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Come coltivare i funghi

I funghi sono molto ricercati in gastronomia, ma non sono di facile coltivazione. Ecco tutto ciò che c'è da sapere su come coltivare i funghi per ottenere dei buoni risultati.

di Redazione

22 luglio 2016

Cos'è un fungo

I funghi, o i miceti sono una classe di composti alla quale appartengono organismi unicellulari e organismi pluricellulari. Questi sono degli organismi che appartengono al regno vegetale, ma non presentano foglie, fiori, sono ricchi di piccole spore attraverso la quale si riproducono, che corrispondono ai semi delle piante superiori. Dalla fecondazione si ottiene la formazione di un micelio costituito da piccolissimi filamenti detti ife che si trovano nel terreno, attraverso la quale il fungo successivamente si nutrirà. Come sappiamo i miceti nascono in natura ma possono essere coltivati, facendo attenzione a tutti i particolari, quali temperatura, tasso di umidità, condizioni del terreno altrimenti la coltivazione risulta essere fallimentare. In natura vi sono molte specie velenose, per questo motivo, bisogna stare molto attenti a cosa si raccoglie; sono organismi che non hanno uno specifico habitat, crescono nei parchi vicino agli alberi, vicino ai fiumi, nel vostro giardino, in montagna, ma non tutti possono essere utilizzati per uso alimentare. Il riconoscimento di una specie fungina è molto importante anche perchè le ripercussioni quando si mangia un organismo velenoso sono molte e possono portare anche alla morte. Le specie di miceti che sono presenti in natura sono molte, si va dai porcini che sono quelli più utilizzati e possono essere coltivati con molta facilità ai tartufi che sono dei funghi particolarissimi, molto difficili da trovare perchè nascono e crescono sotto terra; sul mercato valgono molto in termini economici, sono molto pregiati, soprattutto il tartufo bianco molto più difficile da trovare.

Specie più facili da coltivare

Oggi giorno non tutti hanno del tempo a disposizione per trascorrere una giornata tranquilla nel bosco alla ricerca di buonissimi funghi selvatici; per questo motivo molti decidono di coltivarli sulla propria terrazza o in giardino. Non tutte le specie però possono essere coltivate, quelle più adatte per la coltivazione sono il Prataiolo o più comunemente detto champignon o il fungo porcino oppure i chiodini, poichè sono delle specie che non necessitano di una particolarissima attenzione, ma una volta creato l'habitat giusto il tutto vien da se. Del fungo prataiolo ne esistono numerose varietà che variano per colore, dimensione; le caratteristiche anatomiche del prataiolo sono molto semplici, presenta un cappello carnoso che varia dal bianco al rosso, con numerose lamelle e il gambo quando il fungo è adulto è lineare e bianco, è molto utilizzato in cucina,poichè presenta un buon gusto. Anche del fungo porcino vi sono moltissime varietà, ma la caratteristica saliente di questo fungo è il cappello che presenta una forma circolare che lo distingue da tutti gli altri tipi di fungo. E' molto apprezzato in cucina infatti è il protagonista di numerosi piatti.I chiodini sono una specie fungina che vive ai piedi degli alberi morti e seconda dell'albero che lo ospita assumono una colorazione diversa.

Materiali necessari per la coltivazione

I materiali necessari per la coltivazione sono quelli che permettono di ricreare l'habitat naturale e quindi che ti permettono di ricreare il legame che vi è in natura fra il fungo ed una pianta, poichè come ben sappiamo i miceti sono simbionti. Se si vuol realizzare una fungaia amatoriale e che quindi richieda un impegno minore bisogna prendere una cassetta in legno, in plastica o una qualsiasi scatola con il fondo; un foglio di plastica utile per rivestire il fondo della scatola, il substrato che è una miscela di letame stagionato, della paglia e residui residui vegetali secchi quanto basta per riempire la scatola o la cassetta, della terra calcarea, l'importante che non sia un terriccio molto acido, oppure in alternativa possono essere acquistati substrati già pronti. In base alla specie fungina che si vuol coltivare si acquistano i miceli del fungo che poi saranno seminati all'interno del substrato.

