Fiore d'orchidea cattleya

Orchidee

Orchidea cattleya

Dalle regioni tropicali all'Inghilterra, l'orchidea per eccellenza, simbolo di perfezione ed eleganza: è l'orchidea cattleya, che ha attraversato l'oceano per arrivare fino a queste latitudini e imparare a vivere da sola (in natura è una pianta epifita, che cresce sugli alberi ma senza danneggiarli).

di Redazione

11 maggio 2016

L'orchidea cattleya: generalità

L'orchidea cattleya può essere monofoliata o bifoliata, a seconda del numero di foglie presenti sulla pianta; quelle del primo gruppo possiedono fusti più alti (fino a 1 m) e producono fiori di dimensioni maggiori, molto appariscenti. L'orchidea cattleya bifoliata, invece, è caratterizzata da fiori più piccoli e delicati. Tutte sono dotate di foglie nastriformi, arcuate, cuoiose e di colore verde acceso; le radici sono rizomatose e da esse parte uno pseudobulbo eretto, a cui sono attaccate le foglie. La struttura dell'orchidea cattleya fa sì che dal suo stelo si possano distinguere le generazioni della pianta; andando indietro orizzontalmente, infatti, si potranno vedere uno stelo in fiore preceduto da uno senza fiori, in quanto più vecchio e, dunque, già sfiorito.

L'orchidea cattleya: coltivazione

Contrariamente a ciò che molti pensano, che le orchidee siano delicate e difficili da coltivare, l'orchidea cattleya è una pianta rustica, che richiede poche cure e che può essere affidata anche a mani poco esperte.Relativamente al terreno, essendo una pianta epifita questa orchidea richiede un substrato drenante, capace di trattenere l'umidità e di consentire alle radici la giusta aerazione: corteccia, torba, argilla espansa, o pezzetti di legno. L'orchidea cattleya necessita di una posizione luminosa e di temperature costanti, intorno ai 20/25°C, senza particolari sbalzi notte/giorno. Le innaffiature devono essere regolari ma ridotte, prestando attenzione a evitare i ristagni d'acqua; l'ideale sono vaporizzazioni frequenti dei fusti e del substrato.

L'orchidea cattleya: concimazione

L'orchidea cattleya necessita di essere concimata costantemente, ogni 20 giorni circa, con un composto di azoto, fosforo e potassio, da somministrare in concentrazioni diverse a seconda del periodo: per favorire la ripresa vegetativa, aumentare la quantità di azoto; durante la fioritura, diminuire l'azoto e aumentare la concentrazione di potassio; negli altri periodi, somministrare un composto delle sostanze in parti uguali.Il concime dovrà essere diluito nell'acqua d'irrigazione, avendo l'accortezza di bagnare prima il substrato dell'orchidea cattleya con sola acqua, in modo da evitare concentrazioni di sali che danneggerebbero le radici. Inoltre, ogni 4/5 concimazioni effettuare qualche innaffiatura con sola acqua, per diluire i sali concentrati nel substrato.

L'orchidea cattleya: rinvasatura

L'orchidea cattleya deve essere rinvasata o quando il substrato si è deteriorato o se il vaso è diventato troppo piccolo. Il periodo migliore per compiere questa operazione è quello della ripresa vegetativa, quando la pianta mette nuove radici. Come già detto, sarà necessario prestare particolare cura nella scelta del substrato. Se, al momento della svasatura, le radici dovessero risultare attaccate al contenitore, immergere il vaso in acqua appena tiepida per 30 minuti. Il rizoma andrà sistemato orizzontalmente, all'altezza del bordo del vaso, lasciando un po' di spazio fra il bordo stesso e le radici.Dopo la rinvasatura, attendere 2/3 settimane prima di annaffiare l'orchidea cattleya, per lasciare che le radici si abituino al nuovo contenitore.

