fiore viburnum tinus

Piante da Giardino

Viburnum tinus

Pianta tipica dell'area sud-est dell'Europa, il Viburnum tinus ha un portamento arbustivo e una chioma espansa e morbida. Predilige i terreni drenati e freschi. I suoi frutti sono bacche blu di forma ovoidale.

di Redazione

03 agosto 2018

Caratteristiche generali del viburnum tinus

Il viburnum tinus è una pianta tipica dell'area sud-est dell'Europa, ha un portamento arbustivo e una chioma espansa e morbida. Predilige i terreni drenati e freschi. I suoi frutti sono bacche blu di forma ovoidale. Il nome ha origini antiche e precisamente latine. Deriva infatti dalla parola viere, verbo che significa "realizzare un intreccio", e da vovorna, cioè "di zone selvatiche". La denominazione fa quindi riferimento alle peculiarità proposte da questa pianta molto diffusa, che presenta dei rami estremamente flessibili, eppure particolarmente resistenti. Nell'antichità, infatti, i rami venivano usati a mo' di frusta. Diciamo subito che si tratta di una pianta con caratteristiche più complesse di quello che si potrebbe pensare, dal momento che in natura esistono ben 120 varianti, peraltro derivanti da coltivazioni e selezioni poste in essere in diversi Paesi del mondo. Preferibilmente si mette a dimora all'inizio della fase primaverile oppure in autunno. Questa pianta fa parte della famiglia delle Caprifoliaceae, ordine Dipsacales, classe Magnoliopsida, ed è collocabile nella categoria generale degli arbusti. Produce anche frutti in abbondanza, che risultano non poco ornamentali, anche perché fioriscono d'inverno, venendo così notati maggiormente. Si tratta di bacche blu o violacee, che risultano molto gustose per gli uccelli. La presenza di questa pianta in un giardino assicura infatti il tipico via-vai di volatili in cerca di cibo prelibato per sfamare i propri piccoli.

Qualità e caratteristiche di questo arbusto sempreverde

Alto tra i 3 e i 4 metri, il viburnum ha un diametro medio tra i 2,5 e i 4 metri. I suoi fiori sono di colore bianco, ma risultano rosa quando sono ancora in bocciolo. Si presentano come piccoli merletti bianco avorio e sono molto profumati. La pianta fiorisce nel periodo che va da novembre a maggio. Preferisce un clima temperato, ma nei fatti ha dimostrato di sapersi adattare anche ai climi più rigidi. Offre il vantaggio di non richiedere una manutenzione con le classiche operazioni di potatura, in quanto può crescere anche in forma libera, senza controindicazioni per la salute della pianta medesima. E' ramificata fin dalla base. La corteccia si mostra rugosa e lievemente angolosa. Le parti più giovani del fusto presentano peli in abbondanza. Le foglie hanno una consistenza coriacea. Tra le varianti si devono ricordare le specie denominate "Eve price" e "Variegatum". La concimazione è operazione da farsi solo nel primo periodo di messa a dimora e non è quindi necessario ripeterla ciclicamente, come accade per altre piante che richiedono maggiore cura perché più delicate. Questa pianta si ammala molto di rado, in quanto è particolarmente resistente alle intemperie. Sopravvive facilmente anche nelle zone d'ombra, pur fiorendo meno in questi casi. Può essere tenuta anche in aiuola o in balcone. Risulta anzi molto adatta alla formazione di siepi di copertura per terrezze e anche giardini. Le sue foglie hanno colore verde scuro. E' fondamentale precisare che i suoi frutti sono tossici. Contengono infatti una sostanza nociva, la viburnina. La corteccia ha invece amidi, saccarosio, oli grassi e destrine ed è quindi usata a scopi farmacologici.

Le modalità di propagazione. Il metodo della taleazione

L'habitat più idoneo di queste piante definibili "legnose, ma con portamento cespuglioso" risulta essere in quelle zone che hanno terreni freschi, ben drenati. In Italia cresce spontaneamente nelle zone mediterranee, dove forma consorzi con Quercus Ilex, Pistacia Lentiscus, Arbutus unedo, Erica arborea. Viene considerata dagli esperti una pianta ad elevata rusticità poiché sa adattarsi anche agli ambienti colpiti da notevole siccità nella stagione estiva. L'arbusto sopravvive senza problemi a temperature comprese tra i meno 8-10 gradi e più 20. Per realizzare la propagazione si devono creare delle talee dai germogli laterali. Queste talee devono avere una lunghezza di circa 10 cm. Vanno piantate in una miscela di sabbia e torba, all'interno di un cassone, con una temperatura di circa 16 gradi. I periodi migliori per effettuare tale operazione sono i mesi di giugno-luglio oppure agosto-settembre. Una volta che le piante hanno sviluppato le radici, possono essere trapiantate nel vaso e nella primavera successiva potranno essere messe definitivamente a dimora. Concludiamo la presente trattazione dicendo che nell'ambito della Flora italiana risultano presenti queste specie particolari: Viburnum carlesii Hemls, di taglia più piccola, da non confondersi con la Francesina, pianta simile ma con un portamento assai più piccolo; Viburnum opulus, con fiori esterni che formano la tipica infiorescenza a palla; Viburnum lantana, che ha foglie caduche con un bordo dentato-lobato; Viburnum rhytidophyllum Hemsl, con foglie rugose.

