Pianta del cappero

Aromatiche

Cappero pianta

Pochi sapori richiamano alla mente il Mediterraneo come il cappero. L'aroma di questo bocciolo evoca visioni di mare blu, case bianche, sole e caldo. In effetti, la pianta del cappero cresce prevalentemente nel Sud d'Italia e sulle isole e costituisce un ingrediente importante della cucina meridionale.

di Redazione

28 gennaio 2016

Generalità

La pianta del cappero è un arbusto tipico delle zone mediterranee, dove riesce a vivere nei luoghi più impensati, come muretti a secco e anfratti rocciosi. Il fusto ligneo della pianta non supera mai i 50 cm di lunghezza e può essere prostrato o semi-rampicante. Le foglie sono cuoriformi e fornite di un picciolo alla cui base, a seconda delle specie, sono presenti due piccole spine. I fiori della pianta del cappero sono formati da 4 petali bianchi, con al centro numerosi pistilli rosa intenso; sono proprio i boccioli dei fiori a costituire i capperi, ingrediente spesso presente nella cucina mediterranea. I frutti (chiamati cucunci), sono anch'essi commestibili; assomigliano nell'aspetto a piccoli cetrioli e sono una bacca con, all'interno, numerosi semi.

Coltivazione

Visti i luoghi dove frequentemente cresce in natura (muretti a secco e anfratti rocciosi), si capisce facilmente che la pianta del cappero è un arbusto rustico, che non presenta particolari esigenze di terreno e richiede pochissime innaffiature: si coltiva addirittura in aridocoltura, ovvero senza apporto idrico, ottenendo buoni risultati. Grazie al suo apparato radicale molto sviluppato, la pianta del cappero è estremamente resistente al vento, ma teme le correnti fredde; di conseguenza, la sua posizione ideale sarà in punti esposti a sud e assolati, ma ben riparati dal vento. Per quanto riguarda la coltivazione in vaso, converrà impiegare un vaso di coccio e controllare sempre il drenaggio del terreno, che deve essere innaffiato a necessità, prestando attenzione ai ristagni idrici.

Potatura e riproduzione

La potatura di questa specie deve essere effettuata a partire dai 2 anni di vita in poi, potare la pianta annualmente, al termine dell'inverno, eliminando i rami secchi e quelli che non hanno prodotto fiori. La potatura andrà eseguita lasciando numerosi rametti, della lunghezza di circa mezzo cm.Riproduzione: la pianta del cappero si moltiplica per semina o per talea. Semina: in primavera piantare i semi in torba e sabbia e posizionare i contenitori all’aperto d'estate e al riparo nella stagione fredda. La primavera successiva, trapiantare le piantine in vaso o in terra. Talea: d'estate, tagliare le talee legnose di 7/10 cm, che andranno piantate in un composto di torba e sabbia. Una volta che le talee della pianta del cappero avranno formato le radici, trasferirle in vasetti di circa 10 cm.

Utilizzo in cucina

Il cappero altro non è che il bocciolo del fiore della pianta del cappero e il suo è uno dei sapori tipici della cucina mediterranea. Particolarmente pregiati e ricercati sono i capperi di Pantelleria, facilmente riconoscibili per le loro dimensioni ridotte, che dal 1996 hanno ricevuto il marchio IGP. Generalmente, i capperi vengono conservati sotto sale (tipicamente quelli di Pantelleria) o sotto salamoia. Trovano impiego in numerose preparazioni culinarie: dai primi piatti al famoso vitello tonnato e alla caponata, piatto tipico siciliano a base di verdure. Della pianta del cappero, però, si utilizzano anche i frutti, chiamati cucunci, il cui aspetto ricorda quello di piccoli cetrioli: conservati prevalentemente in salamoia, negli ultimi anni riscuotono parecchio successo negli antipasti e stuzzichini.

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Domande frequenti

  • Come si raccolgono e si conservano i capperi?
    I capperi sono i boccioli floreali raccolti prima dell'apertura. Si conservano principalmente in due modi: sott'olio, dopo averli sciacquati per togliere l'eccesso di sale, oppure sotto sale grosso, metodo tradizionale che ne preserva meglio il sapore intenso. È fondamentale sciacquarli bene prima dell'uso per rimuovere il sale residuo e ammorbidirli. La conservazione corretta garantisce che il sapore caratteristico e pungente rimanga intatto per lunghi periodi, rendendoli ideali per condire piatti freddi o caldi.
  • Si possono mangiare anche i frutti del cappero?
    Sì, i frutti del cappero, chiamati 'cucunci', sono commestibili e simili a piccoli cetrioli verdi. Vengono raccolti quando ancora teneri e conservati prevalentemente in salamoia, talvolta con spezie aggiuntive. Hanno un sapore simile a quello dei capperi ma meno intenso e più acquoso. Sono molto apprezzati in Sicilia e altre regioni mediterranee come antipasto, accompagnamento a formaggi freschi o come ingrediente in contorni estivi, offrendo una variante gustativa interessante rispetto ai soli boccioli.
  • Quanto tempo ci vuole per avere capperi dalla semina?
    La coltivazione dal seme richiede pazienza. Dopo la semina primaverile in substrato di torba e sabbia, le piantine vanno protette in inverno e trapiantate la primavera successiva. La pianta inizia a produrre capperi significativi generalmente dopo almeno due anni di vita, quando il fusto lignificato è sufficientemente sviluppato. La potatura annuale a partire dal secondo anno favorisce la produzione di nuovi rametti fioriferi, garantendo un raccolto costante negli anni successivi.
  • È difficile coltivare il cappero in vaso?
    Coltivare il cappero in vaso è possibile ed è una buona soluzione per chi ha spazi limitati. È essenziale usare vasi di terracotta (coccio) per favorire la traspirazione e prevenire i ristagni idrici, nemici principali della pianta. Il terreno deve essere molto drenante. Le annaffiature devono essere sporadiche, solo quando il substrato è completamente asciutto. Posizionare il vaso in un punto soleggiato e riparato dai venti freddi è cruciale per garantire la sopravvivenza e la fioritura della pianta.
  • Quando e come si effettua la potatura del cappero?
    La potatura si esegue annualmente a fine inverno, prima della ripresa vegetativa. Bisogna eliminare i rami secchi, danneggiati o quelli che non hanno prodotto fiori l'anno precedente. L'obiettivo è stimolare la crescita di nuovi getti laterali. Si consiglia di lasciare rametti corti, della lunghezza di circa 5 mm (mezzo centimetro), poiché i fiori si formano sui rami giovani dell'anno corrente. Una potatura corretta mantiene la pianta compatta e produttiva.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaArbusto rustico prostrato o semi-rampicante
OrigineZone mediterranee
EsposizionePieno sole, esposizione a sud, riparato dal vento freddo
Temperatura minimaNon specifica (teme le correnti fredde)
TerrenoQualsiasi, preferibilmente ben drenato, adatto ad aridocoltura
IrrigazioneRara, a necessità, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate (petali bianchi, pistilli rosa)
AltezzaFino a 50 cm
PotaturaAnnuale a fine inverno, eliminare rami secchi e improduttivi
MoltiplicazioneSemina (primavera) o talea legnosa (estate)
Malattie e parassitiResistente, teme solo correnti fredde e ristagni
Difficoltà di coltivazioneFacile (arbusto rustico)

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