Uva Sangiovese

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Uva Sangiovese

L'uva Sangiovese trova larga diffusione in tutta Italia. Il Sangiovese è un vitigno tipico dell'Emilia Romagna e della Toscana. Rientra nella composizione di molti vini DOC e DOCG.

di Redazione

04 ottobre 2016

Origini dell'uva Sangiovese

Recenti studi hanno dimostrato che questo tipo era già noto per la sua bontà ai tempi degli Etruschi, 2000 anni fa. La sua origine è incerta, ma quasi sicuramente si può fissare sulle colline tra Toscana ed Emilia Romagna. In quest'ultima regione ha trovato inizialmente terreno ottimale per il suo sviluppo. Solo in seguito si cominciò ad allevare anche in Toscana. Le sue molteplici sfaccettature lo rendono vario nel gusto anche in zone poco distanti fra loro. Le uve di questo tipo sono alla base dei grandi vini rossi del centro-Italia. Il suo nome particolare trova interpretazioni diverse in funzione delle scuole di pensiero. Qualcuno sostiene che il nome deriva da San Giovanni. Altri, invece, sono dell'idea che derivi dall'uva giovannina che giunge precocemente a maturazione, nel mese di giugno.

Vitigno Sangiovese

Questo vitigno che fornisce l'uva omonima è di grande longevità e vigoria. Esso si adatta bene a terreni collinari argillosi-calcarei. Durante la fase di maturazione predilige i terreni asciutti che favoriscono la concentrazione degli zuccheri. Il vitigno non è portato per terreni posizionati ad altezze superiori ai 450 m sul livello del mare. Questa caratteristica lo rende poco idoneo nelle regioni settentrionali. La sua maturazione ritardata rispetto agli altri vitigni sarebbe penalizzata da questo aspetto negativo. Eventuali piogge durante la fase di maturazione danneggerebbero gli acini corredati da buccia sottile. Uve con questa caratteristica darebbero vini con tannini amari, scarso colore ed acidità elevata. La forma di allevamento più diffusa è il cordone speronato. In Toscana, si predilige la bassa resa per ettaro. In tal modo, anno dopo anno il vitigno si rinforza arricchendosi di una carica zuccherina e polifenolica elevata.

Biondi-Santi, una famiglia dedicata al Sangiovese

Il Brunello è un vino a base di uva Sangiovese 100%. Nella pratica enologica si cerca sempre di combinare uvaggi differenti per creare un vino perfettamente armonico. I vitigni spesso vengono composti in modo da far equilibrare i loro caratteri e dare un vino pregiato. Il Brunello,invece, è composto esclusivamente da uve di questa varietà, grazie agli studi eseguiti dai componenti di un'illustre nobile famiglia toscana, i Biondi-Santi. A partire dalla metà dell'Ottocento si cominciò a impiantare vigneti mono-vitigno di Sangiovese grosso per capire le caratteristiche dell'uva prodotta. All'epoca non era usuale fare azioni di questo. Ma la famiglia Biondi-Santi riuscì ad ottenere un vino che possedeva doti eccezionali in un territorio in cui la viticoltura si praticava da sempre ma senza risultati esaltanti.

