Albero sorbo

Frutteto

Sorbo

Il sorbo, albero poco diffuso in Italia, produce frutti molto pregiati. In questo articolo vedremo come coltivarlo nel proprio giardino.

di Redazione

29 dicembre 2016

Quando e quanto irrigare

Pur non richiedendo particolari cure, questi alberi sono molto sensibili durante i primissimi anni di vita: in questo periodo di tempo - della durata di 5 anni all'incirca - è necessario stare bene attenti a non lasciare mai il terreno completamente asciutto, in quanto si potrebbe compromettere lo sviluppo della pianta. Generalmente, superata questa fase, in inverno è sufficiente l'acqua piovana per garantire il giusto apporto idrico (ma bisogna evitare le gelate alle radici), mentre in estate è bene annaffiare sporadicamente il terreno. Un particolare da non sottovalutare è che questi alberi temono i ristagni di acqua, pertanto è opportuno evitarne la formazione adoperando un terreno umido ma drenante; inoltre, per non provocare shock termici nella pianta, la temperatura dell'acqua utilizzata per innaffiare non deve essere troppo differente rispetto a quella dell'albero o del terreno.

Cure da fornire

Il sorbo è una specie diffusa prevalentemente in modo selvatico: pertanto, è una pianta in grado di adattarsi a condizioni più o meno favorevoli, ed in quanto tale, richiede poche attenzioni. In ogni caso, essendo una pianta che in primavera offre fiori particolarmente apprezzati dalle api, ha bisogno di molte ore di esposizione al sole, o al più ad una leggera penombra. Cresce prevalentemente in collina o bassa montagna (fino a 1000 metri circa), e non necessita di potature, salvo nel caso in cui vi siano rami danneggiati che potrebbero veicolare malattie o parassiti importanti. Tollera temperature sia molto elevate che molto basse (persino molto al di sotto dei 10 gradi C) e, nel caso di esemplari adulti e sani, periodi di siccità anche lunghi, grazie allo sviluppo di radici che si sviluppano fino a grandi profondità.

Quando concimare e quale tipo usare

Il sorbo predilige terreni già di per sé molto fertili, in grado di garantire il giusto apporto di sostanze organiche sia per lo sviluppo dei fiori che per quello successivo dei frutti. Generalmente, quindi, non richiede interventi importanti di concimazione, ma è consigliabile arricchire il terreno di composti molto ricchi di azoto e potassio al termine dell'inverno, al fine di accelerare e favorire il risveglio vegetativo primaverile. Il tipo di concime da utilizzare è il letame, che può essere somministrato anche ad anni alterni, in dosi di circa 25 kilogrammi per le piante adulte e di 15 per quelle in fase di sviluppo. Data la poca frequenza della concimazione, è bene utilizzare un concime a lenta cessione, che garantisca un rilascio costante nel tempo delle risorse organiche; il letame da impiegare può essere di origine equina o bovina.

Malattie e parassiti

Il sorbo è un albero che viene attaccato di rado dai parassiti (a scopi preventivi è sempre opportuno eliminare le parti danneggiate), mentre può essere potenzialmente danneggiato da parte degli uccelli, essendo un albero che raggiunge altezze abbastanza elevate. Un pericolo molto più grave è rappresentato dalla ticchiolatura, malattia fungina che attacca dapprima le foglie ma che può estendersi fino al tronco e portare la pianta a seccatura. Questa malattia si manifesta con piccoli punti scuri sulla foglia, che man mano si estendono per numero e per dimensione fino a ricoprire entrambe le pagine; ciò provoca la caduta delle foglie ed il conseguente danneggiamento di tutta la struttura. La malattia non può essere curata, ma può essere prevenuta sia eliminando le foglie danneggiate, sia favorendo il ricircolo dell'aria, dato che si manifesta soprattutto in ambienti umidi e poco ventilati.

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Domande frequenti

  • Quanto spesso devo irrigare un sorbo?
    La gestione dell'acqua varia in base all'età della pianta. Durante i primi cinque anni di vita, è fondamentale mantenere il terreno costantemente umido, evitando assolutamente che si secchi completamente, poiché questo comprometterebbe lo sviluppo radicale. Una volta superata questa fase iniziale e diventata adulta, la pianta diventa molto più resistente: in inverno basta l'acqua piovana, mentre in estate sono sufficienti annaffiature sporadiche. È cruciale ricordare che il sorbo teme fortemente i ristagni idrici; il terreno deve essere ben drenante. Inoltre, evita shock termici usando acqua per l'irrigazione con una temperatura simile a quella del suolo.
  • Quali sono le cure principali per coltivare il sorbo?
    Il sorbo è una pianta rustica che richiede poche attenzioni, adattandosi bene a diverse condizioni. La posizione ideale è in pieno sole, oppure in leggera penombra, garantendo molte ore di luce diretta. Predilige ambienti collinari o di bassa montagna, fino a circa 1000 metri di altitudine. Non necessita di potature periodiche complesse; l'unica eccezione è la rimozione preventiva di rami danneggiati o malati per evitare infestazioni di parassiti. Grazie alle sue radici profonde, tollera bene sia il caldo intenso che il freddo rigido, nonché lunghi periodi di siccità una volta stabilita.
  • Come e quando concimare il sorbo?
    Il sorbo predilige terreni naturalmente fertili e generalmente non richiede concimazioni frequenti. L'intervento consigliato consiste nell'arricchire il suolo a fine inverno, utilizzando letame maturo (di origine equina o bovina), preferibilmente a lenta cessione. Questo favorisce il risveglio vegetativo primaverile grazie ai contenuti di azoto e potassio. Le dosi variano: circa 25 kg per piante adulte e 15 kg per quelle giovani in fase di sviluppo. L'applicazione può avvenire anche a cadenza biennale, sfruttando la capacità del terreno di trattenere le sostanze organiche rilasciate gradualmente.
  • Quali malattie colpiscono il sorbo?
    Il nemico principale del sorbo è la ticchiolatura, una malattia fungina grave che attacca inizialmente le foglie manifestandosi con piccoli punti scuri. Questi punti si espandono coprendo entrambe le pagine fogliari, causando la caduta prematura delle foglie e indebolendo l'intera struttura della pianta, fino a potenziali seccature del tronco. Purtroppo, una volta contratta, la malattia non ha cura. La prevenzione è essenziale: elimina sempre le foglie colpite e assicurati una buona ventilazione intorno alla chioma, poiché il fungo prospera in ambienti umidi e poco areati. Gli attacchi di parassiti animali sono invece rari.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaAlbero
OrigineDiffuso prevalentemente in modo selvatico
EsposizionePieno sole o leggera penombra
Temperatura minimaMolto al di sotto dei 10 gradi C
TerrenoUrido ma drenante, fertile
IrrigazioneRegolare nei primi 5 anni; sporadica in estate per adulti; teme i ristagni
FiorituraPrimavera
AltezzaAbbastanza elevata
ConcimazioneLetame (equino/bovino) a fine inverno, ricco di azoto e potassio
PotaturaSolo per rimuovere rami danneggiati
Malattie e parassitiTicchiolatura (fungina), attacchi occasionali di uccelli
Difficoltà di coltivazioneFacile, pianta rustica e adattabile