siepe di Faggio

Siepi

La siepe di Faggio

Come si può realizzare e curare una siepe di faggio in purezza? Scopri tutti i segreti in questo bellissimo approfondimento

di Redazione

29 settembre 2017

La siepe di Faggio

Le siepi più diffuse oggi sono senz’altro quelle di lauroceraso, di photinia o di cipresso di Leyand. Sono una scelta popolare perché uniscono l’economicità ad uno sviluppo rapido, risultando inoltre sempreverdi. Vale però la pena di prendere in considerazione anche altri alberi, magari a foglia caduca. Oltre a cambiare il loro aspetto nel corso dell’annata, si integrano magnificamente nel paesaggio sia campestre sia cittadino. Sono inoltre molto apprezzati dalla fauna che non di rado li sceglie come dimora (specialmente i piccoli uccelli) rendendo più animato il nostro giardino. Tra le latifoglie spicca sicuramente il faggio comune, disponibile sia nella specie sia nella cultivar a foglia rossa (“atropurpurea”). È estremamente semplice da coltivare, resistente e vigoroso: se a questo aggiungiamo la bellezza del fogliame, capace di resistere sui rami anche tutto l’inverno, non potremo che essere invogliati a prenderlo in considerazione.

Caratteristiche e posizionamento della siepe di faggio

Il faggio è usato da secoli nella creazione di siepi naturali o formali. Molti fattori lo rendono una scelta felice. Prima di tutto si tratta di un albero estremamente ornamentale grazie al magnifico fogliame dal margine ondulato. Nella specie è inizialmente verde chiaro per poi scurirsi e infine farsi bruno in autunno. La cultivar “Atropurpurea”, molto diffusa, ha le foglie tendenti al rosso violetto e può essere utilizzata in purezza o mescolata alla specie. Anche se è considerato deciduo tende a non spogliarsi durante l’inverno, se non in caso di forti gelate e nelle zone alpine, al di sopra dei 1000 m s.l.m. Altro punto a suo favore è la crescita vigorosa che consente, in breve tempo, di ottenere muri verdi ben compatti: lo sviluppo va dai 30 ai 60 cm ogni anno. Si rivela ideale in molti tipi di suolo (specialmente se calcarei e dotati di ottimo drenaggio) e sopporta bene esposizioni assolate e leggermente ombreggiate. È poi una scelta di primordine per le aree ventose: le tollera egregiamente e forma barriere molto efficaci. Orientiamoci su altre essenze ,viceversa, se viviamo in aree molto fredde e il nostro terreno è argilloso e compatto.

Quando piantare la siepe di faggio

Il periodo migliore per mettere a dimora il faggio è l’autunno. Procedendo verso ottobre-novembre accresceremo le probabilità di attecchimento e avremo una crescita più vigorosa già dall’inizio della primavera. È in più una scelta conveniente dal punto di vista economico: durante il riposo vegetativo le piante possono essere vendute a radice nuda. Saranno quindi più a buon prezzo e facilmente trasportabili Quelle in vaso possono essere inserite in qualsiasi periodo dell’anno, ad eccezione di luglio e agosto, ma vanno seguite più assiduamente con le irrigazioni.

Come scegliere la siepe di faggio

Presso i vivai si trovano alberelli di tutte le dimensioni: quelle più grandi costano di più, ma possiamo effettuare un impianto più largo. Teniamo però presente che il faggio ha una crescita veloce e la siepe si “chiuderà” in ogni caso velocemente, specialmente se creeremo la classica doppia fila.

Spaziatura delle piante nella siepe di faggio

I risultati migliori e più veloci si ottengono inserendo un esemplare ogni 50 cm, specialmente se si tratta di alberelli al di sotto del metro di altezza. Le piante più grandi possono essere distanziate maggiormente, anche fino a 80 cm. Per ottenere una siepe eccezionale, spessa e molto schermante (dagli sguardi e dal vento) si consiglia di effettuare un impianto su due righe parallele, distanti circa mezzo metro.

Come piantare una siepe di faggio

Si consiglia di lavorare in una giornata non troppo fredda o calda e neanche con la pioggia. Le piante a radice nuda attecchiscono meglio se l’apparato radicale viene prima reidratato: mettiamole in un secchio con acqua, un po’ di terriccio e poco stallatico. Lavoriamo l’area creando delle buche profonde almeno 50 cm. Se il terreno risultasse un po’ compatto inglobiamo un po’ di sabbia e stallatico sfarinato ben stagionato. Infine controlliamo le radici, accorciamole leggermente ed eliminiamo quelle danneggiate o con marciumi. Inseriamo le piantine nel terreno e copriamo fino al colletto con terriccio, creando un avvallamento ad anello, a circa 5 cm dal tronco. Irrighiamo abbondantemente.

