miglio

Fiori di campo

Il miglio

Il miglio è un'erba spontanea che viene coltivata come alimento per moltissimi motivi...scopri con noi le caratteristiche ed i segreti di coltivazione di questa specie

di Redazione

06 giugno 2017

Il miglio

Il miglio è una graminacea appartenente alla famiglia delle Poaceae denominata Panicum miliaceum. Si tratta di una annuale dalla crescita rapida: a seconda delle condizioni di coltivazione può arrivare anche a 1,5 metri di altezza, anche se ultimamente si sono diffuse varietà più compatte, più resistenti all’azione del vento e della pioggia. Le spighe sono portate su steli rigidi, vellutati al tatto. A metà primavera vengono prodotte delle gradevoli infiorescenze a mazzi molto ramificati, erette o pendule. In seguito si sviluppano spighe lasse e molto decorative, prima verdi e a maturazione giallo paglierino. Contengono dei semi ovali, di circa 3 mm, che, a seconda delle varietà, possono essere bianchi, gialli, verdi, marroni o anche rossastri. Una volta decorticati e pronti per il consumo appariranno tutti di un bel bianco perlaceo. La coltivazione a scopo alimentare umano, in Europa, è poco diffusa: si tratta in genere di piccoli appezzamenti dedicati all’agricoltura biologica. Ultimamente però l’interesse verso è in netto incremento poichè ricco di minerali e vitamine, oltre ad essere prezioso per i celiaci in quanto privo di glutine. La coltivazione estensiva in Europa è legata all’uso dei semi come mangime per gli animali, soprattutto per i volatili da cortile. Nel continente americano è apprezzato anche per la fornitura di buon foraggio per i bovini.

Origini e storia

Il miglio è originario della Cina e di tutto l’Estremo Oriente, dove è sempre stato coltivato sia per la produzione di mangimi per animali sia come alternativa al riso per il consumo umano. La relativa facilità di coltivazione e la resistenza alla siccità hanno favorito la sua diffusione in tutto il continente asiatico (soprattutto in India) fino all’Africa, dove ancora oggi è estremamente popolare, rappresentando un ingrediente indispensabile per la dieta di molti paesi. In queste aree il suo rilievo non è mai venuto meno: ancora oggi è il sesto cereale coltivato nel mondo e quasi un terzo della popolazione del nostro pianeta se ne ciba abitualmente, sotto diverse forme. In Italia si diffuse soprattutto nell’Alto Medioevo, per la facilità di coltivazione. Proprio grazie a questo cereale molte popolazioni riuscirono a superare carestie e fu un importante aiuto durante gli assedi. Veniva principalmente utilizzato dopo essere stato ridotto in piccoli granuli e cotto come una polentina. Il suo primato rimase imbattuto fino all’arrivo del mais dal continente americano (la cui coltura, però, richiede più acqua e concimazioni).

Esposizione e terreno

Per avere una crescita vigorosa e un buon raccolto è indispensabile dedicare al miglio un appezzamento ben esposto al sole, cioè che risulti illuminato almeno 6 ore al giorno, preferibilmente quelle centrali. Predilige i terreni ben drenanti e leggeri, con una buona quantità di sabbia e non troppo ricchi. Vanno invece evitati assolutamente quelli argillosi, pesanti e sprovvisti di drenaggio: andremmo sicuramente incontro a marciumi radicali e insorgeranno più facilmente le crittogame.

Come preparare l’appezzamento

Lavoriamo in anticipo l’area (che non deve essere troppo piccola, vista la bassa resa), possibilmente già l’autunno precedente. In caso di substrato compatto incorporiamo una buona quantità di sabbia e un poco di ammendante organico ben stagionato. La semina va effettuata all’inizio della primavera, assicurandoci che non si verifichino più gelate e che il terreno sia già stato ben scaldato dal sole. Sminuzziamo ulteriormente la terra, pulendola attentamente da tutte le radici. Questo aiuterà la pianta a crescere bene e ci renderà più semplice il raccolto. Non è raro infatti che risulti difficile distinguere le spighe del miglio da quelle di alcune spontanee, contaminando (a volte anche pericolosamente) il prodotto.

La semina

Creiamo dei solchi distanti circa 20 cm e profondi circa 5. Depositiamo la semente lasciando 4 semi ogni 5 cm. Ricopriamo con la zappa e irrighiamo abbondantemente.

Cure colturali

Le prime settimane dalla semina saranno quelle più impegnative: si renderà necessario, in mancanza di piogge, irrigare spesso. Il terreno non deve mai asciugarsi completamente (ma neanche essere impregnato d’acqua). La germinazione avviene, con clima favorevole, entro la prima settimana. Oltre a mantenere l’area priva da infestanti dovremo continuare a conservare il suolo leggermente umido per almeno tutto il primo mese. In seguito sarà completamente autonomo fino al momento di procedere con la raccolta.

