Adulti di metcalfa

Domande e Risposte Orto e Frutta

controllo metcalfa

La metcalfa è un insetto molto diffuso in Europa, originario dell'America settentrionale e centrale; contro di esso si utilizza soprattutto la lotta biologica

di Redazione

09 gennaio 2014

Domanda : controllo metcalfa

Ogni anno le piante di olivo di vite vengono infestate di metcalfa e vorrei sapere come controllare questo odioso parassita con prodotti naturali e biologici. Grazie

Risposta : controllo metcalfa

Gentile Donatella, la metcalfa è un parassita giunto in Italia dal continente americano; trattandosi di un insetto, in un certo modo immigrato, la metcalfa non trova in Europa alcun antagonista naturale, a parte forse alcuni uccelli che sembra si cibino degli esemplari adulti. La presenza della metcalfa in Europa è cominciata proprio in Italia, dove l’insetto è molto diffuso, sia sulle coltivazioni, sia sulle piante ornamentali. Anche se buona parte degli insetti viene uccisa dai trattamenti praticati per contenere il numero di altri insetti presenti nel vigneto e nel frutteto, la metcalfa presenta una particolare schiusa delle uova, che avviene in modo scalare per molte settimane, cosa che rende più difficile contenere il numero degli adulti presenti sulle piante; oltre a questo, le forme giovanili sono ricoperte da un sostanza cerosa, simile a quella che riveste le cocciniglie, cosa che le rende impermeabili a molti prodotti utilizzati in agricoltura. Il danno causato dalle metcalfe è spesso di poco conto, causato dal loro apparto succhiatore, che preleva linfa del fogliame; questi insetti digeriscono le proteine contenute nella linfa, ed espellono gli zuccheri, non digeriti (un po’ come avviene per altri insetti, come afidi e cocciniglia); spesso il danno maggiore è causato da funghi di vario tipo che si insediano su questi residui zuccherini, detti melata. Oltre ai funghi, la melata attira anche le api, che producono un ottimo miele con gli zuccheri della melata; quindi oltre alla difficoltà di uccidere le metcalfe ricoperte di cera, c’è anche il problema di rispettare le api, che in gran numero vengono attirate dalla melata. Oltre a questi problemi, le metcalfe all’arrivo del freddo si insediano negli anfratti della corteccia, dove sopravvivono fino all’anno successivo; quindi una pianta infestata quest’anno, lo sarà anche il prossimo anno se non si interviene. A causa delle caratteristiche dell’insetto, e della presenza delle api nelle loro vicinanze, i trattamenti insetticidi nei confronti della metcalfa sono da un lato poco efficaci, e dall’altro abbastanza sconsigliabili; solitamente si pongono in atto solo in ambito produttivo, e solo in caso di grandi infestazioni da parte dell’insetto. Tipicamente, più che cospargere le piante con insetticida, si cerca di lavarne via uova e insetti allo stadio giovanile, utilizzando prodotti a base di potassio (ad esempio sapone molle potassico). Negli ultimi anni sembra invece avere un grande successo l’introduzione di un insetto antagonista, un piccolo imenottero che deposita le sue uova nel corpo delle metcalfe adulte e giovani; tale insetto si chiama Neodryinus typhlocybae, e sacchetti da lancio contenenti molti insetti in vari stadi di sviluppo sono disponibili presso i consorzi agrari o ditte specializzate nell’allevamento di insetti per la lotta biologica.

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Domande frequenti

  • Perché è così difficile eliminare la metcalfa con i normali insetticidi?
    La metcalfa presenta due principali difese che rendono i trattamenti chimici inefficaci. In primo luogo, le forme giovanili sono ricoperte da una sostanza cerosa impermeabile che protegge l'insetto dai prodotti fitosanitari. In secondo luogo, la schiusa delle uova avviene in modo scalare nel tempo, mantenendo sempre presente una nuova generazione di insetti vulnerabili. Inoltre, la melata prodotta attira le api, rendendo i trattamenti insetticidi sconsigliabili per proteggere gli impollinatori utili.
  • Quali danni specifici provoca la metcalfa alle piante di olivo e vite?
    Il danno diretto della metcalfa è spesso limitato: l'insetto utilizza il suo apparato succhiatore per prelevare linfa, digerendone le proteine ed espellendo gli zuccheri non digeriti sotto forma di melata. Il problema principale non è la perdita diretta di linfa, ma la melata stessa. Questo residuo zuccherino favorisce la crescita di funghi neri (fumaggine) che riducono la fotosintesi. Inoltre, la melata attira api e vespe, creando disagi e rischi durante le attività in giardino o in azienda.
  • Come si può combattere la metcalfa in modo biologico ed efficace?
    L'approccio biologico più consigliato prevede due metodi complementari. Il primo consiste nel lavare meccanicamente le piante, rimuovendo uova e ninfe con getti d'acqua o spazzolatura, preferibilmente quando gli insetti sono ancora piccoli. Il secondo metodo, più moderno ed efficiente, è la lotta biologica tramite l'introduzione del parassitoide Neodryinus typhlocybae. Questo piccolo imenottero depone le proprie uova nel corpo della metcalfa, uccidendola dall'interno. I sacchetti contenenti questi insetti antagonisti sono reperibili presso consorzi agrari o aziende specializzate.
  • Si può usare il sapone molle potassico contro la metcalfa?
    Sì, il sapone molle potassico è uno dei pochi prodotti naturali efficaci consigliati per il controllo della metcalfa. Funziona agendo per contatto sulle forme giovanili dell'insetto, sciogliendo la loro cuticola protettiva. Tuttavia, la sua efficacia è massima se applicato tempestivamente sulle ninfe, prima che sviluppino completamente la protezione cerosa. Va ricordato che l'uso di qualsiasi prodotto richiede cautela per non danneggiare le api attratte dalla melata, preferendo trattamenti serali o al tramonto.
  • Cosa succede alla metcalfa durante l'inverno e perché torna ogni anno?
    Con l'arrivo del freddo, la metcalfa adulta non muore ma si rifugia negli anfratti della corteccia delle piante ospiti, come olivi e viti, o in altre fessure vegetali. Qui rimane in stato di quiescenza fino alla primavera successiva, quando le temperature miti ne permettono la ripresa dell'attività e la deposizione delle uova. Questa capacità di sopravvivenza nei ripari della corteccia spiega perché un'infestazione possa persistere anno dopo anno se non si interviene con metodi mirati sulla generazione adulta invernale o sulle prime ninfe primaverili.