Infiorescenza della vite

Uva

Vite uva

La vite uva è alla base della viticoltura. Il vino, considerato il nettare degli dei, è il dono di questa pianta agli uomini. Essi devono prendersene cura e difenderla dalle avversità e dalle malattie.

di Redazione

04 ottobre 2016

Vitis Vinifera o Vite Europea

La vitis vinifera detta anche vite europea è molto diffusa nel bacino del Mediterraneo. Le prime testimonianze risalgono in tempi lontanissimi. Gli Etruschi e i Romani già conoscevano l'uva Sangiovese. I Greci offrivano il famoso nettare degli ai campioni olimpici dopo la vittoria. La vite uva è formata da un fusto radicato nel terreno, dai tralci, dalle foglie e dai frutti detti acini. Nell'impiantare nuove piante di vite per la produzione dei grappoli, bisogna ricorrere ad un portainnesto americano. Quello europeo, infatti, mal si adatta agli attacchi della fillossera. La fillossera, infatti, è un insetto che causò notevoli danni in Europa sul finire dell'Ottocento. Una quantità enorme di piante vennero distrutte. Il portainnesto americano è risultato essere più resistente. Esso dotato di radici robuste e il fusto viene inciso e innestato con gemme del vitigno prescelto.

Ciclo biologico della vite uva

La vita delle viti è caratterizzata da due cicli: il ciclo vitale e il ciclo annuale. Il ciclo vitale interessa tutto l'arco temporale di sopravvivenza della pianta. Come per gli essere umani, la pianta attraversa un periodo di giovinezza, di maturità e di vecchiaia. Il periodo da 1-3 anni viene detto improduttivo. Dai 4-5 anni la produzione comincerà a crescere di anno in anno. Ad un certo punto la resa delle viti sarà costante fino ai 20-25 anni. Quindi, verso i 40 anni la pianta inizierà ad invecchiare e la produttività si ridurrà sensibilmente. Il ciclo annuale è composto dalle fasi vegetative dette fasi fenologiche. La vite verso marzo comincerà a germogliare. I germogli si allungheranno fino ad agosto. Nel frattempo, su di essi si svolge il ciclo riproduttivo con la comparsa dei fiori che si trasformeranno in uva tramite il processo dell'allegagione. Le piccole bacche verdi, che diventeranno acini che sostituiranno i fiori.

Vini e vitigni, un universo di vino da scoprire

Le varietà di viti sono innumerevoli. Enologicamente è possibile risalire a capire il vitigno tramite i tratti del grappolo e delle foglie. I vitigni possono essere distinti in autoctoni o alloctoni. I primi sono quelli che sono stati impiantati in una determinata regione e solo nel suo territorio hanno trovato le condizioni ideali per esprimersi al meglio. Il nebbiolo, ad esempio, è un vitigno che solo in Piemonte riesce a dare il meglio di sè. Il microclima, il terreno e le condizioni ambientali sono quelle più idonee a produrre uva di ottima qualità. Si è cercato di impiantarlo in altre regioni ma i risultati sono stati deludenti. Lo stesso vale per il Prosecco, il Lambrusco, il Verdicchio e molti altri. I vitigni alloctoni, invece, sono varietà non legate ad un territorio ben preciso. Un esempio potrebbero essere quelli internazionali come Sauvignon, Chardonnay, Merlot, Cabernet e Syrah che riescono a proliferare un pò dappertutto.

Avversità caratteristiche, dannose alla vite

La vite deve essere protetta affinché possa fornire acini sani per un ottimo vino. Purtroppo, le malattie e le avversità cui incorre non sono poche. Limitare questi rischi consente di raggiungere i risultati sperati. Le avversità si distinguono in parassitarie e non parassitarie. Le prime sono dovute all'attacco di virus e insetti che provocano legno riccio, accartocciamento fogliare, arricciamento. I funghi che possono attaccare le viti, invece, sono all'origine di malattie come peronospora e oidio. Molto spesso capita che i grappoli d'uva marciscono a causa della Botrytis. In ultimo, anche vespe, ragnetti e cicaline contribuiscono ad attaccare le viti e i loro frutti. Le avversità non parassitarie, invece, riguardano le condizioni meteorologiche come ad esempio gelate improvvise che bloccano lo sviluppo dei germogli. La siccità, inoltre, non permette agli acini di svilupparsi in maniera adeguata per la trasformazione degli zuccheri.

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Domande frequenti

  • Perché la vite uva richiede un portainnesto americano?
    Il portainnesto americano è fondamentale perché le radici della Vitis vinifera europea sono estremamente sensibili alla fillossera, un insetto parassita che devastò i vigneti europei nell'Ottocento. I portinnesti americani possiedono radici robuste e naturali resistenze contro questo parassita, garantendo la sopravvivenza della pianta mentre il fusto innestato mantiene le caratteristiche varietali desiderate per la produzione di uva.
  • Qual è il ciclo produttivo tipico di una vite?
    La vite attraversa fasi precise: i primi 1-3 anni sono improduttivi, dedicati allo sviluppo radicale e vegetativo. Dalla quarta-quinta anno inizia la produzione, che cresce progressivamente fino a stabilizzarsi tra i 20 e i 25 anni. Dopo i 40 anni, la pianta entra nella fase senile e la produttività diminuisce sensibilmente, sebbene la longevità possa superare i secoli con cure appropriate.
  • Cosa distingue i vitigni autoctoni da quelli alloctoni?
    I vitigni autoctoni sono varietà storicamente legate a specifiche aree geografiche dove il microclima e il suolo permettono loro di esprimere il massimo potenziale qualitativo (es. Nebbiolo in Piemonte). Al contrario, i vitigni alloctoni o internazionali (come Merlot o Chardonnay) sono adattabili a diversi ambienti climatici e territoriali, riuscendo a prosperare e produrre vini di qualità in molte regioni diverse dal luogo di origine.
  • Quali sono le principali minacce fitosanitarie per la vite?
    Le avversità si dividono in parassitarie e non parassitarie. Tra le prime vi sono funghi come peronospora, oidio e botrite (che causa la marcescenza), oltre a insetti come fillossera, vespe e ragnetti. Le avversità abiotiche includono eventi climatici estremi come gelate tardive che bloccano i germogli o siccità prolungate che impediscono la corretta maturazione degli zuccheri negli acini.
  • Come avviene la riproduzione degli acini sulla pianta?
    Il processo inizia con la fioritura primaverile sui nuovi germogli. Segue l'allegagione, fase cruciale in cui i fiori fecondati si trasformano in piccole bacche verdi. Queste bacche crescono e maturano fino ad agosto-settembre, diventando gli acini ricchi di succo. La qualità finale dipende dall'equilibrio tra sviluppo vegetativo e riproduttivo, influenzato da clima, potatura e gestione idrica.

Scheda Tecnica

Vitis vinifera

Nome scientificoVitis vinifera
FamigliaVitaceae
Tipo di piantaVite rampicante
OrigineBacino del Mediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, preferibilmente calcareo o argilloso-siliceo
IrrigazioneModerata, essenziale durante l'allegagione e l'invaiatura
FiorituraPrimavera-Estate (maggio-luglio)
AltezzaPuò superare i 10 metri se non potata
ConcimazioneFertilizzante bilanciato in primavera, potassio in estate
PotaturaInvernale (alla dormienza), estiva (sfoltimento)
MoltiplicazionePer talea o innesto su portinnesti americani
Malattie e parassitiFillossera, peronospora, oidio, botrite, vespe, ragnetti
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede gestione fitosanitaria accurata)

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