mandorlo fiorito

Frutteto

Mandorlo

Il Mandorlo è l'albero da frutto che per primo fiorisce al termine dell'inverno, regalando uno spettacolo agli occhi e deliziosi frutti.

di Redazione

22 novembre 2016

Mandorlo: consigli per una corretta irrigazione

Il Mandorlo è un albero da frutto che cresce bene anche in climi caldi; tuttavia, richiede irrigazioni periodiche, soprattutto per sostenere l'attività vegetativa e la fruttazione. In generale, l'apporto idrico deve essere costante e abbondante soprattutto per gli esemplari più giovani in fase di crescita; in questo caso, dunque, le irrigazioni dovranno essere ripetute settimanalmente, a meno che non si verifichino abbondanti precipitazioni, con una riduzione della frequenza nei periodi invernali. Nel caso di coltivazioni intensive o per più esemplari coltivati in giardino, invece, si può ricorrere a sistemi di irrigazione a goccia, che prevedono la somministrazione costante di piccole entità di acqua direttamente alla base della pianta, all'origine delle radici. Per i Mandorli maturi, invece, si può ricorrere all'innaffiatura con cadenze più dilazionate, prestando particolare attenzione ai periodi di siccità prolungata.

Mandorlo: principali metodi colturali

Il Mandorlo è una pianta originaria del continente asiatico, adattata a climi caldi e piuttosto aridi. Per ottenere risultati soddisfacenti è opportuno scegliere una zona del giardino o dell'orto ben soleggiata, possibilmente al riparo da venti forti e correnti fredde. Il Mandorlo cresce bene in ogni tipo di terreno, purchè sia ben drenato. Va piantato a fine inverno, distanziando i vari esemplari di almeno 5 metri per garantire spazio sufficiente alla loro crescita. Nei primi due anni le piante vanno irrigate abbondantemente e vanno rimosse bene le piante infestanti; inoltre è difficile che producano frutti nei primi anni, ossia prima di un'adeguata maturazione. In autunno si iniziano a raccogliere le mandorle e in inverno, quando si è arrestata la crescita della pianta, è opportuno provvedere alla potatura, per rimuovere eventuali rami secchi o per ordinare chioma.

Quando e come concimare il Mandorlo

Il Mandorlo non richiede necessariamente di essere concimato, a meno che non si debba implementare la resa quantitativa di frutti. In generale, prima del trapianto, è importante disporre sul fondo della buca una discreta quantità di materiale organico, compost o stallatico maturo, per garantire una dose sufficiente di sostanze nutritive alla pianta durante la crescita nei primi anni. Per gli esemplari di Mandorlo più adulti è sufficiente interrare questo tipo di concime alla base del tronco annualmente, mentre per quelli più giovani si possono utilizzare in aggiunta dei fertilizzanti a base di macroelementi quali azoto, potassio e fosforo. Quest'ultimi, miscelati nell'acqua di irrigazione, vanno erogati in primavera e durante tutto il periodo di crescita, controllando che il terreno sia già umido per evitare concentrazioni eccessive e dannose di concime.

Malattie del Mandorlo e possibili rimedi

Tra le principali malattie del Mandorlo troviamo soprattutto infestazioni parassitarie da afidi, piccoli insetti che si nutrono della linfa della pianta grazie ad un apparato buccale di tipo pungente; la piante più giovani e dalle fronde più tenere possono patire maggiormente l'attacco e indebolirsi fino all'appassimento. Inoltre gli afidi producono una sostanza zuccherina che può fungere da substrato per la crescita di specie fungine; questi patogeni si combattono con prodotti antiparassitari specifici. Un altro insetto pericoloso è l'Amyelois transitella, una falena che trova riparo nei frutti non raccolti e rimasti sull'albero. Al termine dell'inverno questi insetti si riattivano e insieme alle larve danneggiano la vegetazione del Mandorlo. Importante in questo caso la prevenzione, che si effettua raccogliendo tutti i frutti all'inizio dell'inverno sia ancora adesi alla pianta che caduti al suolo, per eliminare qualsiasi rifugio per l'insetto.