Potatura del viburnus tinus

Il Lauro Tino si può definire una pianta abbastanza ordinata e che non necessita di interventi frequenti per quanto riguarda l'ordine e la manutenzione. La sua crescita è lenta una volta che la pianta è giunta a maturità e quindi si può rallentare anche con gli interventi colturali. Fortunatamente si adatta a quasi tutti i tipi di terreno e cresce bene anche in un clima continentale, senza creare troppi problemi se in inverno passa più di qualche giorno al freddo sotto zero. Per quanto riguarda la potatura possiamo dire che questa pianta non necessita di grandi interventi colturali. Il Lauro Tino infatti è una pianta abbastanza ordinata sulla quale non dobbiamo intervenire se non per rimuovere rami secchi o malmessi. Ovviamente se vogliamo curare per bene la pianta un intervento annuale di potatura può servire a mantenere la forma della pianta dando ordine al viburno. Con questo intervento andremo ad eliminare rami isolati cresciuti troppo vigorosamente cercando di dare una forma omogenea ed aggraziata alla pianta.

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Domande frequenti

  • Quando fiorisce il Viburnum tinus?
    Il Viburnum tinus presenta una fioritura insolitamente prolungata che inizia in inverno e prosegue fino alla tarda primavera. I fiori, bianchi o avorio con boccioli rosati, appaiono generalmente da novembre a maggio. Questa caratteristica lo rende una pianta preziosa per i giardini invernali, offrendo profumo e bellezza visiva proprio nel periodo in cui poche altre specie sono in fiore. La fioritura avviene sui rami dell'anno precedente.
  • È vero che i frutti del Viburnum tinus sono tossici?
    Sì, è fondamentale precisare che i frutti del Viburnum tinus sono tossici per l'uomo. Essi contengono una sostanza nociva chiamata viburnina. Nonostante siano bacche blu o violacee appetibili e molto gustose per gli uccelli, che ne fanno la principale fonte di cibo in inverno, non devono mai essere consumati da esseri umani o animali domestici. La loro presenza attira però la fauna selvatica, rendendo il giardino vivo e dinamico.
  • Come si pota il Lauro Tino?
    Il Viburnum tinus richiede una potatura minima grazie alla sua naturale forma ordinata e alla crescita lenta. Non è necessaria una potatura drastica. Gli interventi servono principalmente per rimuovere i rami secchi, danneggiati o malformati. Se si desidera mantenere una forma specifica o contenere la vegetazione, si può eseguire una leggera potatura di forme annuale dopo la fioritura, eliminando i getti troppo vigorosi per garantire un aspetto armonioso e compatto.
  • Qual è il periodo migliore per mettere a dimora il Viburnum?
    Il periodo ideale per la messa a dimora del Viburnum tinus è l'autunno o l'inizio della primavera. Questi momenti permettono alla pianta di stabilire il sistema radicale prima delle condizioni climatiche estreme. Sebbene sia una pianta molto rustica e adattabile, una messa a dimora corretta nei periodi indicati favorisce uno sviluppo sano e robusto, riducendo lo stress idrico iniziale rispetto a un trapianto effettuato durante i mesi caldi estivi.
  • Quanto resiste al freddo il Viburnum tinus?
    Il Viburnum tinus è considerato una pianta ad alta rusticità. Sopporta tranquillamente temperature invernali che scendono fino a -8/-10°C. Si adatta bene anche a climi continentali freddi e resiste alle intemperie. Inoltre, dimostra una buona tolleranza alla siccità estiva una volta stabilito, pur preferendo terreni freschi. Questa resistenza lo rende adatto a molte zone del territorio italiano, dalle aree costiere a quelle interne più fredde.

Scheda Tecnica

Viburnum tinus

Nome scientificoViburnum tinus
FamigliaCaprifoliaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineSud-est Europa, Mediterraneo
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoFresco, ben drenato, fertile
IrrigazioneRegolare, moderata; tollera siccità estiva
FiorituraNovembre - Maggio
Altezza3 - 4 metri
ConcimazioneSolo alla messa a dimora
PotaturaMinima, solo diradamento o forma libera
MoltiplicazioneTalee semilegnose (giugno-luglio o ago-sett)
Malattie e parassitiRaramente soggetta a malattie; resistente
Difficoltà di coltivazioneFacile

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