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Aggiornato il 18 febbraio 20164 capitoli5 domande frequenti
Scilla

La Scilla

Al genere Scilla appartengono alcune specie di piante bulbose, originarie dell'Europa, della zona Mediterranea, dell'Asia, del Medioriente e dell'Africa meridionale. Si tratta in genere di piante di dimensioni contenute, che non superano i 20-30 cm di altezza, con fogliame di dimensioni varie, e fiori di colore bianco o blu, che sbocciano singoli o in infiorescenze di diversa entità, a seconda della specie. In vivaio si trovano generalmente le specie Europee, che sono abbastanza diffuse anche in coltivazione. si tratta di bulbose di facile coltivazione, molte specie possono venire tranquillamente utilizzare per l'inselvatichimento, e tendono a produrre ogni anno macchie sempre più ampie di foglie e fiori. Esistono anche specie mediterranee che poco amano il freddo, coltiviamole cercando di prestare loro qualche cura in più.

Le specie rustiche

Molte sono le specie rustiche diffuse in vivaio, quali Scilla siberica (di origine asiatica), la S. bifolia (a fiore singolo), S. litardierei (di origine balcanica). Si tratta di bulbose di dimensioni abbastanza contenute, che amano le zone soleggiate nei periodi con clima fresco, preferiscono la mezz'ombra in estate, o comunque quando il clima è molto caldo ed asciutto. Si pongono a dimora in un buon terreno ricco e fresco, alla profondità di circa due volte il diametro del bulbo. Queste specie non producono infiorescenze di grandi dimensioni, è quindi consigliabile posizionare i bulbi in macchie, in modo da ottenere una fioritura più ricca. Si tratta di piante rustiche, che non temono il freddo invernale; può capitare che vengano rovinate da estati eccessivamente asciutte, quindi è bene avere l'accortezza di porle a dimora ai piedi di arbusti o di piante da fiore più alte, che possano garantire un po' di ombra nelle giornate molto calde ed afose. Esistono anche cultivar ed ibridi, con fiori molto grandi, infiorescenze con moltissimi fiori, o colori particolari, come l'azzurro ceruleo.

Le specie non rustiche

Esistono alcune specie di questo genere che temono il gelo; la più comunemente diffusa è Scilla peruviana; nonostante il nome, questa bulbosa semisempreverde è originaria dell'Africa. Ama posizioni soleggiate, una buona umidità primaverile; sopporta bene la siccità, ma è consigliabile annaffiare in caso di piogge scarse durante la fioritura, per favorire il rigoglio della pianta. I bulbi sono di dimensioni abbastanza grandi, e vengono in genere posti a dimora singolarmente, non troppo in profondità, ma nemmeno troppo vicino alla superficie, per evitare che il freddo li rovini. Producono grandi foglie dall'aspetto carnoso, ed enormi infiorescenze a cono rovesciato, che possono contare centinaia di piccoli fiori, che sbocciano in successione a partire dalla base dell'infiorescenza. Questa varietà è diffusa nel colore blu intenso ed anche bianca, con i fiori screziati di verde.

Coltivazione scilla peruviana

Nonostante l'aspetto esotico si tratta di una bulbosa di facile coltivazione, che però non sopporta il gelo, soprattutto se intenso o molto prolungato. Se viviamo in una zona con inverni molto freddi è quindi bene porre a dimora il nostro bulbo di scilla in un vaso di buone dimensioni, in modo da poterla esporre all'aperto in primavera ed estate, e ricoverarla in serra fredda in inverno. Non disponendo di serra fredda possiamo anche semplicemente trovare un angolino su un terrazzo ben esposto al sole, vicino alle pareti della casa, in modo che la pianta non sia esposta completamente al vento ed alle intemperie.

Domande frequenti

  • Come devo piantare i bulbi di Scilla per garantirne la crescita?
    Pianta i bulbi in un terreno ricco e fresco, assicurandoti che sia ben drenato per evitare marciumi. La profondità ideale è pari a circa due volte il diametro del bulbo. Posiziona i bulbi in gruppi o macchie piuttosto che isolatamente: questo favorisce una fioritura più ricca e spettacolare. Per le specie rustiche, scegli una posizione soleggiata d'inverno e primavera, mentre in estate, quando il clima diventa caldo e secco, gradiscono un po' di ombra, ad esempio sotto arbusti più alti.
  • La Scilla peruviana resiste al gelo invernale?
    No, la Scilla peruviana teme il gelo e non è rustica. Se vivi in una zona con inverni freddi, è fondamentale proteggerla. Il metodo migliore è coltivare il bulbo in un vaso di buone dimensioni: esponilo all'aperto in primavera ed estate, ma riparalo in serra fredda o in un luogo protetto dal vento durante l'inverno. In alternativa, posizionalo su un terrazzo soleggiato e riparato dalle intemperie, vicino a muri che mitigano il freddo.
  • Quante volte va innaffiata la Scilla peruviana?
    La Scilla peruviana ama l'umidità primaverile ma sopporta bene la siccità una volta stabilita. Tuttavia, per favorire il rigoglio della pianta e una fioritura ottimale, è consigliabile annaffiare regolarmente se le piogge sono scarse proprio durante il periodo di fioritura. Evita i ristagni idrici, specialmente in inverno se la pianta è in vaso e meno attiva. Un terreno costantemente umido ma mai zuppo è l'ideale per questa specie semisempreverde.
  • Quali sono le differenze principali tra Scilla rustica e quella non rustica?
    Le Scille rustiche (come S. siberica o S. bifolia) provengono spesso da Europa e Asia, resistono al freddo invernale e fioriscono a fine inverno/inizio primavera. Preferiscono il sole fresco e l'ombra estiva. La Scilla peruviana, invece, è originaria dell'Africa, è semisempreverde, teme il gelo e richiede protezione invernale. Produce foglie carnose e enormi infiorescenze a cono rovesciato con centinaia di fiori, a differenza delle piccole infiorescenze delle specie rustiche.
  • Posso usare la Scilla per inselvatichire il prato?
    Sì, molte specie rustiche di Scilla sono eccellenti per l'inselvatichimento. Sono piante di facile coltivazione che tendono a moltiplicarsi naturalmente, producendo ogni anno macchie sempre più ampie di foglie e fiori. Piantale in aree erbose dove il taglio dell'erba avverrà dopo che la pianta ha esaurito il suo ciclo vegetativo, permettendo così ai bulbi di accumulare energie per la fioritura successiva e alla naturale propagazione della specie.

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