Ticchiolatura del nespolo

Domanda: malattia del nespolo

Ho una pianta di nespolo in zona di mare ad un'altitudine di m.300 che non ha mai portato frutti commestibili a causa di uno strato di "ruggine" che soffoca il frutto senza farlo maturare ed ingrossare. Quali accorgimenti adottare per una fruttuosa resa? Grazie
Nespolo

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Ticchiolatura del nespolo: Risposta: malattia del nespolo

Gentile Antonio,

i nespoli del Giappone, o Eriobotrya japonica, sono alberi originari dell’asia, di piccole dimensioni, sempreverdi, molto diffusi in coltivazione in tutta l’area mediterranea, grazie al fatto che in genere tendono a non soffrire di particolari malattie, e producono piccoli frutti dall’aspetto di albicocche, chiamati nespole giapponesi, per differenziarli dalle nespole comuni, tipici frutti invernali. Le nespole giapponesi invece maturano in primavera, e le piante fioriscono in pieno inverno. La malattia che rende non commestibili il frutto del tuo nespolo è molto diffusa nell’Italia meridionale, e si chiama ticchiolatura del nespolo, o fuscladium eriobotrye; si tratta di un fungo, che sverna sulla corteccia o nel terreno, o sulle foglie ancora verdi dell’albero; si diffonde a tutte le parti della pianta, formando maculature sulle foglie e sui frutti, che con il passare del tempo divengono grigie, e quasi vellutate; i frutti si rompono e non sono commestibili, tendono anche a disseccare. Questo tipo di patologia si sviluppa soprattutto in primavera, quando il cima è fresco e umido, e spesso viene combattuto semplicemente potando la chioma dei nespoli in modo che sia meglio arieggiata, e l’aria possa raggiungere anche le zone interne e più ombreggiate della chioma; a tale scopo si effettuano potature in primavera, ma anche in estate e in autunno, per evitare che si creino sacche di umidità tra le foglie; inoltre, la rimozione dei rami particolarmente attaccati dalla malattia durante la precedente stagione, permette di rimuovere gran parte dei funghi dalla chioma. Per uccidere i funghi già presenti sulle piante, e per evitare che la pianta ne sia nuovamente affetta, si praticano in autunno, e a fine inverno, trattamenti a base di prodotti rameici, come ossicloruro di rame o poltiglia bordolese, prima che la pianta fiorisca, e qualche mese dopo aver raccolto i frutti. Per meglio controllare la presenza di ticchiolatura nel giardino, le foglie affette dalla malattia che cadono a terra, vanno raccolte e bruciate, così come i rami risultanti dalle potature. Oltre che i nespoli, la ticchiolatura colpisce anche altri alberi da frutto oltre alle rose, che tipicamente mostrano maculature nere sulle foglie; anche le foglie cadute dalle altre piante malate vanno raccolte e bruciate per evitare che fungano da serbatoio per l’infezione.


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