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Quercia

Alberi molto diffusi in tutta Europa, si coltivano in giardino; molte specie di querce raggiungono dimensioni cospicue, ma lo sviluppo assai lento le rende piante adatte anche a giardini non eccessivamente grandi

di Redazione

30 ottobre 2015

Quercia

Tra gli alberi più maestosi e tradizionali, le querce sono diffuse in tutta Europa, ed il genere conta circa quattrocento specie; molte di queste sono presenti anche in Italia allo stato selvatico. La maggior parte delle specie di quercia sono grandi alberi, che possono raggiungere anche i 15-18 metri di altezza, ma esistono anche specie più contenute, che si mantengono al di sotto dei 10 metri di altezza, ed altre che hanno uno sviluppo arbustivo. Tipicamente le querce presentano foglie coriacee, sempreverdi, di colore verde scuro, con la presenza di alcuni lobi; esistono però specie con fogliame ovale o lanceolato. Il frutto del quercus è la ghianda, una bacca sovrastata da squame o da un piccolo cappello legnoso o semilegnoso; anticamente le ghiande venivano utilizzate per l'alimentazione animale. Lo sviluppo delle querce è molto ampio e lentissimo; questi alberi di estrema bellezza vengono spesso collocati nei parchi cittadini, e la loro resistenza alle intemperie e al clima avverso le rende ultimissime nelle alberature stradali.

Coltivare le querce

Nei giardini italiani trovano posto generalmente le specie di quercus autoctone, di estrema bellezza; quindi possiamo posizionare senza problemi questi alberi in giardino, poichè perfettamente resistenti al freddo ed al clima italiano. Esistono sicuramente alcune specie più adatte ai giardini del nord Italia ed altre più adatte al sud, in ogni caso si tratta di piante resistenti alle malattie, e che richiedono poche cure. I giovani esemplari vanno curati più delle piante a dimora da tempo, ovviamente; non appena poste a dimora le querce spesso necessitano di un tutore, in modo che il vento non vada a scalzare il pane di radici ed anche per favorire uno sviluppo ben eretto del fusto. Dopo aver posto a dimora la pianta mescoliamo al terreno del concime organico ben maturo ed annaffiamo. Ricordiamo che gli alberi sviluppano un ampio apparato radicale, che permette loro di sopportare freddo e siccità; ovvio che un albero da pochi mesi a dimora non ha ancora sviluppato tale apparato radicale, quindi vigiliamo per evitare che la piante venga sottoposta ad eccessivo stress vegetativo: annaffiamo il terreno durante periodi di siccità prolungati, e forniamo del concime ogni 3-4 mesi, sotto forma di concime organico o di concime granulare a lenta cessione. Dopo alcuni anni la pianta sarà perfettamente stabilizzata e tenderà ad accontentarsi delle piogge, senza necessitare di ulteriori cure.

Alcune curiosità

Le querce vengono tutt'ora coltivate in grande scala soprattutto per il legno pregiato; tutti infatti ricordano sicuramente che le botti in cui si fanno invecchiare vini e liquori vengono prodotte con il legno di rovere, una delle specie più diffuse e maestose di quercia. Le grandi piante di quercia generalmente non sono soggette a parassiti o malattie, o quantomeno non soffrono pe infestazioni gravi; quando invece si tratta di piccoli esemplari, o di bonsai, facciamo molta attenzione alle malattie fogliari, quali odio, ticchiolatura o ruggine, che possono rapidamente causare il deperimento dell'intera pianta.