Procedura per la coltivazione

Creare una fungaia amatoriale non è molto costoso, il discorso cambia se si vuol avviare una coltivazione industriale, ma in ogni caso i materiali necessari per avviare un' attività di questo genere non richiede molto denaro. La cosa più importante per far si che la coltivazione riesca è la scelta del substrato e la creazione di un ambiente simile a quello naturale; ciò non è molto difficile, ma bisogna stare molto attenti nella prima fase. Una volta predisposta la scatola e sistematovi il substrato all'interno a cinque cm dal bordo superiore, bisogna innaffiarlo e farlo riposare per circa 2 settimane e successivamente interrare i miceli dei funghi. Nella prima fase di crescita dl micelio è richiesta una temperatura di circa 25 °C e soprattutto il substrato deve essere mantenuto sempre umido; nei primi 15 giorni si potrà osservare una muffetta bianca che dovrete riscoprire con uno strato di substrato calcareo e continuare ad innaffiare. Dopo altri 15 giorni si potranno vedere i primi funghi che necessitano di un habitat fresco e umido, ben ombreggiato e soprattutto pulito, naturalmente il substrato deve sempre essere umido e lo si può ricoprire con delle foglie secche, delle tavole o dei cartoni da mantener sempre umidi. La coltivazione generalmente dura dei quattro ai sei mesi, ma la cosa più importante è l'igiene, poichè sono degli organismi suscettibili alle malattie parassitarie.

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Domande frequenti

  • Quali sono le specie di funghi più adatte alla coltivazione domestica?
    Le specie più indicate per chi inizia la coltivazione casalinga sono il Prataiolo (o Champignon), il Porcino e i Chiodini. Queste varietà richiedono meno attenzioni specifiche rispetto ad altre e, una volta creato l'habitat corretto, tendono a svilupparsi spontaneamente. Il Prataiolo è particolarmente comune e facile da riconoscere grazie al suo cappello carnoso bianco o rosso. Il Porcino, invece, è apprezzato per la sua forma circolare e il sapore pregiato, mentre i Chiodini variano in colore in base all'albero ospite. Evitare specie complesse come i tartufi, che sono estremamente difficili da riprodurre in ambito domestico.
  • Come preparare il substrato ideale per la fungaia amatoriale?
    Il substrato è fondamentale e deve ricreare le condizioni naturali di simbiosi. Si prepara mescolando letame stagionato, paglia e residui vegetali secchi fino a riempire il contenitore scelto. È cruciale aggiungere terra calcarea per garantire un pH neutro o alcalino, evitando assolutamente terricci acidi. L'alternativa più semplice è acquistare substrati già pronti in commercio. Una volta composto il mix, va inserito in una cassetta di legno o plastica foderata di plastica, lasciando circa cinque centimetri liberi dal bordo superiore per facilitare la gestione successiva.
  • Quali sono i passaggi chiave per la semina e la cura iniziale?
    Dopo aver riempito il contenitore con il substrato, innaffialo abbondantemente e lascialo riposare per due settimane per stabilizzare le condizioni. Successivamente, interra i miceli del fungo scelto. Durante i primi quindici giorni, mantieni la temperatura intorno ai 25°C e assicurati che il substrato resti sempre umido. Apparirà una muffetta bianca: coprila con uno strato sottile di substrato calcareo e continua ad annaffiare. Questa fase è critica per lo sviluppo sano del micelio prima della nascita dei corpi fruttiferi.
  • Come gestire l'ambiente durante la fase di produzione dei funghi?
    Dopo altri quindici giorni dalla semina, dovrebbero comparire i primi funghi. A questo punto, l'ambiente deve diventare fresco, umido, ben ombreggiato e pulito. Mantieni il substrato costantemente umido coprendolo con foglie secche, tavole o cartone per trattenere l'umidità e proteggere i funghi. La coltivazione dura generalmente da quattro a sei mesi. L'igiene è essenziale: i funghi sono sensibili a malattie e parassiti, quindi evita contaminazioni e mantieni l'area di coltivazione libera da fonti di sporco esterno.