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Domande frequenti

  • Come capire se la mia Cattleya è monofoliata o bifoliata?
    La distinzione principale risiede nel numero di foglie presenti sullo pseudobulbo e nelle dimensioni dei fiori. Le varietà monofoliate presentano generalmente un solo foglio per bulbo, fusti più alti (fino a 1 metro) e fiori di grandi dimensioni, molto appariscenti. Al contrario, le specie bifoliate hanno due foglie per pseudobulbo, producendo fiori più piccoli e delicati. Entrambe le tipologie condividono foglie nastriformi, arcuate, cuoiose e di colore verde acceso, ma la struttura morfologica aiuta a identificare rapidamente il gruppo di appartenenza.
  • Quale substrato è ideale per coltivare la Cattleya?
    Essendo una pianta epifita, la Cattleya non cresce nel suolo tradizionale ma sugli alberi. Pertanto, richiede un substrato altamente drenante che trattienga umidità garantendo al contempo una buona aerazione radicale. I componenti ideali includono pezzi di corteccia, torba, argilla espansa o frammenti di legno. È fondamentale evitare terriccio compatto che causerebbe asfissia alle radici. La struttura porosa del mix permette all'aria di circolare liberamente attorno alle radici, simulando le condizioni naturali di crescita della pianta.
  • Come si effettua correttamente la concimazione?
    La concimazione va effettuata ogni 20 giorni circa utilizzando fertilizzanti contenenti azoto, fosforo e potassio. Le proporzioni variano in base alla fase: aumenta l'azoto per la ripresa vegetativa, riduci l'azoto e aumenta il potassio durante la fioritura, usa dosi equilibrate negli altri periodi. Diluisci sempre il concime nell'acqua d'irrigazione. Prima di applicare il fertilizzante, bagna il substrato con sola acqua per prevenire danni da accumulo di sali. Ogni 4-5 concimazioni, effettua un'annaffiatura con sola acqua per lavare via i residui salini accumulati.
  • Quando e come si deve rinvasare la Cattleya?
    Il rinvaso è necessario quando il substrato si deteriora o il vaso diventa troppo piccolo. Il momento ottimale è la ripresa vegetativa, quando la pianta emette nuove radici. Posiziona il rizoma orizzontalmente, allineato al bordo del vaso, lasciando spazio per lo sviluppo. Se le radici sono aderenti al vaso, immergilo in acqua tiepida per 30 minuti per facilitare la rimozione. Dopo aver rinvasato, evita di annaffiare per 2-3 settimane, permettendo alle radici ferite di cicatrizzare e adattarsi al nuovo ambiente prima di riprendere l'irrigazione.
  • Quali sono le cure idriche principali per la Cattleya?
    Le innaffiature devono essere regolari ma modeste, evitando assolutamente i ristagni idrici che possono marcire le radici. La tecnica migliore prevede vaporizzazioni frequenti sui fusti e sul substrato, mantenendo un'umidità ambientale adeguata senza saturare la zona radicale. Assicurati che il substrato abbia un drenaggio eccellente. Controlla regolarmente l'umidità del mezzo: annaffia solo quando i primi strati tendono ad asciugare, ma non aspettare che la pianta soffra la siccità, poiché le radici delle orchidee epifite sono sensibili sia allo stress idrico che all'eccesso.

Scheda Tecnica

FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaEpifita, rizomatosa, con pseudobulbi eretti
OrigineRegioni tropicali americane
EsposizioneLuminosa, temperatura costante 20-25°C
TerrenoSubstrato drenante (corteccia, torba, argilla espansa)
IrrigazioneRegolare ma ridotta, preferire vaporizzazioni frequenti
FiorituraPrimavera/Estate (dipende dalla varietà e ciclo)
AltezzaFino a 1 m (varietà monofoliate)
ConcimazioneOgni 20 giorni, bilanciata o specifica per fase
PotaturaAsportare gli steli sfioriti
MoltiplicazioneDivisione dei cespi/rizomi
Malattie e parassitiRistagni idrici, eccesso di sali nel substrato
Difficoltà di coltivazioneBassa/Rustica, adatta anche a principianti