actinidia

Frutteto

Kiwi

Il kiwi è il frutto della pianta chiamata actinidia, di origine Asiatica; la coltivazione intensiva cominciò in Nuova Zelanda, agli inizi del 1900

di Redazione

16 giugno 2016

Coltivare i Kiwi

Vengono comunemente chiamati kiwi i frutti ovali di una pianta di origine cinese, il cui nome botanico è actinidia deliciosa, o actinidia chinensis; queste piante sono molto diffuse in Asia, e in particolare in Cina, dove il frutto viene utilizzato dall’uomo da secoli. In Cina non esistono molte coltivazioni di questo tipo, in quanto la disponibilità delle piante allo stato selvatico rende inutile la coltivazione da parte dell’uomo; solo all’inizio del 1900 la coltivazione di questo frutto per scopi dapprima decorativi ebbe inizio, da parte di una insegnante neozelandese, che prelevò dei semi di queste piante in Cina, e li portò in patria. Da allora la storia del kiwi ha percorso tutto il globo, fino a giungere in Europa, verso la fine del 1900. Oggi il paese che coltiva maggiori quantità di kiwi al mondo è l’Italia, seguita dalla Nuova Zelanda, dalla Francia, dal Cile e da poche altre nazioni. Inizialmente le coltivazioni in Italia cominciarono in Trentino, nelle zone dove tradizionalmente si coltivavano soltanto prugne e mele; oggi esistono coltivazioni anche nel Lazio, nel Friuli e in Veneto. Da un punto di vista botanico l’actinidia è una liana, ovvero un arbusto rampicante, che produce sottili fusti in grado di abbarbicarsi su qualsiasi sostegno; in Italia si coltivano degli ibridi, derivati da actinidia deliciosa, che vengono allevati come le viti, a formare filari. Hanno fusti sottili, con corteccia scura, e grandi foglie ovali o cordiformi, caduche. I frutti di actinidia deliciosa hanno buccia marrone, pelosetta, con grande contenuto di tannini, che la rende immangiabile; la polpa è verde, punteggiata dai piccoli semi scuri, che si attaccano con dei filamenti ad una parte carnosa più chiara che percorre il centro del frutto. In Asia esistono altre specie, ad esempio actinidia chinensis ha polpa gialla, ma esistono anche frutti a polpa aranciata o rosata; per qualche strano motivo le varietà orticole con frutti dalla polpa di colore più usuale per un frutto, quindi non verdi, non hanno avuto lo stesso successo sulle tavole europee; per questo motivo in Italia si coltivano prevalentemente varietà derivate da kiwi a polpa verde.

Coltivazione kiwi

Queste piante sono originarie di zone del mondo che presentano un clima abbastanza diverso da quello mediterraneo; ciò di cui necessitano per svilupparsi consiste in una buona umidità, e estati molto calde. In effetti per ovviare alla siccità estiva, in Italia i kiwi vengono irrigati durante il periodo estivo, e nelle zone con clima particolarmente siccitoso, si preferisce porre a dimora le piante in una zona semi-ombreggiata, in modo da ripararle dal sole cocente nelle calde giornate estive. Oltre a questo, per mantenere il terreno abbastanza umido e fresco, si tende a pacciamarlo, per tutto l’arco dell’anno, in modo da mantenere parte dell’umidità vicino al piede delle piante. In genere non temono il gelo, anche se intenso, anche se occasionali nevicate tardive, o gelate molto intense, provocano il deperimento dei rami più vecchi, e possono causare annate prive di frutti.

Tecniche colturali

I kiwi, come tutti ormai sappiamo, sono piante dioiche, ovvero i fiori maschili ed i fiori femminili sbocciano su piante distinte; per ottenere un buon raccolto in genere si consiglia di avere almeno un esemplare maschile, ogni 3-4 esemplari femminili, ovviamente piantati vicino. I frutti vengono prodotti su rami dell’anno precedente, è quindi importante che la potatura non vada ad asportare tutta la vecchia vegetazione; in genere si potano i rami più deboli e sottili, ed i rami più vigorosi vengono mantenuti con circa 5-6 gemme. Si procede in autunno o in inverno, dopo aver raccolto i frutti: si accorciano i rami che hanno portato frutto, e si lasciano sviluppare invece i rami che non ne hanno portati, eventualmente accorciandoli leggermente. Una seconda potatura si può praticare quando la pianta è in piena vegetazione, in estate, per alleggerire la chioma, che spesso diviene molto fitta, e per rimuovere parte dei frutti, se fossero in quantità eccessiva. In pratica si continua a stimolare lo sviluppo delle nuove ramificazioni, a scapito delle vecchie, in n continuo rinnovamento della pianta; questo perché i rami vecchi tendono a smettere di fiorire, e quindi di fruttificare. La riduzione del numero di gemme non serve ad aumentare la produzione, ma al contrario a diminuire il numero di frutti per pianta, perché un grande numero di kiwi su un arbusto, significa ottenere frutti molto piccoli, e un eccessivo impegno per la pianta. Si tratta di piante rampicanti molto vigorose, quindi oltre alla potatura, che serve come controllo dello sviluppo degli arbusti, è fondamentale annaffiare in caso di siccità, da maggio fino a settembre, e concimare periodicamente gli arbusti; si fornisce quindi dello stallatico in autunno, interrandolo leggermente ai piedi delle piante, e del concime granulare a lenta cessione a fine inverno.

