Foglie eleagnus pungens

Siepi

Eleagnus

Il genere Eleagnus comprende varie specie di arbusti, sempreverdi o a foglia caduca, coltivati soprattutto per creare siepi compatte e decorative.

di Redazione

30 gennaio 2017

Le annaffiature

Il genere Eleagnus comprende un ampio numero di piante, ma in giardino se ne utilizzano solo 3-4, soprattutto le specie sempreverdi, anche in varietà con foglie variegate, particolarmente decorative. Sono piante rustiche, diffuse in natura in tutto l'emisfero nord, che ben resistono al clima presente in Italia e che non temono il freddo o le condizioni siccitose dei mesi estivi. Gli esemplari a dimora da qualche anno in genere non necessitano di annaffiature, anche se è importante evitare che il terreno rimanga secco molto a lungo, soprattutto nei mesi primaverili ed autunnali. In caso di particolare carenza di piogge è opportuno annaffiare in questi periodi dell'anno, almeno una volta a settimana. Può capitare che le piante soffrano per la siccità anche in piena estate: da giugno fino ad agosto inoltrato conviene ripetere le annaffiature ogni volta in cui si trova il terreno ben asciutto. Gli esemplari coltivati in vaso andranno annaffiati con maggiore frequenza, da aprile fino a settembre, evitando però di lasciarli in un terreno sempre inzuppato di acqua.

Coltivare l'eleagnus

La coltivazione dell'Eleagnus non risulta particolarmente complessa, anche perché tutte le specie e le varietà che si possono comunemente trovare in vivaio sono del tutto rustiche e resistono quindi perfettamente anche al gelo più intenso che si può verificare in inverno. Possono essere coltivati in piena terra e sono adatti anche per creare siepi fitte e compatte, soprattutto le specie sempreverdi. In tal caso è opportuno ripetere la potatura almeno un paio di volte all'anno, o si rischia che gli arbusti divengano eccessivamente ingombranti, o che la siepe prenda una forma poco piacevole, con molti rami che fuoriescono dalla chioma ideale. L'eleagnus è una pianta rustica, visto che ne esistono diverse varietà può essere utilizzato anche nel bordo misto, mescolando esclusivamente piante di Eleagnus, dando vita ad una siepe mossa e molto gradevole. In primavera, o in autunno, a seconda della specie, produce piccoli fiori bianchi, intensamente profumati.

Concimare l'eleagnus

Gli esemplari posti in piena terra in genere non necessitano di concimazioni, anche se è opportuno mescolare dello stallatico alla terra al momento dell'impianto. Nel corso degli anni può essere utile spargere ai piedi degli arbusti del concime granulare a lenta cessione, oppure dello stallatico pellettato. In questo modo il fertilizzante svolgerà la sua azione nel corso dei mesi, senza bisogno di ulteriori interventi di concimazione. Questi prodotti si utilizzano circa un paio di volte all'anno: tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, e in autunno inoltrato. Gli esemplari coltivati in vaso invece hanno necessità più impellenti, perché le radici possono depauperare rapidamente il terriccio presente nel contenitore dei suoi sali minerali. In questi casi è preferibile utilizzare del fertilizzante liquido, da mescolare ogni due settimane all'acqua delle annaffiature, da marzo-aprile, fino all'arrivo dei primi freddi autunnali.

Parassiti e malattie

Le piante di Eleagnus vanno poste a dimora preferibilmente in piena terra, in posizione ben soleggiata; possono svilupparsi al meglio anche in condizioni di mezz'ombra, ma dove possano ricevere almeno alcune ore di luce solare diretta ogni giorno. Non amano l'ombra fitta e neppure le condizioni di estrema umidità che spesso si verificano in questo tipo di posizione. Se rimangono a lungo in un terreno pesante e umido gli esemplari di Eleagnus possono essere colpiti da marciume delle radici o del colletto, che va trattato con appositi fungicidi. L'elevata umidità primaverile può stimolare anche lo sviluppo di afidi, che si annidano sulle foglie e sui teneri germogli. Conviene debellare rapidamente tali insetti, utilizzando appositi insetticidi ad ampio spettro. Altre problematiche che riguardano l'Eleagnus dipendono in genere da condizioni di coltivazione scorrette: eccessive quantità di acqua possono far appassire il fogliame.

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Domande frequenti

  • L'Eleagnus teme il freddo?
    No, l'Eleagnus è una pianta estremamente rustica. Tutte le specie e le varietà comunemente disponibili in vivaio resistono perfettamente anche al gelo più intenso tipico degli inverni italiani. Questa resistenza termica permette di coltivarlo con successo in tutta la penisola, sia in piena terra che in vaso, senza particolari protezioni invernali.
  • Come e quando innaffiare l'Eleagnus?
    Gli esemplari adulti in piena terra richiedono poche annaffiature, intervenendo solo durante lunghi periodi di siccità, specialmente in primavera e autunno. In estate, annaffia solo quando il terreno è ben asciutto. Le piante in vaso necessitano di irrigazioni più frequenti da aprile a settembre, ma evita assolutamente di lasciare il terriccio zuppo d'acqua per prevenire il marciume radicale.
  • Qual è l'esposizione ideale per questa pianta?
    L'Eleagnus predilige posizioni a pieno sole, dove riceve luce diretta per la maggior parte della giornata. Si sviluppa bene anche in mezz'ombra, purché ci siano alcune ore di sole diretto quotidiano. Evita rigorosamente le zone in ombra fitta o quelle soggette a umidità elevata e stagnante, condizioni che favoriscono malattie radicali e il deperimento del fogliame.
  • Come si gestisce la potatura per le siepi?
    Per mantenere una siepe compatta e decorativa, è necessario intervenire con la potatura almeno due volte l'anno. Una potatura troppo rara porta gli arbusti a diventare ingombranti e disordinati, con rami che fuoriescono dalla chioma desiderata. La potatura aiuta a definire la forma e a contenere la crescita, garantendo un aspetto ordinato e sano nel tempo.
  • quali parassiti colpiscono l'Eleagnus?
    I principali nemici dell'Eleagnus sono gli afidi, che tendono a infestare foglie e germogli teneri, specialmente in primavera quando l'umidità è elevata. Inoltre, un terreno troppo pesante e umido può causare marciume delle radici o del colletto. È fondamentale agire tempestivamente con insetticidi specifici contro gli afidi e correggere il drenaggio del suolo per prevenire i funghi.

Scheda Tecnica

FamigliaElaegnaceae
Tipo di piantaArbusto deciduo o sempreverde
OrigineEmisfero Nord
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
Temperatura minimaResistente al gelo intenso
TerrenoBen drenato, non ama l'umidità stagnante
IrrigazioneModerata; evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera/Autunno (piccoli fiori bianchi profumati)
ConcimazioneStallatico in fase d'impianto; concime granulare o liquido regolare
PotaturaUna o due volte all'anno per mantenere la forma
Malattie e parassitiMarciume radicale (da eccessiva umidità), afidi
Difficoltà di coltivazioneFacile, pianta rustica e resistente