Semi di coriandolo

La pianta del coriandolo

La pianta del Coriandolo ha come nome scientifico Coriandrum sativum. I termini coriandolo e cilantro sono usati spesso come sinonimo e fanno riferimento a una pianta di tipo annuale che alla nascita ha un portamento eretto, come il prezzemolo, e che successivamente raggiunge anche i 60 o 70 centimetri di altezza nel momento in cui inizia ad andare in fiore. La parola deriva dal latino Coriandrum che trova le sue radici nel termine greco corys, ossia cimice con il suffisso –ander che significa somigliante. Infatti ha uno sgradevole odore, come le cimici, fino alla maturazione dei suoi frutti ed è detto erba cimicina. In cucina è associato spesso ai piatti di tradizione asiatica o messicana, ma ha origine nel Mediterraneo: infatti è citato anche nella Bibbia e compare in diverse ricette, come ingrediente, nella Roma antica. Della pianta di coriandolo si usano le foglie fresche e i suoi semi essiccati e poi ridotti a una polvere dal sapore pungente. I semi sono ottimi anche come ingredienti per miscele con cui fare tisane.
La pianta del coriandolo

CORIANDOLO

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Coltivazione

Foglie di coriandolo La coltivazione della pianta non è difficile: si può seminare in qualsiasi periodo per raccogliere le foglie, oppure durante la primavera per riuscire a ottenere i semi. Preferisce un’esposizione soleggiata e un suolo non umido. Occorre seminare con temperature oltre i 15° o 20°, a una profondità di 1,5 o 2 centimetri, in un luogo protetto, su file a 50 centimetri tra loro, poiché la pianta adulta avrà 20 centimetri di diametro. La pianta germina dopo 7 o 10 giorni e ogni seme di forma sferica è formato da due semi: quindi da esso crescono due germogli. Quando la pianta è cresciuta si possono raccogliere le sue foglie. Si possono essiccare o surgelare, ma è preferibile usarle fresche. Nella tarda estate la pianta crescerà, creerà infiorescenze a ombrello e le foglie cambieranno forma e non si raccoglieranno più. Quando le foglie tendono al giallo allora è il momento giusto per raccogliere i suoi semi: bisogna estirpare la pianta ed essiccarla in mazzetti per qualche giorno. Poi batterla per ottenere i semi. Quelli più grandi si possono seminare l’anno successivo. La pianta può influenzare quelle vicine: il finocchio soffre mentre l'anice ne ricava vigore.

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L’uso del coriandolo in cucina

coriandolo in cucina Il coriandolo ha un aroma delicato e si può aggiungere a molte preparazioni senza che copra il loro gusto. La spezia si usa soprattutto per insaporire minestre e zuppe, ma anche i legumi, la carne, il pesce e le verdure, in modo particolare i crauti e i cavoli. I semi di coriandolo interi vengono usati anche per preparare salamoie e sottaceti. Invece se sono macinati sono adatti a insaporire la carne, il pesce e gli insaccati. Il coriandolo si usa anche per miscelare le spezie e si trova tra quegli ingredienti del curry e anche del garam masala, la nota miscela indiana di spezie. Il coriandolo si può accostare anche al timo e al pepe per un tocco di tipo esotico al riso lesso. Si abbina anche alla noce moscata per dare più sapore alle patate o al purè. Nelle ricette di cucina internazionale è molto apprezzato e viene usato per preparare insaccati (scambiato spesso per pepe) e per aromatizzare digestivi e liquori. In Oriente si usano più le foglie, che hanno odore molto forte, per aromatizzare le zuppe e le insalate.