I kiwi nel frutteto

Per meglio coltivare i kiwi è quindi consigliabile posizionarli in una zona luminosa del frutteto, con almeno alcune ore di sole ogni giorno; la quantità di ore di sole a cui possiamo tenere queste piante dipende dal clima del luogo in cui viviamo: al sud è consigliabile tenere queste piante in una zona semi-ombreggiata del frutteto; più si sale a nord, e più è consigliabile spostare gli esemplari in una zona più soleggiata. Sono piante rampicanti, molto vigorose, se lasciate sviluppare senza controllo possono divenire anche invasive; anche dei kiwi ben coltivati e potati necessitano di una buona impalcatura dei filari, in modo che possano formare ampi pergolati; in questo modo la vegetazione stessa delle piante andrà a semiombreggiare il piede delle piante; i frutti penzoleranno al di sotto della pergola, in modo da poter venire raccolti in modo più rapido.

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Domande frequenti

  • È necessario piantare sia piante maschili che femminili per avere i frutti?
    Sì, l'actinidia è una pianta dioica, il che significa che i fiori maschili e femminili si trovano su esemplari diversi. Per garantire un'impollinazione efficace e ottenere un raccolto abbondante, è fondamentale inserire almeno un esemplare maschile ogni 3-4 piante femminili. I maschi producono polline ma non frutti, mentre le femmine producono i frutti solo se fecondate. È essenziale che siano piantati vicini affinché il vento o gli insetti possano trasportare il polline dai fiori maschili a quelli femminili.
  • Quando e come si pota correttamente il kiwi?
    La potatura principale si effettua in autunno o inverno, subito dopo la raccolta. Poiché i frutti nascono sui rami dell'anno precedente, bisogna accorciare i tralci che hanno già fruttificato e保留 (lasciare) quelli nuovi, tagliandoli a 5-6 gemme. Una seconda potatura leggera si fa in estate per sfoltire la chioma troppo fitta e togliere eventuali frutti in eccesso. Questo evita che la pianta produca frutti piccoli e stressi troppo la vegetazione, favorendo il rinnovo costante dei rami produttivi.
  • Qual è l'esposizione ideale per il kiwi in base alla zona climatica?
    Le esigenze cambiano in base alla latitudine. Al Sud Italia, dove le estati sono molto calde e secche, è preferibile posizionare il kiwi in una zona semi-ombreggiata per proteggerlo dal sole cocente e prevenire la disidratazione. Al Nord, invece, dato che le estati sono generalmente meno torride, il kiwi beneficia di una piena esposizione solare per maturare correttamente. In entrambi i casi, il terreno deve rimanere fresco e umido, spesso aiutato da una pacciamatura annuale.
  • Come si gestisce l'irrigazione e la concimazione del kiwi?
    Il kiwi ha bisogno di molta acqua, specialmente da maggio a settembre durante il periodo di crescita attiva e formazione del frutto. In estate, soprattutto nelle zone aride, l'irrigazione è obbligatoria. Per la concimazione, in autunno si interra stallatico maturo ai piedi della pianta per migliorare il terreno e fornire nutrienti a lento rilascio. A fine inverno, prima della ripresa vegetativa, si somministra un concime granulare bilanciato per sostenere la fioritura e la crescita dei nuovi germogli.
  • Che tipo di struttura di supporto serve per coltivare il kiwi?
    Essendo una liana vigorosa, il kiwi richiede un'impalcatura robusta e resistente, simile a quella usata per la vite ma spesso più ampia. Si consiglia di creare filari con pali solidi e fili d'acciaio per formare pergolati. Questa struttura permette alla pianta di espandersi orizzontalmente, creando una copertura che ombreggia naturalmente il piede della pianta, mantenendo il terreno fresco. Inoltre, fa sì che i frutti pendano liberamente, facilitando la raccolta e prevenendo marciumi da contatto con il suolo.

Scheda Tecnica

Actinidia deliciosa / Actinidia chinensis

Nome scientificoActinidia deliciosa / Actinidia chinensis
FamigliaActinidiaceae
Tipo di piantaLiana rampicante decidua
OrigineCina (Asia orientale)
EsposizioneSoleggiata (Nord) o semi-ombreggiata (Sud)
Temperatura minimaResistente al gelo, sensibile a gelate tardive
TerrenoFresco, umifero, ben drenato, acidulo
IrrigazioneRegolare da maggio a settembre, evitare ristagni
FiorituraPrimavera (aprile-maggio)
AltezzaVariabile, può superare i 10 metri se non contenuta
ConcimazioneStallatico in autunno, concime granulare a fine inverno
PotaturaInverno/Autunno (sui rami dell'anno) ed Estate (sfoltimento)
MoltiplicazionePropagazione vegetativa (innesto, talea), non da seme per le cultivar
Malattie e parassitiMarciumi radicali, afidi, cocciniglie, batteriosi
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede impollinazione incrociata e sostegni robusti)