Piante di porro

Coltivazione Ortaggi

Porro coltivazione

Porro coltivazione: questa pratica risulta piuttosto semplice, essendo l'aglio una pianta dell’orto piuttosto rustica che non richiede troppe accortezze.

di Redazione

15 dicembre 2016

Come seminare ed annaffiare il porro

Per seminare il porro ci vuole una temperatura minima di sette gradi, quindi spesso si sceglie di far germogliare i semi in una serra o di acquistare piantine in in centro specializzato. Se fatta in serra, viene eseguita a fine Gennaio con una temperatura di tredici gradi che deve rimanere uguale per un paio di mesi. Appena i germogli crescono si travasano su file, mantenendo una distanza di cinque centimetri uno dall’ altro. Arrivati ad Aprile è possibile travasarli in campo aperto. Se al contrario si volesse seminare all’aperto si inizia a Marzo inserendo le sementi ad un centimetro di profondità, mantenendo quindici centimetri di distanza tra le file. È consigliabile annaffiare appena seminato e costantemente nella prima fase di sviluppo. In seguito si bagnano solo nei periodi di siccità.

Porro coltivazione

Nella coltivazione dei porri si usa rincalzare la terra intorno alle piante, al fine di allungare la parte bianca commestibile ma, prima di procedere, si proteggono le foglie dalla terra legando attorno alla pianta della carta. Questa operazione viene svolta fino al mese di Novembre, quando spunteranno le foglie dal terreno. Contemporaneamente si consiglia di pacciamare il suolo, specialmente nei periodi di siccità, al fine di non disperdere l’umidità. La pianta del porro può essere consociata con altre piante, che aiutano a tenere lontani alcuni parassiti o contribuiscono a fornire al terreno le condizioni ideali per il loro sviluppo. Ad esempio le carote, allontanano la mosca della cipolla, molto dannosa anche per il porro. Altre piante che possono essere coltivate insieme al porro traendone benefici sono il sedano, il pomodoro, insalata le fragole.

Tipo di terreno e concimazione

Il terreno migliore per i porri è drenante e ricco di nutrienti, privo di ristagni idrici e con un pH mediamente a sette, anche se sono in grado di tollerare variazioni acide e alcaline. È necessario preparare il terreno profondamente in autunno, in modo che sia nutrito fino a dove arrivano le radici. Per fertilizzarlo adeguatamente bisogna, prima di interrare le piantine, aggiungere uno strato di letame maturato di bovini o di maiali, oppure di compost, ma senza abbondare perchè un terreno troppo ricco rischia di essere dannoso per i porri. Prima di trapiantare, inoltre, bisogna mettere un fertilizzante complesso. Dopo questa fase di concimazione iniziale, non è più necessario fertilizzare, ma sui terreni particolarmente poveri si potrebbe versare del concime liquido, evitando il periodo estivo.

Possibili malattie e rimedi

Le piante dei porri potrebbero essere attaccate da parassi ti come la fastidiosa mosca della cipolla, che come detto, può essere controllata consociando il porro e le carote. Esiste un altro tipo di mosca che potrebbe rappresentare un problema per i porri ed è la mosca minatrice del porro, che inserisce le sue uova dentro le piante in modo che le larve la mangino, è possibile prevenirla ricoprendo i porri nei mesi di settembre e ottobre. Il porro potrebbe essere colpito dalla peronospora e l’unico rimedio è tagliare la pianta lasciandone solo un dito, in un paio di mesi dovrebbe ricrescere, restando un po’ più piccola. Importantissimo ricordarsi di non usare le parti tagliate per il compost, o l’infezione si diffonderebbe ulteriormente. Una buona abitudine è anche quella di spargere della farina di roccia, che allontana i bruchi e bagnare le piante con un infuso di equiseto.

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Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per seminare il porro?
    La semina del porro richiede temperature minime di 7°C. L'opzione migliore è effettuare la semina in serra a fine gennaio, mantenendo i 13°C costanti per due mesi. I germogli verranno poi trapiantati su file distanti 5 cm. In alternativa, è possibile seminare direttamente in campo aperto a marzo, interrando i semi a 1 cm di profondità e lasciando 15 cm tra le file. Questo metodo evita il passaggio in serra ma dipende maggiormente dalle condizioni climatiche primaverili.
  • Come si effettua correttamente il rincalzo del porro?
    Il rincalzo serve ad allungare la parte bianca e tenera del fusto, migliorando la qualità culinaria. Prima di accumulare terra alla base delle piante, è fondamentale proteggere le foglie legandole con della carta per evitare che si sporchino o marciscano. Questa operazione va ripetuta gradualmente fino a novembre, quando le foglie iniziano a spuntare fuori dal terreno. Accanto al rincalzo, è utile pacciamare il suolo per conservare l'umidità e ridurre l'evaporazione durante i periodi secchi.
  • Quali piante sono ideali per la consociazione con il porro?
    Il porro beneficia di diverse consociazioni che aiutano a respingere i parassiti o migliorare il suolo. L'accostamento principale è con le carote, poiché queste allontanano la temuta mosca della cipolla. Altri ottimi compagni includono sedano, pomodori, insalate e fragole. Queste associazioni creano un microclima favorevole e riducono la necessità di interventi chimici, sfruttando sinergie naturali tra le specie ortive per una crescita sana e equilibrata nell'orto.
  • Come si prepara il terreno e si concima il porro?
    Prepara il terreno profondamente in autunno per garantire un buon sviluppo radicale. Il suolo ideale è drenante, ricco di nutrienti e con pH vicino a 7. Prima di interrare le piantine, aggiungi uno strato di letame bovino o suino maturo, oppure compost, ma con moderazione: un terreno troppo ricco può danneggiare la pianta. Si consiglia inoltre l'uso di un fertilizzante complesso prima del trapianto. Successivamente, non servono ulteriori concimazioni, salvo terreni molto poveri dove usare concime liquido (evitando l'estate).
  • Cosa fare se il porro viene attaccato dalla peronospora?
    In caso di attacco da peronospora, l'unico rimedio efficace consiste nel tagliare la pianta lasciando solo circa 2-3 centimetri (un dito) dalla base. Entro un paio di mesi, la pianta dovrebbe rigenerarsi, sebbene risulterà leggermente più piccola. Attenzione cruciale: non utilizzare assolutamente le parti vegetali tagliate per il compostaggio, poiché il materiale infetto diffonderebbe la malattia ad altre piante. Per prevenire futuri attacchi, si può spargere farina di roccia e irrorare infusi di equiseto.

Scheda Tecnica

Allium porrum

Nome scientificoAllium porrum
FamigliaAmaryllidaceae
Tipo di piantaOrtaggio erbaceo perenne (coltivato come biennale)
OrigineAsia centrale / Europa meridionale
EsposizionePieno sole
TerrenoDrenante, ricco di humus, pH neutro (~7)
IrrigazioneCostante nelle prime fasi, ridotta dopo; evitare ristagni
FiorituraEstiva (secondo anno), ombrello bianco/verdastro
Altezza30-90 cm
ConcimazioneLetame maturo o compost prima della messa a dimora; evitare eccessi di azoto
PotaturaNon necessaria; si rincalza la base per imbianchire il fusto
MoltiplicazioneSemina (in serra a gennaio o all'aperto a marzo) o trapianto di piantine
Malattie e parassitiMosca della cipolla, mosca minatrice, peronospora, afidi
Difficoltà di coltivazioneFacile (pianta rustica)