Le cure nei primi anni

Durante i primi tre anni dovremo seguire i faggi con una certa assiduità. Le irrigazioni devono essere abbondanti, almeno settimanali. Per ridurre l’evaporazione e evitare le infestanti è bene approntare una spessa pacciamatura al piede. Distribuiamo stallatico sfarinato in autunno; in più è utile un concime a lenta cessione per piante verdi, a fine inverno e metà estate.

La potatura

Nei primi anni dovrà essere abbastanza assidua, per ottenere velocemente piante fitte. Cerchiamo di dare una forma stretta alla base e più allargata mano a mano che si sale. Le piante adulte vanno trattate due volte all’anno, a fine giugno e inizio settembre. Una siepe trascurata tollera bene anche le potature più drastiche (addirittura fino alla base), utili per stimolarne il rinnovamento.

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Domande frequenti

  • Qual è il momento migliore per piantare una siepe di faggio?
    Il periodo ottimale per la messa a dimora del faggio è l'autunno, preferibilmente tra ottobre e novembre. In questa fase la pianta entra in riposo vegetativo, il che aumenta significativamente le probabilità di attecchimento e favorisce uno sviluppo vigoroso già dalla primavera successiva. Inoltre, in autunno è possibile acquistare piante a radice nuda, che sono più economiche e facili da trasportare rispetto a quelle in vaso. Se si scelgono piante in vaso, il trapianto può avvenire in qualsiasi periodo dell'anno, esclusi i mesi estivi caldi (luglio e agosto), richiedendo però annaffiature più frequenti.
  • Quanto spazio devo lasciare tra le piante per una siepe compatta?
    Per ottenere una siepe densa e ben chiusa rapidamente, la distanza consigliata varia in base alle dimensioni degli esemplari. Se utilizzi alberelli piccoli (sotto il metro di altezza), posiziona un esemplare ogni 50 centimetri. Con piante più grandi, puoi aumentare il distanze fino a 80 centimetri. Per una barriera ancora più efficace contro il vento e gli sguardi, si consiglia l'impianto su due file parallele, distanti tra loro circa 50 centimetri. Il faggio cresce velocemente (30-60 cm all'anno), quindi la siepe tenderà a chiudersi comunque in breve tempo.
  • Come devo potare il faggio per mantenerlo bello e fitto?
    La potatura è essenziale soprattutto nei primi anni per dare forma e favorire la densità. La regola d'oro è creare una base più stretta e una parte superiore più larga: questo permette alla luce solare di raggiungere le foglie inferiori, evitando che si secchino. Gli adulti vanno tagliati due volte l'anno, a fine giugno e inizio settembre. Se la siepe viene trascurata, il faggio tollera bene anche potature drastiche fino alla base, necessarie per stimolare il rinnovo completo della vegetazione.
  • Il faggio perde le foglie in inverno?
    Tecnicamente il faggio è un albero deciduo, ma presenta una caratteristica peculiare chiamata 'marcescenza': tende a trattenere le foglie secche sui rami anche durante tutto l'inverno, mantenendo la siepe compatta e schermante. Le foglie cadono definitivamente solo in presenza di forti gelate o nelle zone alpine sopra i 1000 metri di quota. Questa caratteristica lo rende ideale per chi desidera una barriera visiva costante anche nella stagione fredda.
  • Che tipo di terreno e esposizione richiede il faggio?
    Il faggio predilige terreni calcarei, fertili e soprattutto ben drenati. Tollererà male i suoli pesanti, argillosi e compatti, nonché le zone molto fredde. Per quanto riguarda l'esposizione, cresce bene sia in pieno sole che in leggera ombra, mostrando una notevole resistenza anche alle condizioni ventose, dove forma barriere efficaci. È fondamentale garantire un drenaggio ottimale per evitare ristagni idrici che potrebbero danneggiare l'apparato radicale.

Scheda Tecnica

Fagus sylvatica

Nome scientificoFagus sylvatica
FamigliaFagaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo (con marcescenza)
OrigineEuropa centrale e meridionale
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoCalcereo, ben drenato, fertile; evita argilla compatta
IrrigazioneAbbondante nei primi 3 anni; regolare dopo l'attecchimento
FiorituraPrimaverile (spesso invisibile, impollinata dal vento)
Altezza20-40 metri (in natura); 2-4 metri per siepe
ConcimazioneStallatico sfarinato in autunno; concime azotato a lento rilascio a fine inverno e metà estate
PotaturaTaglio leggero annuale (giugno/settembre); potatura drastica tollerata per ringiovanimento
MoltiplicazioneSeme (semina autunnale) o innesto per le cultivar
Malattie e parassitiGeneralmente resistente; attenzione a cocciniglie e funghi in caso di stress idrico
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, vigorosa e adattabile