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Uva moscato

Aggiornato il 04 ottobre 20164 capitoli4 domande frequenti
uva Moscato grappoli

Uva moscato

L'uva moscato si ottiene dall'omonimo vitigno. Le sue origini sono da ricercare in Medio-Oriente. I greci, colonizzando il Meridione d'Italia importarono la pianta di vite nella Magna Grecia. Il nome deriva da "muscum" che significa muschio, il cui sentore si ritrova anche nell'uva. Una varietà d'aromi che rende questo tipo di pianta un vera delizia. I Romani parlavano di quest'uva con il termine "apiana". I Greci, invece, chiamavano l'uva "anathelicon moschaton". Da queste premesse si deduce che questo tipo assunse caratteristiche peculiari delle zone in cui veniva allevato. Motivo per cui, nell'Ottocento, si vollero classificare le uve di questo tipo, arrivando a distinguerne 80 specie diverse. I vitigni a bacca bianca furono i progenitori della stirpe. Essi si dividono in: Moscato bianco, Moscato giallo e Moscato d'Alessandria detto anche Zibibbo. Altri Moscati sono quello di Saracena e quello di Scanzo.

I tre colori del Moscato: Bianco, Giallo e Rosa

Il vitigno si diffuse in tutta Europa. I diversi colori delle uve, bianco, giallo e rosa corrispondono alle varietà principali. L'uva per il tipo bianco viene prodotta in Piemonte. Il grappolo di media grandezza si presenta di forma piramidale. L'acino è mediamente grande, con buccia sottile di colore giallo-verde. Esso è la base del Moscato d'Asti e dell'Asti DOCG, vini d'eccellenza italiani richiesti in tutto il mondo. Il tipo giallo è diffuso in Trentino Alto-Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il grappolo è medio-grande e gli acini presentano buccia di colore giallo, spessa e pruinosa. Le uve per il tipo rosa si concentrano in Trentino Alto-Adige e in Friuli-Venezia Giulia. Il grappolo è di media grandezza con acini pruinosi di colore nero-blu. Questo tipo è detto rosa per il sentore del fiore, non per il colore dell'acino.

Moscato di Alessandria o Zibibbo

Il Moscato d'Alessandria chiamato anche Zibibbo è una varietà diffusa in Sicilia, in particolare sull'isola di Pantelleria. Originaria dell'Egitto l'uva di questo tipo, da cui il nome, viene utilizzata per produrre vini dolci e passiti. Essa, infatti, trova impiego come uva da tavola, da vino e da essiccamento. Il grappolo si presenta di media grandezza e compatto. Gli acini hanno buccia di medio spessore e di colore giallo-verde. Il vino prodotto da quest'uva è lo Zibibbo. Un vino di colore giallo paglierino tendente al dorato e all'ambrato. I profumi sono quelli tipici del vitigno, fruttati, aromatici e speziati. Al gusto è di straordinaria dolcezza, morbidezza e sapidità. In Sicilia viene abbinato a dolci e pasticceria secca. Un vino di grande struttura e persistenza gusto-olfattiva.

Altre varietà

Esistono altre varietà di questo tipo non molto conosciute ma non per questo meno pregiate. Il Moscato di Saracena è prodotto da uve prodotte nel comune di Saracena, una cittadina ai piedi del Pollino, in provincia di Cosenza. La particolarità di questo vino consiste nella bollitura del mosto fino a ridurlo a un 1/3 del suo volume. Si ottiene così un pregiato vino da meditazione. Il Moscato di Scanzo è un vitigno autoctono della provincia di Bergamo. La produzione destinata al famoso vino deve essere prodotta nell'area prevista dal disciplinare, in cui rientra anche il comune di Scanzorosciate. L'uva, dopo essere stata vendemmiata tardivamente, viene sottoposta ad appassimento su graticci. Il vino ottenuto è da meditazione di color rosso rubino carico. Wikimedia.org

Domande frequenti

  • Quali sono le principali differenze tra i vitigni Moscato bianco, giallo e rosa?
    Le differenze principali risiedono nel colore degli acini e nelle zone di coltivazione. Il Moscato bianco, tipico del Piemonte, ha acini giallo-verdi ed è la base dell'Asti DOCG. Il Moscato giallo, diffuso in Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli, presenta acini gialli con buccia spessa e pruinosa. Il Moscato rosa, presente nelle stesse regioni nord-orientali, si distingue per acini nero-bluastri ma mantiene il caratteristico profumo floreale tipico del vitigno, da cui deriva il nome 'rosa' nonostante il colore scuro.
  • Cos'è lo Zibibbo e dove si coltiva principalmente?
    Lo Zibibbo è il nome locale del Moscato d'Alessandria, una varietà originaria dell'Egitto ma fortemente associata all'isola di Pantelleria in Sicilia. È un'uva versatile, usata sia da tavola che per vini dolci e passiti. Produce grappoli compatti di media grandezza con acini giallo-verdi. Il vino risultante è giallo paglierino tendente all'ambra, dal profumo fruttato e speziato, e dal sapore dolce, morbido e sapido, spesso abbinato a dolci siciliani.
  • Cosa rende unici il Moscato di Saracena e il Moscato di Scanzo?
    Queste due varietà sono rare e legate a territori specifici. Il Moscato di Saracena (CS) produce un vino da meditazione ottenendo la bollitura del mosto fino a ridurlo a un terzo del volume originale. Il Moscato di Scanzo (BG) è un vitigno autoctono rosso-rubino: le uve vengono vendemmiate tardi e fatte appassire su graticci prima della vinificazione. Entrambi sono vini da meditazione di alta qualità, distinti dalle comuni versioni bianche del Moscato.
  • Come si conserva e si serve il vino Moscato d'Asti?
    Il Moscato d'Asti è un vino frizzante, dolce e aromatico che va servito ben freddo, idealmente tra 6 e 8°C, per esaltarne la freschezza e i profumi floreali. Va consumato entro pochi mesi dalla vendemmia per mantenere intatte le bollicine e la vivacità aromatica. Non richiede invecchiamento in bottiglia. Si abbina perfettamente con dolci leggeri, frutta fresca, torte alla crema e formaggi freschi o erborinati, grazie al suo equilibrio tra dolcezza e acidità.

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