Vini prodotti da uva Sangiovese

Il Brunello è il più famoso vino prodotto con uva di questo tipo. Esso, però, non è il solo. In tutta l'Italia centro-meridionale si alleva questo tipo di vitigno con rese più basse e assemblato con altri uvaggi. Non è raro associato a Merlot e Cabernet. Il Chianti è prodotto con Sangiovese da un minimo dell'80% al 100%. I vitigni ammessi sono quelli autorizzati nella regione Toscana. Un tempo si usavano quelli autoctoni come il Canaiolo e la Malvasia. Ma, oggi, spesso vengono usati anche piccolo dosi di Cabernet e/o Merlot. Lo stesso vale per il Morellino di Scansano che deve contenere minimo l'85% e il resto di uve da vitigni non aromatici autorizzati nella Toscana. Il Sangiovese di Romagna DOC è un altro famoso vino dell'Emilia Romagna prodotto con l'80-100% di uve di questo tipo con una resa non troppo bassa per ettaro. Sono ammessi alla produzione altri vitigni fino ad un massimo del 15%.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali del vitigno Sangiovese?
    Il Sangiovese è un vitigno vigoroso e longevo, tipico del centro Italia, specialmente Toscana ed Emilia Romagna. Si distingue per la sua adattabilità a terreni collinari argilloso-calcarei e asciutti, fondamentali per concentrare gli zuccheri. Ha una maturazione tardiva, il che lo rende sensibile alle piogge autunnali e alle gelate primaverili. La buccia è sottile, motivo per cui l'eccesso di umidità durante la maturazione può causare vini dal colore scarso, tannini amari e acidità elevata. È il cuore di grandi vini come il Brunello di Montalcino e il Chianti.
  • Dove cresce meglio il Sangiovese e quali altitudini evitare?
    L'habitat ideale per il Sangiovese si trova nelle colline della Toscana e dell'Emilia Romagna, dove il clima mediterraneo favorisce la maturazione completa. Il vitigno non è adatto ad altezze superiori ai 450 metri sul livello del mare, poiché le temperature più fresche e le stagioni vegetative più corte penalizzano la sua maturazione tardiva. Nei territori settentrionali italiani, il rischio di piogge tardive e freddo eccessivo rende spesso difficile ottenere uve di qualità eccellente, a meno di microclimi particolarmente favorevoli e gestioni agronomiche molto precise.
  • Come si coltiva il Sangiovese in termini di potatura e resa?
    La forma di allevamento più diffusa è il cordone speronato, che facilita la meccanizzazione e la gestione della chioma. In Toscana, si privilegia una bassa resa per ettaro: questo stress controllato costringe la vite a concentrare energia e nutrienti nei grappoli, aumentando il contenuto zuccherino e polifenolico (antociani e tannini). Una resa eccessiva diluisce i sapori e riduce la struttura del vino. La potatura invernale va calibrata per bilanciare vigore vegetativo e produzione fruttifera, evitando carichi eccessivi che indebolirebbero la pianta e comprometterebbero la qualità dell'uva.
  • Quali sono i principali vini prodotti con uva Sangiovese?
    Il Sangiovese dà vita a numerosi vini prestigiosi. Il Brunello di Montalcino richiede il 100% di Sangiovese (nella versione Grosso) e offre grande longevità. Il Chianti Classico e il Chianti DOCG contengono almeno l'80% di Sangiovese, spesso integrato con Canaiolo, Colorino o piccole percentuali di Cabernet/Merlot. Il Morellino di Scansano ne contiene almeno l'85%, mentre il Sangiovese di Romagna, tipico dell'omonima provincia, può arrivare al 100% e tende a essere più morbido e fruttato grazie al clima e al suolo diversi.
  • Cosa significa 'Sangiovese grosso' e qual è la sua storia?
    Il termine 'Sangiovese grosso' indica una selezione clonale del vitigno, caratterizzata da acini leggermente più grandi e grappoli compatti. Fu il barone Ferruccio Biondi-Santi, a metà Ottocento, a selezionare e impiantare vigneti monovitigno di questa variante a Montalcino, dimostrando che poteva produrre vini di straordinaria eleganza e capacità di invecchiamento, contrariamente alla credenza comune dell'epoca che vedesse il Sangiovese come un vitigno comune. Questo lavoro pionieristico diede origine al leggendario Brunello di Montalcino, elevando lo status del vitigno a livello internazionale.

Scheda Tecnica

FamigliaVitaceae
Tipo di piantaVite da vino (arbusto rampicante)
OrigineColline tra Toscana ed Emilia Romagna
EsposizioneSoleggiata, preferibilmente collinare
TerrenoArgilloso-calcareo, asciutto, ben drenato
IrrigazioneLimitata, necessaria solo in caso di siccità estrema
FiorituraPrimavera inoltrata (maggio-giugno)
AltezzaVariabile (forma di allevamento a cordone speronato o alberello)
ConcimazioneOrganica, bilanciata in azoto/fosforo/potassio
PotaturaInvernale (secca), breve (cordone speronato) o lunga (alberello)
MoltiplicazionePropaggine, innesto su portainnesto ibrido
Malattie e parassitiPeronospora, oidio, black rot, tignola, cocciniglia
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede attenzione all'umidità e ai funghi)