Raccolta

A seconda della propria area geografica e del clima, la raccolta può avvenire da metà agosto alla fine di settembre. Per sapere qual è il momento giusto per procedere è necessario aspettare che gli steli e le foglie siano completamente secchi. A quel punto attenderemo ancora almeno una settimana e poi potremo testare se i semi sono maturi: lo saranno se usciranno facilmente dalla pellicola che li avvolge, una volta che li avremo sfregati nel palmo delle mani. A quel punto procederemo tagliando tutta la pianta alla base e creando dei mazzi. Andranno appesi al contrario, stendendo sotto della stoffa pulita. Per far uscire tutti i semi dovremo “batterli” ripetutamente con un bastone. Gli steli rimanenti sono ottimi come foraggio per tutti gli animali d’allevamento, dalle mucche ai conigli. In alternativa possiamo usarli come pacciamatura invernale, al piede delle piante ornamentali.

Parassiti e malattie

Si tratta di una graminacea estremamente resistente. Il suo unico nemico è il marciume radicale, causato da eccessive irrigazioni e un suolo poco drenante. Non viene neanche colpito dai parassiti e non sarà quindi necessario utilizzare fitofarmaci. Al contrario bisogna fare molta attenzione agli uccelli, visto che ne vanno veramente ghiotti. A questo scopo possiamo predisporre delle apposite reti sugli appezzamenti. In alternativa è sempre utile uno spaventapasseri o qualsiasi oggetto si muova al vento creando dei luccichii o dei suoni improvvisi.

Conservazione

Il miglio si conserva a lungo, se raccolto al giusto stadio di maturazione. Molto importante per evitare ammuffimenti è lasciarlo qualche giorno in un luogo fresco, aerato e secco. Potremo poi inserirlo in barattoli a chiusura ermetica da porre in un locale asciutto e possibilmente buio.

Il miglio, per un giardino animato

Una piccola coltivazione di miglio, oltre a soddisfare le esigenze personali, può essere molto utile per rendere più vivo il giardino. I suoi semi sono un cibo molto amato da un gran numero di uccelli. Si consiglia di lasciarne sempre una parte a loro disposizione e continuare la distribuzione anche durante l’inverno, aiutandoli così a superare un periodo veramente duro. Volendo potremo confezionare delle palle di grasso da appendere agli alberi. La loro realizzazione è molto semplice: basta sciogliere della margarina (migliore del burro, perché non irrancidisce) e mescolarvi il miglio, semi di girasole, di zucca, di lino oppure un prodotto misto per uccellini. Infine coliamo in uno stampo e lasciamo raffreddare.

Il miglio in cucina

Come abbiamo detto il miglio è un cereale molto interessante e che dovrebbe essere impiegato più frequentemente anche nella cucina occidentale. Oltre alle calorie dei carboidrati, può vantare l’apporto di vitamine basilari (quali quelle del gruppo B). Importantissime per combattere lo stress, la stanchezza e alcuni fenomeni neurologici, sono presenti naturalmente in misura maggiore nel prodotto integrale (dotato, quindi, della pellicina esterna). Facendone uso aumenteremo esponenzialmente anche l’apporto di fibre alimentari (utili per migliorare il transito intestinale e dare senso di sazietà) e minerali, quali il potassio, lo zinco, il manganese e il magnesio. Come abbiamo detto precedentemente questo cereale è completamente privo di glutine: può essere usato quindi con tranquillità dai celiaci. L’industria lo cerca sempre più frequentemente per ottenere mix adatti alla preparazione di biscotti, torte, pasta e altri prodotti sostitutivi. Le persone non sensibili al glutine possono invece mescolarlo, in una misura del 10-20%, alla farina di frumento. Potremo poi impastare e ottenere un pane multi cereali estremamente interessante per la consistenza e il delicato sapore di nocciola.

