Schede Bonsai

Bonsai di conifere

Bonsai di conifere

Le conifere, rustiche e resistenti, offrono un’ottima base per il bonsai grazie al fogliame minuto. Richiedono però cure specifiche e tecniche ...

bonsai da frutto

Bonsai da frutto

Il bonsai da frutto richiede anni di cura per ottenere frutti in scala ridotta. Si preferiscono specie botaniche o varietà a frutto piccolo, come ...

Acero bonsai

Acero - Acer palmatum

L'Acer palmatum è un acero da esterno ideale per bonsai grazie alle sue piccole foglie. Richiede esposizione variabile in base alla stagione e ...

shitakusa

Shitakusa

Le Shitakusa sono piante complementari coltivate come mini-bonsai per armonizzare le esposizioni. Vanno selezionate rispettando regole precise su ...

Carmona

Carmona - Ehretia microphylla

Originaria della Cina, la Carmona è un arbusto sempreverde apprezzato come bonsai per il suo aspetto vetusto e il fogliame coriaceo. Richiede cure ...

bonsai

Lavori autunnali

In autunno, i bonsai da interno vanno spostati in casa, mentre quelli da esterno richiedono zone riparate. Ridurre annaffiature e concimazioni ...

Olmo giapponese

Olmo giapponese - Zelkova

La Zelkova, detta anche olmo giapponese, è una pianta decidua adatta ai principianti grazie alla sua facile coltivazione. Richiede pieno sole e ...

Serissa bonsai

Serissa - Serissa foetida

La Serissa foetida è un piccolo arbusto sempreverde asiatico dalle foglie lucide e dalla fioritura bianca o rosata. Richiede esposizione luminosa, ...

Sagerezia

Sagerezia - Sageretia

La Sageretia è un piccolo arbusto cinese apprezzato come bonsai per la rapida crescita e le foglie minute. Richiede cure specifiche per evitare ...

Quercia bonsai

Quercia, Farnia - Quercus

Originaria d’Europa, questa quercia è un albero lento e longevo dal fusto possente e dalla corteccia fessurata. Richiede cure attente, esposizione ...

Podocarpo bonsai

Podocarpo - Podocarpus macrophyllus

Originario di Cina e Giappone, il Podocarpus macrophyllus è un albero sempreverde a crescita lenta, ideale per bonsai. Richiede posizioni luminose e ...

Pistacchio bonsai

Pistacchio - Pistacia vera

Il genere Pistacia comprende specie mediterranee e asiatiche, poco adatte ai principianti. Richiedono pieno sole, potature leggere e cure specifiche ...

Pino bonsai

Pino, Pino a cinque aghi - Pinu pentaphylla

Originario del Giappone, il Pino a cinque aghi è una conifera sempreverde che può superare i trenta metri. Di facile coltivazione, richiede ...

bonsai picea

Abete - Picea abies

La Picea abies è una conifera sempreverde imponente, nota come albero di Natale. Coltivata anche come bonsai, richiede posizioni luminose e cure ...

olmo bonsai

Olmo - Ulmus parvifolia

L’Ulmus parvifolia è un albero asiatico robusto, ideale come bonsai per principianti grazie alla sua resistenza. Richiede annaffiature frequenti e ...

Ulivo Bonsai

Ulivo - Olea europea

L’Ulivo (Olea europaea), sempreverde mediterranea, è rustico e adatto ai principianti. Richiede pieno sole, terreno ben drenato e cure minime.

Murraia bonsai

Murraia - Murraya paniculata

Originaria dell’Asia, questa pianta sempreverde produce fiori bianchi profumati e frutti simili ad arance. Richiede esposizione luminosa, terreno ...

bonsai melograno

Melograno - Punica granatum

Originario dell’Asia e del Mediterraneo, il melograno richiede esposizione soleggiata e terreni ben drenati. Le cure includono potature primaverili e ...

malus

Melo da fiore, Melo - Malus

Il genere Malus comprende specie asiatiche ideali per bonsai grazie alle piccole dimensioni. Richiedono piena esposizione solare e cure specifiche ...