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Domande frequenti

  • Quando e come va innaffiato il mandorlo?
    Il mandorlo necessita di irrigazioni costanti e abbondanti, soprattutto durante la fase vegetativa e la fruttificazione. Per gli esemplari giovani, le annaffiature devono essere settimanali, riducendole in inverno o in caso di piogge intense. È fondamentale evitare ristagni idrici poiché la pianta teme i terreni zuppi. Nelle coltivazioni intensive o per giardini con più alberi, si consiglia vivamente l'irrigazione a goccia: questo sistema garantisce un apporto idrico uniforme direttamente alla base delle radici, ottimizzando l'uso dell'acqua e sostenendo meglio la pianta rispetto alle annaffiature tradizionali.
  • Quali sono le malattie principali del mandorlo e come si prevengono?
    Le minacce principali includono gli afidi e la falena *Amyelois transitella*. Gli afidi succhiano la linfa, indebolendo le foglie tenere e producendo melata che favorisce la fumaggine; si combattono con antiparassitari specifici. La *Amyelois* è più insidiosa: le sue larve danneggiano vegetazione e frutti. La strategia migliore è preventiva: raccogliere tutti i frutti a inizio inverno, sia quelli ancora sugli alberi sia quelli caduti a terra, eliminando così i rifugi invernali degli insetti e interrompendo il ciclo biologico del parassita.
  • Come e quando si concima il mandorlo?
    La concimazione dipende dall'età della pianta. Prima del trapianto, è essenziale arricchire il fondo della buca con materiale organico come compost o stallatico maturo per fornire nutrienti iniziali. Per gli alberi adulti, basta interrare annualmente letame o compost alla base del tronco, preferibilmente in autunno. I giovani mandorli, oltre all'organico, beneficiano di fertilizzanti contenenti azoto, potassio e fosforo, somministrati in primavera e durante la crescita. Attenzione: i fertilizzanti chimici vanno sciolti nell'acqua di irrigazione solo se il terreno è già umido per evitare bruciature alle radici.
  • Dove e quando piantare il mandorlo per avere buoni risultati?
    Il mandorlo predilige posizioni ben soleggiate e riparate dai venti forti e dalle correnti fredde, tipici del suo habitat originario asiatico. Cresce bene in quasi tutti i terreni, purché siano ben drenati; il ristagno idrico è il nemico numero uno. La messa a dimora va effettuata a fine inverno. È cruciale rispettare una distanza minima di 5 metri tra un esemplare e l'altro per garantire spazio sufficiente allo sviluppo della chioma. Nei primi due anni, la cura principale consiste nell'irrigazione abbondante e nella rimozione accurata delle erbe infestanti.
  • Quando si pota il mandorlo e perché?
    La potatura del mandorlo si esegue in inverno, quando la pianta ha arrestato la sua attività vegetativa. L'obiettivo principale è rimuovere i rami secchi, malati o danneggiati per mantenere la salute dell'albero. Si interviene anche per 'ordinare' la chioma, migliorando l'aerazione interna e la penetrazione della luce solare, fattori chiave per una fruttificazione equilibrata. Una potatura corretta aiuta la pianta a concentrare le energie sulla produzione di frutti di qualità e ne preserva la struttura armonica per la stagione successiva.

Scheda Tecnica

FamigliaRosaceae
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineAsia
EsposizionePieno sole, riparato da venti freddi
TerrenoBen drenato, tollerante su vari tipi
IrrigazioneCostante e abbondante, specialmente da giovane; a goccia preferibile
FiorituraFine inverno/inizio primavera (prima fioritura stagionale)
ConcimazioneOrganico (compost/stallatico) in autunno/primavera; macroelementi in primavera per giovani piante
PotaturaInverno, a crescita arrestata, per rimuovere rami secchi e formare la chioma
MoltiplicazioneTrapianto/innesto (distanza minima 5 metri)
Malattie e parassitiAfidi (linfa, rischio funghi); Amyelois transitella (falena, danni a frutti e vegetazione)
Difficoltà di coltivazioneMedia; richiede protezione da venti e cure nei primi anni