Foglie di quercia

Un'aspetto molto caratteristico della quercia e fondamentale per riconoscere la pianta sono le foglie. Le foglie di quercia hanno infatti una forma sinuosa che varia a seconda della specie e della varietà di quercia. Per riconoscere il tipo di quercia dalla foglia si può fare riferimento ad alcuni parametri molto utili per il riconoscimento come la lunghezza del picciolo, l'opacità della pagina fogliare, la forma delle sinuosità della foglia ed infine il picciolo e la presenza o meno, intorno ad esso, della lamina fogliare. Le varietà di quercia che si possono trovare in Italia, sia allo stato naturale che coltivate in vivaio, sono diverse. Rovere, roverella, farnia, leccio, fragno e sughera sono solo le più famose fra le querce ed in foto potete vedere alcune delle loro foglie.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali specie di quercia autoctone italiane?
    In Italia sono numerose le specie autoctone, tra cui le più comuni e diffuse sono il Rovere, la Roverella, la Farnia, il Leccio, il Fragno e la Sughera. Ognuna presenta caratteristiche distintive, specialmente nella forma delle foglie e nell'adattamento climatico. Mentre il Leccio e la Sughera prediligono il clima mediterraneo, specie come la Farnia e la Rovera si adattano bene anche al Nord Italia. È importante scegliere la specie corretta in base alla zona geografica e al microclima del proprio giardino per garantire la migliore crescita.
  • Come si coltivano correttamente le giovani querce?
    Le giovani querce richiedono cure specifiche nei primi anni dopo la messa a dimora. È fondamentale fornire un tutore stabile per proteggere il fusto dal vento e impedire che il pane di radici venga scalzato. Durante il trapianto, mescolare al terreno del concime organico ben maturo. Annaffiare regolarmente durante i periodi di siccità, poiché l'apparato radicale non è ancora sviluppato per assorbire acqua in profondità. Fornire concime organico o granulare a lenta cessione ogni 3-4 mesi fino a quando la pianta non si stabilizza completamente.
  • La quercia perde le foglie in inverno?
    Dipende dalla specie. Molte querce decidue, come la Farnia e il Rovere, perdono le foglie in autunno/inverno. Tuttavia, specie come il Leccio e la Sughera sono sempreverdi e mantengono il fogliame tutto l'anno. In generale, le foglie sono coriacee, di colore verde scuro e spesso lobate. Questa variabilità rende il genere Quercus adatto a diversi tipi di giardino, permettendo di scegliere specie decidue per effetti stagionali evidenti o sempreverdi per una struttura verde costante.
  • Quali problemi fitosanitari possono colpire la quercia?
    Gli esemplari adulti e ben sviluppati sono generalmente robusti e raramente soggetti a gravi attacchi parassitari. Tuttavia, i giovani esemplari o quelli allevati a bonsai sono più vulnerabili a malattie fungine delle foglie, come l'oidio, la ticchiolatura e la ruggine. Questi disturbi possono causare il deperimento rapido se non trattati tempestivamente. Mantenere buona aerazione intorno alla chioma e monitorare le condizioni umide aiuta a prevenire queste infezioni. Non ci sono parassiti gravi tipici degli alberi maturi sani.
  • Per quanto tempo cresce lentamente una quercia?
    Lo sviluppo della quercia è notevolmente lento, specialmente nella fase iniziale. Questo fattore la rende adatta anche a giardini non eccessivamente ampi, purché si preveda la sua crescita futura. Richiede molti anni per raggiungere dimensioni cospicue (fino a 15-18 metri o oltre). La lentezza di crescita compensa la longevità e la resistenza agli agenti atmosferici, rendendola ideale per parchi pubblici e alberature stradali dove la stabilità strutturale è prioritaria rispetto alla velocità di ingombro.

Scheda Tecnica

Quercus spp.

Nome scientificoQuercus spp.
FamigliaFagaceae
Tipo di piantaAlbero o arbusto
OrigineEuropa (autoctona)
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, fertile, profondo
IrrigazioneModerata, regolare nei primi anni; resistente alla siccità da adulta
FiorituraPrimavera (infiorescenze poco appariscenti)
AltezzaDa pochi metri a 15-18+ metri
ConcimazioneConcime organico maturo o granulare a lenta cessione ogni 3-4 mesi nei primi anni
PotaturaLeggera, per eliminare rami secchi o malformati
MoltiplicazionePer seme (ghianda)
Malattie e parassitiOdio, ticchiolatura, ruggine (soprattutto su giovani esemplari)
Difficoltà di coltivazioneBassa (piante rustiche e resistenti)

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