Siepe di pitosforo

Siepi

Siepe pitosforo

Il pitosforo è un arbusto, sempreverde, che non necessita di troppa cura ed è quindi l'ideale per realizzare siepi. La siepe pitosforo, grazie alla sua estetica semplice ma schermante, rende il giardino dai tratti fini e caratteristici.

di Redazione

08 aprile 2016

Siepe pitosforo

La siepe di pitosforo è particolarmente indicata per realizzare delimitazioni intorno al vostro giardino. Questo perché la foglia risulta molto liscia e la pianta si presenta molto fitta quindi impenetrabile e schermante. Al di là dell'aspetto strettamente funzionale, questo arbusto è utilizzato nelle siepi anche perché è uno di quei pochi arbusti utili a tale scopo che al contempo producono fiori vistosi e profumati. Nella stessa siepe è possibile alternare e mescolare varietà che differiscono tra loro per il colore del fogliame, realizzando un'estetica davvero unica ed originale. Le foglie di questo tipo di pianta, infatti, possono essere più scure o dalla tonalità verde-grigio con striature e bordi gialli o bianchi. Con un po' di fantasia e creatività, utilizzando gli esemplari di questa particolare varietà, potrete realizzare siepi belle ed eleganti.

Le varie specie di pitosforo

Questo arbusto trova le sue origini in Australia, in Africa e in Asia, ma che grazie alle sue caratteristiche di resistenza, si è diffusa in tutto il mondo. A seconda della zona geografica e climatica, vengono utilizzate differenti specie di questa pianta. In Italia la tipologia maggiormente sfruttata è il Pittosporum tobira che presenta una foglia verde chiara con il perimetro giallo, producendo un effetto estetico fine e caratteristico. Nel giardinaggio un'altra varietà che viene utilizzata è la Pittosporum tenuifolium, dalla tonalità molto più scura. Il paese d'origine è la Nuova Zelanda ed è dunque adattabile in zone più ombrose, dal clima meno caldo. Sempre dalla Nuova Zelanda arriva il Pittosporum colensoi con dei fiori dal sgargiante colore rosso nel periodo estivo.

Come coltivare il pitosforo

Il luogo ideale dove coltivare siepi con questo tipo di pianta deve essere abbastanza soleggiato. Se la parte interessata è perennemente all'ombra, la pianta avrà difficoltà a crescere. E' un arbusto piuttosto resistente che non necessita di strutture che lo mettano al riparo dai venti. Anzi è proprio per merito della robustezza che le caratterizza che le siepi di pittosporum vengono facilmente utilizzate nelle località ventose di mare. Il terreno più adatto è quello con un buon drenaggio, formato da terriccio, sabbia e torba. Quando la pianta è giovane occorre bagnarla più volte alla settimana, mentre se si tratta di un esemplare adulto può mantenersi anche in periodi di siccità. La concimatura va compiuta due volte l'anno per le piante più giovani ed è sufficiente una volta in primavera per quelle adulte.

Malattia e potatura del pitosforo

I parassiti più comuni che possono attaccare questa pianta sono le cocciniglie. Sono piccoli insetti che si possono eliminare dalla pianta disinfettando con cura la parte interessata o utilizzando appositi prodotti che ne causano la morte. Se si interviene in tempo, questa pianta si può salvare senza conseguenze. Un'altra tipologia di parassiti sono gli afidi che si trattano con insetticidi specifici. Esiste anche un acaro pericoloso per il pitosforo ed è il ragnetto rosso che va eliminato nebulizzando il fogliame oppure, se la presenza del ragnetto è ridotta, lo si può rimuovere direttamente con del cotone bagnato. La potatura è importante per il pitosforo da siepe perché permette alla pianta di avere sempre una vegetazione rigogliosa. Se non viene cimata più volte nel periodo tra maggio e aprile, rischia infatti di svuotarsi nella parte bassa creando un effetto antiestetico.

