Pianta carrubo terreno

Alberi

Carrubo

Un folto albero, dalla fluente chioma, poco diffuso ma estremamente gradevole: si sta parlando del carrubo.

di Redazione

23 gennaio 2017

Necessità idriche

Il carrubo è una pianta naturalmente diffusa nelle zone calde del Mediterraneo, in quanto predilige dei climi soleggiati, caratterizzati da inverni miti. È un arbusto che appartiene alla famiglia delle Fabacee, ed è sempre più raro trovare piante di carrubo, in quanto la sua coltivazione sta progressivamente diminuendo. Il carrubo non necessita di particolari attenzioni dal punto di vista dell'irrigazione, in quanto riesce brillantemente a sopportare anche momenti prolungati di siccità. Basta considerare il fatto che sono sufficienti poche precipitazioni nel corso dell'anno solare per garantire la sopravvivenza della pianta del carrubo, ad eccezione dei giovani arbusti, che nei primi 5 anni di vita hanno bisogno di annaffiature più regolari e sistematiche, soprattutto durante la stagione estiva.

Come coltivare

Esistono molte tipologie di piante del carrubo, di cui alcune specie sono diffuse principalmente sul suolo italiano. Il carrubo si rivela come un arbusto estremamente versatile dal punto di vista del terreno di coltura, in quanto può cresce ottimamente in tante tipologie diverse di terreno, non necessitando di indicazioni specifiche al riguardo. Infatti può tollerare anche piccoli livelli di sodio, adeguandosi a vivere anche in vicinanza di terreni sabbiosi prossimi alle distese marine. In caso di coltivazioni della pianta del carrubo allo scopo di raccolta dei suoi frutti, è consigliabile procedere ad un'estirpazione del manto erboso in vicinanza della pianta, lasciando l'erba tagliata in decomposizione, fornendo in questo modo del concime organico di particolare valore nutritivo per il carrubo.

La concimazione

È buona norma procedere ad una concimazione preventiva del terreno di coltivazione del carrubo, da effettuarsi con la dispersione omogenea di un quantitativo di 300 kg di concime organico stagionato in una superficie di 1000 mq. Dopo questo trattamento iniziale, il carrubo si conferma essere una pianta con cure ridotte al minimo dal punto di vista della concimazione, sarà sufficiente una distribuzione di letame di 50 kg per pianta da ripetersi ogni 3 anni, assicurandosi di movimentare superficialmente il terreno in prossimità del tronco del carrubo. In luogo della concimazione con materiale organico, è possibile un'aggiunta di concime azotato, combinato con del concime potassico, da somministrare all'arbusto del carrubo all'inizio della stagione autunnale, immediatamente dopo la raccolta dei gustosi frutti, denominati carrube.

Nemici della pianta

La pianta del carrubo è particolarmente esposta ad attacchi plurimi, sia da parte di malattie di provenienza fungina, sia da parte di particolari tipologie di insetti. Per quello che riguarda le patologie collegate a problemi di origine fungina, i principali pericoli alla pianta del carrubo derivano dal Laetiporus sulphureus, un fungo comunemente chiamato Gallina dei boschi, oppure dall'Armillaria mellea, conosciuta anche come marciume radicale. Dal punto di vista dei parassiti, uno dei più temuti nemici del carrubo è il Rodilegno giallo, caratteristico lepidottero dalle larve di colore giallo, mentre la farfalla adulta è bianca con puntinature blu e nere. Altro insetto temuto dal carrubo è la Piralide del Noce, farfalle di ridotte dimensioni, dal mimetico colore marrone. Alla comparsa dei primi sintomi da parte di qualsiasi tipologia di attacco alle piante di carrubo, si consiglia uno specifico trattamento antiparassitario.

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Domande frequenti

  • Quante volte bisogna innaffiare un carrubo?
    Il carrubo è una pianta molto resistente alla siccità e richiede irrigazioni minime. Una volta stabilita, sopravvive con le sole precipitazioni naturali, poiché ama i climi caldi e soleggiati. L'unica eccezione riguarda i giovani arbusti: nei primi cinque anni di vita necessitano di annaffiature regolari e sistematiche, specialmente d'estate, per favorire un corretto attecchimento. Per gli esemplari adulti, invece, basta evitare ristagni idrici e intervenire solo in caso di prolungate ondate di calore estremo.
  • Come si concima correttamente il carrubo?
    La concimazione deve avvenire in due fasi. Inizialmente, prima della messa a dimora, si spargono circa 300 kg di concime organico stagionato ogni 1000 mq. Successivamente, la cura si riduce al minimo: è sufficiente distribuire 50 kg di letame per pianta ogni tre anni, lavorando superficialmente il terreno vicino al tronco. In alternativa, si può usare un concime chimico azoto-potassico da somministrare in autunno, subito dopo la raccolta dei frutti, per preparare la pianta alla stagione successiva.
  • Quali sono i principali nemici del carrubo?
    Il carrubo teme sia funghi patogeni sia insetti parassiti. Tra le malattie fungine, i pericoli maggiori arrivano dal *Laetiporus sulphureus* (Gallina dei boschi) e dall'*Armillaria mellea*, che causa il marciume radicale. Tra gli insetti, il più temuto è il Rodilegno giallo, le cui larve scavano gallerie nel legno, riconoscibile dalla farfalla adulta bianca con puntini blu e neri. Meno comune ma presente è la Piralide del Noce, una piccola farfalla mimetica marrone. All'apparire dei primi sintomi, è necessario intervenire con specifici trattamenti fitosanitari.
  • In che tipo di terreno cresce meglio il carrubo?
    Il carrubo è estremamente versatile e si adatta a numerose tipologie di suolo, richiedendo poche indicazioni specifiche. Cresce ottimamente anche in terreni poveri e sabbiosi, dimostrando una notevole tolleranza ai livelli di sodio. Questa caratteristica lo rende ideale per la coltivazione vicino alle coste marine, dove il suolo tende ad essere salastro. Non ha esigenze di acidità o struttura del terreno particolarmente rigide, purché il drenaggio sia efficace per evitare ristagni.
  • Si può coltivare il carrubo in Italia?
    Sì, il carrubo è nativo delle zone calde del Mediterraneo ed è diffuso anche sul suolo italiano, sebbene la sua presenza stia progressivamente diminuendo nella coltivazione intensiva. Predilige climi soleggiati con inverni miti, tipici delle aree costiere meridionali e insulari. Nonostante sia meno comune rispetto al passato, rimane una scelta valida per giardini resilienti e a bassa manutenzione, capace di adattarsi bene anche a condizioni ambientali difficili grazie alla sua natura rustica.

Scheda Tecnica

FamigliaFabacee
Tipo di piantaAlbero/Arbusto sempreverde
OrigineMediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoVariabile, tollera sabbioso e salino
IrrigazioneScarsa, resistente alla siccità (eccetto giovani piante)
ConcimazioneOrganica ogni 3 anni o NPK in autunno post-raccolta
Malattie e parassitiFunghi (Gallina dei boschi, Armillaria), insetti (Rodilegno giallo, Piralide del noce)
Difficoltà di coltivazioneFacile

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