Olivo carolea

Olivo

Olivo carolea

Le olive da tavola giganti sono una varietà molto diffusa sul mercato dalla polpa ricca e carnosa. Non tutti sanno che questo prodotto deriva dall'olivo carolea, specie tipica dell'Italia meridionale.

di Redazione

30 settembre 2016

L'Olivo carolea

Grazie alle sue peculiarità botaniche, la varietà carolea è una della piante che meglio si presta alla raccolta per mezzo di macchine. Il facile raccolto genera un'ampia proliferazione territoriale della specie, che si estende dalla Calabria fino ai confini più meridionali della penisola. Questa produzione alta e costante mette la cultivar regionale al secondo posto rispetto alle varietà pugliesi da sempre le principali produttrici di olio sul mercato. La pianta garantisce una quantità di frutto in grado di ottenere il 25% della resa. La funzione principale di questa varietà è quella di fornire olive da tavola, ma non è raro che vengano impiegate anche nell'estrazione dell'olio. Le bacche hanno dimensioni piuttosto grandi che arrivano ad un peso massimo di 8 grammi. In fase di maturazione assumono una colorazione verde o nera a seconda della qualità della bacca. La maturazione giunge a termine piuttosto tardi rispetto alla fioritura che in genere è più precoce delle altre specie, e questo fa sì che il frutto sia carnoso, sodo, e produca un olio dal sapore rustico.

L'Olivo carolea nel territorio

L'Olivo carolea è una varietà che viene coltivata all'interno della regione Calabria, in Basilicata ed in generale in tutta la parte meridionale dell'Italia. Si tratta di una varietà che prende diverse denominazioni di natura gergale come: Olivona, Calabrese, Cumugnana e Catanzarese, giusto per citare le più conosciute. La pianta si sviluppa in questo territorio, prevalentemente se in collina, grazie al clima caldo della regione ed alla forte esposizione solare, che permette la crescita spropositata del frutto. Inoltre l'aria salmastra e la presenza di correnti d'aria, favoriscono il ciclo vegetativo che genera una fioritura molto abbondante. In quanto pianta sterile, viene impollinata da cultivar come Frantoio e Corantina, che contribuiscono alla resistenza della specie più che altro contro i parassiti. A seconda dell'impollinatore utilizzato, cambia l'aroma e il retrogusto dell'olio derivato.

Coltivazione

L'Olivo carolea ha un'alta adattabilità al terreno in cui viene impiantato e una decisa tolleranza alle basse temperature. Lo sviluppo delle radici è piuttosto ampio, dando alla specie la possibilità di assorbire nutrimento dal terreno in maniera completa. La propagazione avviene per talea o portainnesto, e la riproduzione è coadiuvata dall'apporto d'impollinatori esterni. Questo principalmente perchè la pianta non è in grado di riprodursi singolarmente, e di conseguenza non potrebbe fiorire e fruttificare. La fioritura comunque avviene piuttosto precocemente, generando fronde vigorose e piene. La maturazione del frutto si sviluppa gradualmente generando una presenza di olio al suo interno in quantità media rispetto alle altre varietà. Questa varietà non preferisce irrigazioni troppo abbondanti soprattutto nel periodo di pre-raccolta. Ristagni d'acqua infatti, causano una predisposizione agli attacchi parassitari e fungini.

Le malattie dell'olivo carolea

Anche se di buona resistenza alle malattie, questo tipo di pianta è interessato, come tutte le specie di questa famiglia botanica, all'attacco della mosca oleariao più comunemente detta mosca dell'olio. Questo insetto pericoloso, prolifera deponendo le uova all'interno del frutto pungendo direttamente la buccia e penetrando nella polpa. Se non preso in tempo questo parassita può causare danni irreparabili ad interi raccolti. Non meno temibili per questa varietà sono gli attacchi fungini. L'occhio del pavone ad esempio, è un patogeno in grado di attaccare foglie e frutto sottraendo linfa vitale alla pianta per assicurare la sua sopravvivenza. L'umidità e un'irrigazione sbagliata possono causare il proliferare di queste infestazioni. Il fungo infatti utilizza il deposito d'acqua sulle foglie per spostarsi attraverso la pianta e riprodursi. Il mal di piombo infine, è una malattia peculiare della varietà anch'essa d'origine fungina, che rovina la colorazione delle foglie e a lungo andare anche il frutto.

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Domande frequenti

  • Perché l'olivo Carolea richiede alberi impollinatori vicini?
    La varietà Carolea è geneticamente sterile, il che significa che non può autoimpollinarsi né produrre frutti da sola. Per garantire una fioritura abbondante e una corretta fruttificazione, è indispensabile piantarla accanto a cultivar autofertiili o compatibili come il Frantoio o la Corantina. Questi alberi agiscono come impollinatori esterni, fornendo il polline necessario. Oltre a permettere la produzione di olive, questa simbiosi aumenta la resistenza complessiva della pianta contro i parassiti e influenza positivamente l'aroma e il retrogusto dell'olio finale.
  • Quali sono le caratteristiche principali delle olive Carolea?
    Le olive Carolea sono note per le loro dimensioni considerevoli, raggiungendo un peso massimo di 8 grammi, e per una polpa ricca e carnosa. Sono particolarmente apprezzate come olive da tavola, sebbene siano utilizzate anche per la produzione di olio. Durante la maturazione, le bacche possono assumere colorazioni verdi o nere. La maturazione tardiva conferisce al frutto una consistenza soda e all'olio risultante un sapore rustico e caratteristico, tipico delle produzioni del Sud Italia.
  • Come si coltiva correttamente l'olivo Carolea riguardo all'acqua?
    L'olivo Carolea mostra un'alta adattabilità al terreno e un apparato radicale ampio, ma richiede attenzione specifica riguardo all'irrigazione. È fondamentale evitare irrigazioni troppo abbondanti, specialmente nel periodo precedente alla raccolta. I ristagni idrici sono dannosi perché creano un ambiente favorevole ad attacchi parassitari e infezioni fungine. Mantenere il suolo ben drenato e somministrare acqua solo quando necessario aiuta a preservare la salute della pianta e la qualità del raccolto.
  • Quali malattie colpiscono maggiormente l'olivo Carolea?
    Sebbene generalmente resistente, la Carolea è soggetta ad attacchi specifici. Il nemico principale è la mosca olearia, che depone le uova nella polpa causando danni irreparabili. Tra le patologie fungine, l'occhio del pavone attacca foglie e frutti sottraendo linfa, favorito da umidità eccessiva. Un'altra minaccia è il 'mal di piombo', una malattia peculiare della varietà che altera la colorazione fogliare e, col tempo, compromette anche i frutti. Controlli regolari e gestione accurata dell'irrigazione sono essenziali per prevenire questi problemi.

Scheda Tecnica

FamigliaOleaceae
Tipo di piantaAlbero da frutto
OrigineItalia meridionale (Calabria, Basilicata)
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaResistente al freddo
TerrenoAdattabile, ben drenato
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraPrecoce
PotaturaFacile raccolta meccanica
MoltiplicazioneTalea, innesto
Malattie e parassitiMosca olearia, occhio del pavone, mal di piombo
Difficoltà di coltivazioneMedia