Santoreggia

Come irrigare

La santoreggia non ha bisogno di irrigazioni frequenti. La pianta è in grado di sopravvivere piuttosto bene in condizioni di siccità. Generalmente, si procede con una bagnatura molto abbondante della pianta una volta ogni 2 o 3 settimane circa. Prima di procedere con le irrigazioni è bene controllare che il terreno sia completamente asciutto. Qualora si procedesse con un'innaffiatura in presenza di un substrato ancora umido, si rischia di sommergere le radici e causare il conseguente marciume radicale che può portare anche alla morte della pianta stessa. La frequenza delle bagnature è variabile, in inverno sarà possibile irrigare meno la pianta rispetto all'estate, specialmente perché la santoreggia potrà beneficiare anche dell'acqua piovana. Per quanto riguarda il tipo di acqua da utilizzare durante le irrigazioni, la pianta non presenta delle necessità particolari.
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Come curarla

Santoreggia montana Per quanto riguarda l'esposizione, la santoreggia ha bisogno di un luogo abbastanza soleggiato in cui possa godere della luce solare per parecchie ore al giorno. La pianta predilige delle zone con clima abbastanza caldo e durante i mesi più freddi è bene prendere degli accorgimenti (come ad esempio coprire la pianta) al fine di evitare che gli agenti atmosferici possano deteriorarla. La santoreggia si può riprodurre per seme oppure, qualora si disponesse della varietà perenne, anche tramite talea o divisione dei cespi. La semina viene effettuata durante la primavera o l'autunno spargendo i semi direttamente sul terreno e pressando leggermente con le mani per farli aderire il più possibile ad esso. Per quanto riguarda la potatura, la varietà perenne della santoreggia va potata una volta ogni 2 anni circa per permettere alla pianta di mantenere la sua forma.

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Come concimare

Santoreggia giardino Generalmente, la santoreggia non richiede la concimazione. Tuttavia, per quanto riguarda la varietà perenne è bene procedere con una fertilizzazione una volta ogni 3 o 4 mesi circa. Il concime maggiormente consigliato è un fertilizzante di tipo liquido che contenga specialmente azoto e potassio. Questo fertilizzante andrà diluito con l'acqua di irrigazione con delle dosi leggermente inferiori a quanto riportato sulla confezione. Per quanto riguarda il terreno, la santoreggia ha necessità differenti a seconda del tipo di coltivazione. Qualora la pianta venisse coltivata direttamente nel terreno, è preferibile fornirne uno alcalino e ben drenato (anche se comunque è in grado di crescere in terreni abbastanza poveri). Invece, se la santoreggia viene coltivata in vaso è bene arricchire il substrato con della materia organica.


Santoreggia: Malattie e rimedi

Germogli piante aromatiche La santoreggia è una pianta rustica e per questa ragione non viene attaccata facilmente da insetti o parassiti. Tuttavia, specialmente se la pianta viene coltivata in un ambiente particolarmente umido, è possibile che venga infestata da funghi. Tra questi, il più comune è l'oidio, anche conosciuto come mal bianco. Questo fungo crea delle macchie di colore bianco farinoso specialmente sulle foglie e sui germogli. Inoltre, è possibile che si arresti la fotosintesi e che la pianta vado incontro a necrosi ed ingiallimento delle foglie. Qualora si riscontri la presenza del mal bianco quindi, è bene procedere rapidamente con dei fungicidi appositi. La santoreggia può essere rovinata anche da un'eccessiva irrigazione. In questo caso si può andare incontro al marciume radicale che potrebbe anche portare alla morte della pianta.



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