Ricette

Il miglio si presta a numerosissimi impieghi: in insalate, per la creazione di polentine o sfiziosi primi piatti. Inoltre, grazie al suo sapore delicato, può diventare l’ingrediente principale di molti dolci, graditi anche dai più piccoli. Al supermercato, nei negozi di prodotti biologici e nelle erboristerie si trovano facilmente il miglio integrale, decorticato, in fiocchi o ridotto in granella (o addirittura in farina). Per la panificazione non è difficile trovare dei mix già pronti

Come cuocere il miglio

In cucina il più utilizzato è il miglio decorticato. Per ottenere il massimo è importante, prima della cottura, procedere con un lavaggio molto approfondito sotto acqua corrente. Dovremo ripetere l’operazione fino a quando il liquido non risulterà completamente limpido. A questo punto lasciamolo scolare per bene. Infine mettiamolo in una padella con un filo di olio e tostiamolo fino a quando non risulti dorato. Aggiungiamo poi il doppio del suo volume in acqua e portiamo lentamente a bollore, tenendolo poi sul fuoco fino a quando tutto il liquido non sarà stato assorbito. Spegniamo, copriamo per mantenere caldo e aspettiamo che si gonfi. Potrà essere gustato in abbinamento a legumi (così avremo un giusto mix di carboidrati e proteine) o verdure. Ottimo anche da freddo, in insalata o come fantasiosa alternativa al cous cous.

Dolce al miglio

Un eccellente e nutriente dolce, adatto anche ai bambini, è la Crema Budwig. Si ottiene sfarinando a crudo la granella e mescolandovi poi semi, yogurt, miele e fiocchi di cereali. È un buon sostituto del muesli per una colazione sana e sostanziosa.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici nutrizionali del miglio?
    Il miglio è un cereale antico ricco di minerali essenziali come potassio, zinco, manganese e magnesio, oltre a contenere vitamine del gruppo B utili contro stanchezza e stress. È particolarmente indicato per chi soffre di celiachia poiché è completamente privo di glutine. Inoltre, grazie all'elevato contenuto di fibre, favorisce il transito intestinale e dona un senso di sazietà duraturo, rendendolo un alimento sano e versatile per una dieta equilibrata.
  • Come si prepara il terreno e quando si effettua la semina?
    La semina va effettuata all'inizio della primavera, solo dopo che il terreno si è riscaldato e non vi sono più rischi di gelate. È fondamentale preparare il suolo lavorandolo in anticipo, preferibilmente in autunno, incorporando sabbia e ammendante organico se il terreno è compatto. Evitare assolutamente i terreni argillosi e pesanti per prevenire marciumi radicali. Durante la semina, creare solchi profondi 5 cm e distanti 20 cm, depositando 4 semi ogni 5 cm e ricoprendoli leggermente.
  • Quali cure colturali richiede il miglio durante la crescita?
    Le cure più intensive riguardano le prime settimane successive alla semina: il terreno non deve mai asciugarsi completamente ma nemmeno essere zuppo d'acqua. È essenziale mantenere il suolo leggermente umido per tutto il primo mese e tenere l'area libera da infestanti. Dopo questo periodo iniziale, la pianta diventa completamente autonoma e non richiede ulteriori interventi idrici significativi fino al momento del raccolto, dimostrando una notevole resistenza alla siccità.
  • Quando e come si effettua la raccolta del miglio?
    La raccolta avviene generalmente da metà agosto a fine settembre, quando steli e foglie sono completamente secchi. Attendere ancora una settimana dopo l'asciugatura per verificare la maturità: i semi sono pronti se si staccano facilmente sfregandoli tra le mani. Tagliare la pianta alla base, formare mazzi e appendere al contrario su stoffa pulita. Battere gli steli con un bastone per far cadere i semi, che potranno poi essere conservati in contenitori ermetici al buio.
  • Come si cuoce correttamente il miglio decorticato in cucina?
    Prima della cottura, lavare accuratamente il miglio decorticato sotto acqua corrente fino a quando il liquido risulta limpido. Tostare i semi in padella con un filo d'olio finché non diventano dorati. Aggiungere acqua bollente in proporzione di due volumi di acqua rispetto al miglio e cuocere a fuoco lento fino a completo assorbimento del liquido. Spegnere, coprire e lasciare riposare affinché i chicchi si gonfino. Il risultato è ideale per insalate fredde o accompagnato da legumi e verdure.

Scheda Tecnica

Panicum miliaceum

Nome scientificoPanicum miliaceum
FamigliaPoaceae
Tipo di piantaGraminacea annuale
OrigineCina / Estremo Oriente
EsposizionePieno sole (almeno 6 ore/giorno)
TerrenoLeggero, ben drenante, sabbioso, non troppo ricco
IrrigazioneFrequente nelle prime settimane, poi autonoma
FiorituraMetà primavera - estate
AltezzaFino a 1,5 metri (varietà compatte disponibili)
ConcimazioneAmmendante organico ben stagionato in autunno
PotaturaNessuna
MoltiplicazioneSemina
Malattie e parassitiMarciume radicale (da ristagno); attacchi uccelli
Difficoltà di coltivazioneFacile

Potrebbe interessarti anche