Piante grasse · Piante Grasse

Coltivazione piante grasse

Aggiornato il 28 gennaio 20134 capitoli4 domande frequenti
piante grasse

Le piante grasse più comuni

Le piante grasse, diffuse in tutto il mondo, sono caratterizzate da un più o meno elevato spessore e carnosità di fusti e foglie. Indipendentemente dall'aspetto estetico, la struttura interna di questo tipo di piante è progettata per trattenere l'acqua. Le varietà sono moltissime, e tra le più coltivate e comuni si trovano il cactus, l'agave e l'aloe. Il cactus, che probabilmente è la pianta grassa più conosciuta, appartiene alla famiglia delle succulente. Essa si adatta benissimo a tutti i climi, sia a quelli più secchi che a quelli maggiormente caldi. I cactus sono disponibili in una vasta serie di forme e dimensioni, da quelle che si sviluppano verticalmente in maniera anche importante, fino alle varietà nane. La pianta ha un fusto centrale da cui si sviluppano punte radianti e fiori, che si aprono di notte per evitare l'appassimento dovuto al caldo. L'agave è conosciuta per la leggenda della sua fioritura centenaria. In realtà, se si fa sì che vengano assicurate giuste cure, essa può fiorire anche ogni quindici o venti anni. Molto diffusa in Italia, l'agave è disponibile in un grande numero di varietà tra cui quella blu, che viene utilizzata per la realizzazione della Tequila. L'aloe, infine, originaria dell'Africa, si è diffusa così esponenzialmente da trovarsi nelle case di tutto il mondo, anche per le benefiche proprietà medicinali disinfettanti e disinfiammanti. La pianta si presenta con foglie spesse a punta, che si irradiano dal fusto verso le parti esterne. Qualsiasi sia la specie in questione, è essenziale apportare le cure più idonee alle piante grasse, così che vivano bene e a lungo in ogni tipo di ambientazione domestica e giardino.

Come si piantano le succulente

Dopo aver scelto il contenitore o l'area del giardino, si deve preparare il terreno, mescolando una parte di terra e una di sabbia, in uguale quantità. Si dovrà quindi scavare una buca non molto profonda, pari a circa un quarto dell'altezza complessiva della pianta. Dopo averla inserita nella buca, si ricoprirà di terra, schiacciandola bene soprattutto nella zona adiacente l'apparato radicale. Infine, si completerà l'operazione di piantagione bagnando leggermente il terreno, per farla attecchire al meglio.

Come si coltivano le piante grasse

Qualsiasi sia la tipologia delle piante grasse che si intendono coltivare, è importante sapere che tutte hanno diverse caratteristiche in comune. Esse sono originarie di zone con climi aridi, motivo per cui cui hanno sviluppato strutture idonee atte a trattenere l'umidità. Tutte le piante grasse sono progettate in modo che la struttura principale sia ottimale anche per la fotosintesi, che serve a trasformare la luce solare in preziose sostanze nutritive. Generalmente, le piante grasse sono piuttosto semplici da coltivare. Si deve garantire però che ricevano la giusta quantità di luce e di calore solare. Il terreno deve essere poco drenato e a prevalenza sabbiosa, sia che la pianta sia in vaso o in piena terra. Se la pianta grassa si deve sistemare in un giardino di tipo paesaggistico, si dovrà optare per una zona ben esposta alla luce diretta del sole. Se invece si vogliono posizionare in casa, la scelta migliore è metterle vicino a finestre o porte-finestre, evitando quelle troppo esposte al sole perchè il vetro, potenziando l'azione dei raggi solari, potrebbe danneggiare la loro struttura. Queste piante hanno inoltre bisogno di una sufficiente ventilazione. Si possono ad esempio posizionare delle succulente in bagno, dove è presente un'umidità elevata, e comunque in stanze dove le finestre sono spesso lasciate aperte. Per un giardino esterno invece, andranno piantate in aree non soffocate da altri elementi vegetali, in modo da potersi sviluppare in piena libertà. I l terreno deve presentarsi sabbioso e poroso, e si eviterà pertanto l'aggiunta di humus o fertilizzante organico. Se piantate in vaso, è meglio scegliere un contenitore di terracotta, in quanto asciuga meglio il terriccio. Se piantate invece direttamente nel terreno, si dovrà avere l'accortezza di lasciarlo asciugare completamente tra una innaffiatura e quella successiva. Si deve però prestare attenzione all'aspetto delle foglie: se queste diventano pallide o accartocciate, significa che al contrario, l'acqua erogata non è stata sufficiente, e si procederà quindi di conseguenza, aumentando il numero di innaffiature.

