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orchidea phalaenopsis ingiallita

Aggiornato il 04 maggio 20182 capitoli5 domande frequenti
phalaenopsis

Domanda : orchidea phaelaenopsis

Salve , sono Rossella.D, lettrice della vostra rubrica sulla cura delle piante. Il mio problema riguarda la mia orchidea phaelaenopsis che , nonostante ho notato crescere in quaesti giorni , e mettere su credo nuovi steli , sta però ingiallendo le ultime foglie sottostanti,praticamente quelle appena sopra le radici , per intenderci. Sto seguendo accuratamente ogni tipo di cura , grazie anche ai vostri consigli , dunque acqua demineralizzata una volta a settimana e tramite spruzzi , sole non diretto e nessuna corrente d aria. Mi chiedo dunque se l ingiallimento delle ultime foglie sia normale o è dovuto a qualcosa che non capisco.Potete darmi altri consigli? Ringrazio. Rossella.D

Risposta : orchidea phaelaenopsis

Gentile Rossella, in genere lo sviluppo delle orchidee phalaenopsis avviene producendo nuove foglie turgide, che pian piano vanno a sostituire quelle sottostanti, più vecchie; in effetti tutte le piante sempreverdi periodicamente perdono le foglie, non prima però di averne prodotte di nuove, che andranno a praticare la fotosintesi clorofilliana al posto di quelle morte. Visto che coltivi la tua pianta nel modo migliore, ritengo che la motivazione sia questa; quindi ritengo anche che la tua pianta possieda già delle belle foglie nuove, turgide e di un bel verde. L’ingiallimento delle foglie non è sempre un sintomo di malessere, certo che se tale ingiallimento priva la pianta totalmente di organi verdi allora c’è da preoccuparsi. Comunque puoi facilmente capire quando l’ingiallimento è dovuto all’”età” delle foglie o ad una malattia. Nel caso di una foglia ormai vecchia e morente, noterai un lento ingiallimento di tutta la pagina fogliare, che diviene sempre più gialla in tutta la sua area, proprio come avviene alle foglie di un albero a foglie caduche; prova ad osservare i ginkgo biloba in autunno, nell’arco di una settimana tutta la pianta diviene color dell’oro, ma nessuno si preoccupa per questo, è il normale ciclo biologico della pianta. Quando invece l’ingiallimento è dovuto ad una malattia, non avviene in modo omogeneo sulle foglie, che spesso diventano maculate prima di ingiallire completamente, oppure oltre a cambiare di colore invece di seccare divengono mollicce e flosce. In questi casi si tratta spesso di marciumi, dovuti ad eccessi di annaffiature, o a acqua stagnante nel sottovaso. La presenza di insetti invece si manifesta spesso con maculature gialle di piccole dimensioni, soprattutto se si tratta di acari, talvolta anche solo in una piccola porzione della foglia; spesso gli insetti si nascondono sulla pagina inferiore del fogliame, o all’attaccatura delle foglie alla pianta, è quindi difficile notarli, se non si cerca nel pungo giusto. Altro motivo per cui le piante divengono gialle è la clorosi, una malattia diciamo metabolica, dovuta al fatto che il terreno in cui sono poste non contiene ferro biodisponibile per la pianta, oppure contiene eccessive quantità di calcare, che fa da antagonista al ferro; questo tipo di disturbo affligge in genere le piante acidofile (azalee, camelie, pieris) ma non è infrequente che attacchi anche piante da appartamento coltivate in vaso, soprattutto quando la terra del contenitore non viene sostituita da anni. L’ingiallimento dovuto alla clorosi è però abbastanza ben riconoscibile: la pianta, nella sua interezza, comincia diremmo a sbiadire; foglie dal colore che di solito è verde scuro, cominciano a divenire verde chiaro, e lentamente divengono gialle, talvolta anche quasi bianche. Un altro motivo per cui le foglie ingialliscono, è la carenza di annaffiature, che però si accompagna al disseccamento del terreno, delle radici, dell'intera pianta.

Domande frequenti

  • È normale che la mia Phalaenopsis ingialliscano le foglie basse?
    Sì, è un processo fisiologico naturale. Le orchidee Phalaenopsis sono piante sempreverdi che rinnovano il fogliame periodicamente. Man mano che producono nuove foglie apicali sane e turgide, le foglie basali più vecchie ingialliscono lentamente per poi seccarsi e cadere. Questo è il metodo della pianta per sostituire gli organi fotosintetici obsoleti. Se la pianta ha nuove foglie verdi e robuste, l'ingiallimento delle foglie inferiori va considerato normale e non indica malessere.
  • Come distinguere l'ingiallimento normale da quello causato da malattie?
    La distinzione chiave risiede nell'uniformità e nella consistenza della foglia. Nell'ingiallimento legato all'età, la foglia diventa uniformemente gialla in tutta la sua superficie prima di asciugarsi, simile a quanto accade alle foglie autunnali degli alberi decidui. Al contrario, se l'ingiallimento è dovuto a patologie come funghi o batteri, la foglia presenterà macchie irregolari, aree mollicce, acquose o flosce prima di ingiallire. Inoltre, le foglie malate potrebbero non seccarsi ma decomporsi, mentre quelle vecchie si riducono semplicemente a fibre secche.
  • Quali parassiti possono causare macchie gialle sulle foglie?
    I principali responsabili sono gli acari (ragnetto rosso) e alcuni tipi di cocciniglia. Questi parassiti si nutrono della linfa vegetale creando piccole maculature gialle puntiformi, spesso visibili inizialmente solo su una porzione limitata della foglia. È fondamentale ispezionare attentemente la pagina inferiore delle foglie e l'attaccatura delle foglie al fusto, poiché questi insetti tendono a nascondersi in queste zone protette. Se noti piccoli movimenti o ragnatele sottili, la presenza di parassiti è confermata e richiede un trattamento specifico.
  • Cos'è la clorosi e come si riconosce nelle orchidee?
    La clorosi è una condizione metabolica causata dall'incapacità della pianta di assorbire il ferro, spesso a causa di un substrato troppo calcareo o impoverito. Si riconosce perché l'intero apparato fogliare perde intensità cromatica: le foglie passano da un verde scuro sano a un verde pallido, fino a diventare gialle o quasi bianche in modo uniforme su tutta la pianta. A differenza del marciume, le foglie rimangono generalmente sode ma scolorite. Questo disturbo è tipico delle piante acidofile ma può colpire le orchidee se il substrato non viene rinnovato da anni.
  • Cosa fare se l'ingiallimento è accompagnato da foglie mollicce?
    Foglie mollicce e ingiallite indicano quasi certamente un marciume radicale o del colletto, causato da eccessiva irrigazione o ristagno idrico. In questo caso, la pianta soffre per mancanza di ossigeno alle radici. Bisogna intervenire immediatamente: rimuovi la pianta dal vaso, elimina le radici nere e mollicce con strumenti disinfettati e trapianta in un nuovo substrato fresco e drenante. Riduci drasticamente le annaffiature future e assicurati che il vaso abbia fori di drenaggio efficaci per evitare che l'acqua ristagni.

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