Mirtilli

Domande e Risposte Giardino

mirtilli selvatici

I mirtilli sono piccole bacche, prodotte dalle piante del genere vaccinium; i più coltivati sono i mirtilli americani, vaccinium corymbosum

di Redazione

25 settembre 2013

Domanda : mirtilli selvatici

una amica mi ha portato dei semi di mirtillo selvatico dall'Australia. Siccome sono pochi e preziosi (non si trovano neanche a pagarli oro) volevo sapere come e quando iniziare la coltivazione. Grazie!

Risposta : mirtilli selvatici

Gentil e Moira, la tua richiesta mi confonde: i mirtilli selvatici sono una tipica pianta Europea, presente in Italia anche allo stato selvatico, nel sottobosco alpino; in coltivazione, un po’ in tutto il mondo, si coltivano piante di mirtilli di specie originarie del nord America, perché sviluppano arbusti grandi e molto produttivi, mentre il mirtillo presente sulle Alpi italiane, oltre a necessitare di un clima abbastanza particolare, è un arbusto nano tappezzante e produce raccolti di piccola entità. Quindi, in coltivazione troviamo di solito troviamo varietà di Vaccinium corymbosum, un arbusto che appartiene allo stesso genere del mirtillo comune europeo, ma che sviluppa arbusti alti circa un metro o più, con bacche molto grandi, in grappoli; ovviamente, ormai in tutte le coltivazioni, si allevano esemplari appartenenti a varietà ibride, che permettono raccolti più abbondanti, con frutti molto grossi. LE piante di mirtillo sono molto diffuse in Europa, sia quelle di vaccinium corymbosum, chiamato comunemente mirtillo gigante americano, sia quelle delle altre varietà e specie botaniche di mirtillo; quindi non riesco a capire perché tu ti sia fatta donare dei semi, provenienti poi da una zona così lontana, che non ha nulla a che fare con i mirtilli (nel senso che non esistono specie di mirtillo originarie dell’Australia); a meno che tu non intenda particolari bacche di origine Australiana. Ma se anche così fosse, sappi che ci sono organismi internazionali che regolano importazioni ed esportazioni di piante, semi, frutti, di qualsiasi tipo tra gli Stati, figuriamoci tra continenti. E non lo fanno giusto per tediare i viaggiatori, ma perché proprio questo tipo di esportazioni illegali e nascoste causano il costante viaggiare di parassiti e malattie tra i continenti. Cosa decisamente non positiva. Dal mio punto di vista, se un’amica mi portasse dei semi dall’Australia, per quanto la mia curiosità sarebbe tantissima, io li brucerei, per evitare che eventuali strani parassiti si diffondano nella zona in cui vivo. Se poi si tratta di semi di mirtillo americano, vai al vivaio ed acquista una piantina, anche perché si tratta di solito di piante ibride, e quindi non puoi sapere a priori che tipo di pianta otterrai da quei semi. Se invece la tua amica ti ha fornito delle sementi in busta sigillata, provenienti da un produttore di sementi australiano (che quindi avrà preventivamente trattato i semi con fungicidi e insetticidi), e si tratta di semi di particolari bacche di origine australiana, puoi pensare di seminarle in primavera, o verso la fine dell’inverno, tenendo il letto di semina in luogo fresco e umido, senza però il gelo dell’inverno. Se sono mirtilli, ovvero una specie del genere vaccinium, coltivali in terra per piante acidofile, o con della torba di sfagno umida.

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Domande frequenti

  • È possibile coltivare i mirtilli selvatici europei in giardino?
    La coltivazione del mirtillo selvatico europeo (Vaccinium myrtillus) in giardino è complessa e poco redditizia rispetto alle varietà americane. Si tratta di un arbusto nano tappezzante che richiede condizioni climatiche specifiche, spesso simili a quelle alpine, e produce piccoli raccolti. Per chi desidera coltivare mirtilli da frutto, è preferibile optare per il mirtillo gigante americano (Vaccinium corymbosum) o sue ibridi, che formano arbusti più grandi, raggiungono altezze superiori al metro e garantiscono produzioni abbondanti di frutti di maggiori dimensioni.
  • Perché non devo seminare semi di mirtillo acquistati o ricevuti dall'estero?
    Importare semi da paesi extra-europei, come l'Australia, comporta rischi sanitari elevati. Gli organismi fitosanitari internazionali regolano rigorosamente questi scambi per prevenire l'introduzione accidentale di parassiti e malattie vegetali che potrebbero devastare le coltivazioni locali. Inoltre, la maggior parte delle varietà commerciali di mirtillo sono ibride: i semi non mantengono le caratteristiche genetiche della pianta madre, rendendo imprevedibile il risultato finale. È sempre consigliabile acquistare piantine certificate da vivai locali per garantire sicurezza sanitaria e qualità genetica certa.
  • Qual è il terreno ideale per coltivare i mirtilli?
    I mirtilli richiedono tassativamente terreni acidi, con un pH compreso generalmente tra 4,0 e 5,5. Il substrato deve essere ricco di sostanza organica, preferibilmente torba di sfagno, e deve garantire un eccellente drenaggio per evitare il ristagno idrico che causa marcescenza radicale. Non tollerano affatto la calce né i terreni alcalini. Durante l'irrigazione, è fondamentale utilizzare acqua piovana o acqua di rubinetto lasciata decantare, poiché il cloro e i sali minerali presenti nell'acqua del rubinetto possono alterare il pH del suolo, rendendolo inadatto alla pianta.
  • Come e quando seminare correttamente i semi di mirtillo?
    La semina va effettuata in primavera o verso la fine dell'inverno, utilizzando vasetti contenenti terriccio specifico per acidofile o miscela di torba e sabbia. I semi vanno pressati leggermente sulla superficie senza interrarli profondamente, mantenendo il substrato costantemente umido ma mai zuppo. La germinazione può richiedere diversi mesi e necessita di temperature fresche, proteggendo i vasetti dal gelo diretto ma garantendo buona luminosità. Data la bassa percentuale di successo e l'imprevedibilità genetica degli ibridi, la moltiplicazione per talea o margotta rimane metodi più affidabili per ottenere piante identiche alla madre.

Scheda Tecnica

Vaccinium spp.

Nome scientificoVaccinium spp.
FamigliaEricaceae
Tipo di piantaArbusto
OrigineEuropa (selvatico), Nord America (coltivato)
EsposizioneSoleggiata o mezz'ombra
TerrenoAcidofilo, ricco di torba, ben drenato
IrrigazioneRegolare, acqua piovana o acida
FiorituraPrimavera
AltezzaDa pochi cm (selvatico) a >1m (americano)
ConcimazioneSpecifico per acidofile, evitando calce
PotaturaLeggera, per rinnovare i rami fruttiferi
MoltiplicazioneSemina (difficile per ibridi), talea, margotta
Malattie e parassitiAfidi, afide lanigero, ragnetto rosso, marciumi radicali
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede pH specifico)