coltivare erica

Il genere erica conta numerose specie di piccoli arbusti a fioritura invernale e primaverile, a questi si aggiungono le specie calluna e daboecia, altre ericacee con fiori molto simili a quelli dell’erica e quindi ad essa assimilati. La maggior parte delle eriche sono piccoli arbusti robusti, sempreverdi, che non temono il freddo; si coltivano quindi in giardino o sul terrazzo, sia in piena terra che in vaso. Prediligono posizioni abbastanza fresche, evitiamo quindi di porle in luoghi eccessivamente riparati o caldi; amano la luce solare, anche diretta, ma possono svilupparsi senza alcun problema anche in luoghi semiombreggiati o ombreggiati; quindi nelle zone con inverni miti posizioniamole in luogo leggermente ombreggiato, mentre nelle zone con temperature invernali molto rigide prediligiamo le zone soleggiate. Si tratta di piante acidofile, quindi temono la presenza di calcio nel terreno, e vanno coltivate utilizzando terriccio specifico per piante acidofile, mescolato con poca sabbia e torba; se viviamo in una zona che presenta molto calcare nell’acqua ricordiamo di sostituire spesso il terreno dove coltiviamo le eriche: ogni anno, in tarda estate, estraiamole dal terreno e aggiungiamo altro substrato per piante acidofile. Per lo stesso motivo almeno una volta l’anno aggiungiamo all’acqua delle annaffiature del concime rinverdente. Le eriche sono piante che provengono da luoghi umidi e freschi, quindi per tutto l’arco dell’anno cerchiamo di mantenere il terreno di coltivazione umido, ma non inzuppato d’acqua o con ristagni; interveniamo con le annaffiature quando il terreno si è già leggermente asciugato, evitando di eccedere con la frequenza e l’entità delle annaffiature. Ogni 15-20 giorni aggiungiamo all’acqua delle annaffiature del concime per piante da fiore.

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Origini

Il nome erica deriva dal greco “ereikein” che significa “rompere”. Secondo alcuni fa riferimento alla fragilità delle sue foglie, secondo altri indica la capacità delle sue radici di infiltrarsi anche in rocce silicee.

Il genere comprende circa 600 specie. Circa 150 sono native dell’Europa meridionale, delle coste dell’Oceano Atlantico e di altre zone fino alla Norvegia. La maggior parte di quelle attualmente in coltivazione, però, proviene dal Sudafrica e in particolare dal Capo di Buona Speranza.

In Italia si possono trovare allo stato spontaneo l’erica carnea, la terminalis, la multiflora, la verticilliana, l’arborea e la scoparia. E’ indigena anche la Calluna che però da alcuni non viene considerata parte di questo genere.
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Descrizione erica

ericaSi tratta di piante arbustive o suffruticose. I fiori, che compaiono sui rami di un anno, sono caratterizzati da una corolla tubolare e sono riuniti in gruppi a forma di pannocchia, apicali. Possono tutte venire considerate perenni e dal fogliame persistente.

Le foglie sono aghiformi, in genere color verde muschio. Alcune cultivar e specie, però, presentano colorazioni spettacoli come il rosso o l’aranciato.

Quelle originarie dell’Europa (a livello orticolo le meno diffuse) sono per lo più molto rustiche. Quelle provenienti dall’Africa, invece, risultano piuttosto delicate.

Vengono coltivate di solito in vaso, ma trovano impiego anche per la costituzione di siepi o aiuole.


Coltivazione erica

Coltivazione La coltivazione di questa pianta non è particolarmente semplice, specie se ci concentriamo sulle varietà più comuni sul mercato.

Infatti in quei casi ci troviamo di fronte a specie che necessitano di un clima e un substrato molto particolari; se queste necessità specifiche non vengono rispettate si rischia di vedere un veloce declino. E’ per questo che molti considerano queste specie alla stregua di annuali, da utilizzare per ravvivare la stagione autunno-invernale per poi venire sostituite completamente.