Domande frequenti

  • Quali sono le migliori specie di pitosforo per creare una siepe in Italia?
    In Italia, la specie più diffusa per le siepi è il *Pittosporum tobira*, apprezzato per le sue foglie verdi chiare con margine giallo e i fiori profumati. Per zone più ombrose o dal clima meno caldo, si consiglia il *Pittosporum tenuifolium*, originario della Nuova Zelanda, caratterizzato da fogliame più scuro. Un’altra opzione interessante è il *Pittosporum colensoi*, anch’esso proveniente dalla Nuova Zelanda, noto per i suoi fiori rossi sgargianti in estate. Scegliere la specie giusta dipende dall’esposizione e dal clima specifico del tuo giardino.
  • Quanto luce solare necessita il pitosforo per crescere bene?
    Il pitosforo predilige posizioni soleggiate per svilupparsi correttamente. Se piantato in zone permanentemente all’ombra, la pianta potrebbe incontrare difficoltà nella crescita e perdere compattezza. Tuttavia, alcune varietà come il *Pittosporum tenuifolium* mostrano una buona tolleranza anche al semi-ombreggiamento. È fondamentale evitare l’ombra totale per garantire una fioritura abbondante e una vegetazione fitta e sana, specialmente se l’obiettivo è realizzare una siepe schermante efficace.
  • Come si effettua la potatura corretta del pitosforo da siepe?
    La potatura del pitosforo è essenziale per mantenere una vegetazione rigogliosa e compatta, evitando che la base della siepe si spogli. L’intervento principale dovrebbe avvenire tra aprile e maggio. È consigliabile effettuare tagli di contenimento più volte durante questo periodo per stimolare la ramificazione laterale e prevenire l’effetto 'vuoto' nella parte inferiore. Una potatura regolare garantisce non solo un’estetica ordinata ed elegante, ma assicura anche che la siepe rimanga fitta e impermeabile agli sguardi esterni.
  • Quali sono i principali parassiti che attaccano il pitosforo e come si curano?
    I nemici principali del pitosforo sono le cocciniglie, gli afidi e il ragnetto rosso. Per le cocciniglie, è necessario intervenire tempestivamente disinfettando la parte colpita o usando insetticidi specifici. Gli afidi si trattano con antiparassitari mirati. Il ragnetto rosso, un acaro dannoso, può essere combattuto nebulizzando il fogliame con acqua o prodotti acaricidi; in caso di infestazioni lievi, basta rimuovere manualmente gli acari con un batuffolo di cotone umido. Un monitoraggio costante aiuta a salvare la pianta senza danni permanenti.
  • Con quale frequenza bisogna annaffiare e concimare il pitosforo?
    Le esigenze idriche variano in base all’età della pianta. I giovani esemplari richiedono irrigazioni frequenti, più volte alla settimana, fino a quando non attecchiscono completamente. Gli adulti, invece, sono molto resistenti e tollerano lunghi periodi di siccità, necessitando di innaggi solo in caso di stress termico prolungato. Per quanto riguarda la concimazione, le piante giovani vanno nutrite due volte l’anno, mentre quelle adulte ricevono una singola somministrazione di fertilizzante in primavera per sostenere la crescita e la fioritura.

Scheda Tecnica

Pittosporum spp.

Nome scientificoPittosporum spp.
FamigliaPittosporaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineAustralia, Africa, Asia, Nuova Zelanda
EsposizioneSoleggiata (preferibile), tollera semi-ombra
TerrenoBen drenato, misto a terriccio, sabbia e torba
IrrigazioneRegolare per giovani piante, moderata per adulti (tollera siccità)
FiorituraPrimavera-Estate (fiori profumati, colori variabili)
Altezza1-3 metri (dipende dalla specie e potatura)
Concimazione2 volte/anno per giovani, 1 volta in primavera per adulti
PotaturaDa maggio ad aprile per mantenere forma e densità
Malattie e parassitiCocciniglie, afidi, ragnetto rosso
Difficoltà di coltivazioneFacile