uccelli, visto che ne vanno veramente ghiotti. A questo scopo possiamo predisporre delle apposite reti sugli appezzamenti. In alternativa è sempre utile uno spaventapasseri o qualsiasi oggetto si muova al vento creando dei luccichii o dei suoni improvvisi.


Conservazione

Il miglio si conserva a lungo, se raccolto al giusto stadio di maturazione. Molto importante per evitare ammuffimenti è lasciarlo qualche giorno in un luogo fresco, aerato e secco. Potremo poi inserirlo in barattoli a chiusura ermetica da porre in un locale asciutto e possibilmente buio.


Il miglio, per un giardino animato

miglio Una piccola coltivazione di miglio, oltre a soddisfare le esigenze personali, può essere molto utile per rendere più vivo il giardino. I suoi semi sono un cibo molto amato da un gran numero di uccelli. Si consiglia di lasciarne sempre una parte a loro disposizione e continuare la distribuzione anche durante l’inverno, aiutandoli così a superare un periodo veramente duro. Volendo potremo confezionare delle palle di grasso da appendere agli alberi.

La loro realizzazione è molto semplice: basta sciogliere della margarina (migliore del burro, perché non irrancidisce) e mescolarvi il miglio, semi di girasole, di zucca, di lino oppure un prodotto misto per uccellini. Infine coliamo in uno stampo e lasciamo raffreddare.


Il miglio in cucina

piantagioni miglio Come abbiamo detto il miglio è un cereale molto interessante e che dovrebbe essere impiegato più frequentemente anche nella cucina occidentale. Oltre alle calorie dei carboidrati, può vantare l’apporto di vitamine basilari (quali quelle del gruppo B). Importantissime per combattere lo stress, la stanchezza e alcuni fenomeni neurologici, sono presenti naturalmente in misura maggiore nel prodotto integrale (dotato, quindi, della pellicina esterna).

Facendone uso aumenteremo esponenzialmente anche l’apporto di fibre alimentari (utili per migliorare il transito intestinale e dare senso di sazietà) e minerali, quali il potassio, lo zinco, il manganese e il magnesio.

Come abbiamo detto precedentemente questo cereale è completamente privo di glutine: può essere usato quindi con tranquillità dai celiaci. L’industria lo cerca sempre più frequentemente per ottenere mix adatti alla preparazione di biscotti, torte, pasta e altri prodotti sostitutivi.

Le persone non sensibili al glutine possono invece mescolarlo, in una misura del 10-20%, alla farina di frumento. Potremo poi impastare e ottenere un pane multi cereali estremamente interessante per la consistenza e il delicato sapore di nocciola.


Ricette

Il miglio si presta a numerosissimi impieghi: in insalate, per la creazione di polentine o sfiziosi primi piatti. Inoltre, grazie al suo sapore delicato, può diventare l’ingrediente principale di molti dolci, graditi anche dai più piccoli.

Al supermercato, nei negozi di prodotti biologici e nelle erboristerie si trovano facilmente il miglio integrale, decorticato, in fiocchi o ridotto in granella (o addirittura in farina). Per la panificazione non è difficile trovare dei mix già pronti


Come cuocere il miglio

In cucina il più utilizzato è il miglio decorticato. Per ottenere il massimo è importante, prima della cottura, procedere con un lavaggio molto approfondito sotto acqua corrente. Dovremo ripetere l’operazione fino a quando il liquido non risulterà completamente limpido. A questo punto lasciamolo scolare per bene. Infine mettiamolo in una padella con un filo di olio e tostiamolo fino a quando non risulti dorato.

Aggiungiamo poi il doppio del suo volume in acqua e portiamo lentamente a bollore, tenendolo poi sul fuoco fino a quando tutto il liquido non sarà stato assorbito. Spegniamo, copriamo per mantenere caldo e aspettiamo che si gonfi.

Potrà essere gustato in abbinamento a legumi (così avremo un giusto mix di carboidrati e proteine) o verdure. Ottimo anche da freddo, in insalata o come fantasiosa alternativa al cous cous.


Dolce al miglio

Un eccellente e nutriente dolce, adatto anche ai bambini, è la Crema Budwig. Si ottiene sfarinando a crudo la granella e mescolandovi poi semi, yogurt, miele e fiocchi di cereali. È un buon sostituto del muesli per una colazione sana e sostanziosa.




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