La potatura e la propagazione

Le piante grasse, anche se sono facili da mantenere, hanno bisogno di cure appropriate, tra cui l'operazione della potatura. Per procedere, afferra con delicatezza la parte superiore del gambo con una mano, e con l'altra taglia le sezioni secche o rovinate, tenendoti il più vicino possibile alla linea della terra, con un movimento deciso. Si dovrà fare attenzione a mantenere la forma originaria della pianta, senza stravolgerla. La potatura va eseguita una volta l'anno, preferibilmente all'inizio della stagione invernale. Le piante grasse si propagano per impollinazione incrociata e per talee, tuttavia il metodo più idoneo è il secondo. A fine inverno, si devono tagliare due o tre rametti dalla pianta e quindi immergere in bacinella di acqua, fino a quando non saranno spuntate le radici. A questo punto, si provvederà a trapiantare le talee in un vaso di terracotta riempito con terra e sabbia per tutta la stagione fredda. All'inizio della primavera, quindi, si sposteranno tali piantine nella sede definitiva, così che possano crescere in tutta la loro bellezza.

Domande frequenti

  • Come devo preparare il terreno per piantare le succulente?
    Il substrato ideale per le piante grasse deve essere estremamente drenante e povero di nutrienti organici. Prepara una miscela composta da una parte di terra e una di sabbia in uguali quantità. È fondamentale evitare l'aggiunta di humus o fertilizzanti organici, poiché questi trattengono troppa umidità e possono causare il marciume radicale. Se utilizzi vasi, prediligi quelli in terracotta, materiali che permettono al terriccio di asciugare più rapidamente rispetto alla plastica.
  • Quanto spesso devo annaffiare le piante grasse?
    La regola d'oro è la moderazione: il terreno deve asciugarsi completamente tra un'annaffiatura e l'altra. Non seguire un calendario fisso, ma osserva lo stato della pianta. Se le foglie appaiono pallide, accartocciate o raggrinzite, significa che la pianta soffre la siccità e necessita di acqua. Al contrario, se le foglie sono gonfie o traslucide, stai eccedendo con l'irrigazione. In inverno, riduci drasticamente le somministrazioni, mentre in estate mantieni un ritmo regolare ma mai eccessivo.
  • Posso tenere le piante grasse in casa vicino alle finestre?
    Sì, le piante grasse possono vivere in interni, ma richiedono molta luce. Posizionale vicino a finestre o porte-finestre per garantire l'esposizione solare necessaria alla fotosintesi. Tuttavia, fai attenzione: il vetro può agire come lente, concentrando i raggi solari e bruciando le foglie sensibili. Evita posizioni dove il sole diretto rimane intenso per ore senza filtrazione. Assicurati inoltre che ci sia una buona ventilazione nell'ambiente, aprendo spesso le finestre per ricambiare l'aria.
  • Quando e come si fanno le talee di piante grasse?
    Il periodo migliore per prelevare le talee è la fine dell'inverno. Taglia delicatamente due o tre rameti sani dalla pianta madre. Immergi immediatamente le base delle talee in una bacinella d'acqua e attendi che spuntino le nuove radici. Una volta radicate, trapianta le giovani piante in vasi di terracotta riempiti con la miscela di terra e sabbia. Tienile al riparo durante la stagione fredda e, solo all'inizio della primavera, spostale nella loro sede definitiva per favorire la crescita.

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