Lagestroemia bonsai

Lagestroemia - Lagerstroemia

La Lagerstroemia è un piccolo albero o arbusto deciduo originario delle zone tropicali asiatiche e australiane, noto per i suoi fiori estivi.

Glicine bonsai

Glicine - Wisterria sinensis

Originaria di Cina e Giappone, questa rampicante offre spettacolari grappoli floreali primaverili. Difficile da gestire come bonsai per la sua ...

ginco bonsai

Ginco - Ginkgo biloba

Il Ginkgo biloba è un albero deciduo antico, alto fino a 30 metri, dal fogliame a ventaglio giallo-invernale. Coltivabile come bonsai, richiede ...

gelso bonsai

Gelso, Albero delle more - Marus nigra

Il gelso è un albero rustico, adatto alla coltivazione in vaso per il suo portamento vetusto. Richiede esposizione luminosa, terreni ben drenati e ...

Frassino bonsai

Frassino - Fraxinus excelsior

Fraxinus excelsior, albero europeo deciduo, presenta foglie composte e corteccia fessurata. Adatto allo stile bonsai, richiede esposizione ...

Schede Bonsai

Il termine bonsai è composto da due parole: BON significa vassoio, contenitore, più genericamente vaso; SAI invece significa crescere, educare, coltivare. La tecnica di coltivazione bonsai consiste nel far crescere un albero in un vaso, nel quale devono essere ricreate le migliori condizioni di cui la pianta abbisogna per vivere. Ovviamente l’albero non si svilupperà in altezza e larghezza tanto quanto farebbe in natura, ma crescerà ugualmente, maturerà ed invecchierà dando luogo ai fiori e frutti caratteristici della sua specie, rappresentando così un perfetto paesaggio naturale di dimensioni ridotte. La tecnica del bonsai permette di trasportare comodamente in vasi di pochi decimetri di diametro alberi che in natura occuperebbero spazi ben maggiori. Da dove nacque questa esigenza?

I precursori: li alberi medicinali

Il concetto di bonsai venne sviluppato nell’antico Oriente, probabilmente attraverso le figure di medici/erboristi ambulanti, che curavano le popolazioni dei villaggi visitati aiutandosi con erbe mediche e rimedi vari contenuti nelle radici, nelle foglie o nelle cortecce di alberi. Poiché si riteneva che la pianta fosse efficace solo se ancora viva, anziché trasportare le parti potate ed essiccate questi medici dell’antichità portavano con sé l’intero albero, trapiantato in un vaso. Il medico-erborista doveva tenere in vita il suo principale strumento di lavoro, pertanto quando occorreva prelevarne una parte faceva in modo da non distruggere la corteccia né potare interi rami, ma si limitava ad incidere strisce verticali dal tronco, staccare apici di foglie o potare parti di radici che non compromettessero la vita della pianta. L’effetto complessivo era di vedere curiosi alberi “nani”, vecchi e dall’aspetto contorto, scortecciato o privato di aree fogliari, trasportati in contenitori di pochi decimetri.

Ai giorni nostri

Nel tempo le tecniche Bonsai si sono evolute e raffinate, oltrepassando i confini della Cina e del Giappone dove sono nate, ed includendo nella manutenzione della pianta anche il fattore estetico: l’alberello bonsai non deve dare la sensazione di essere sofferente, o di essere stato malamente potato o scortecciato, come avveniva nei secoli passati quando l’utilizzo era ai soli fini terapeutici. Nella cultura giapponese il bonsai è un vegetale che, grazie ad un perfetto ambiente artificiale creatogli attorno su misura, dispone di tutto quel che gli necessita per vivere bene, e per tale motivo non sente più l’esigenza di espandersi tipica della condizione spontanea, quando ad esempio l’albero cresce in altezza per raggiungere prima o più dei suoi “vicini” la luce del sole.

Caratteristiche basilari

Un buon bonsai è considerato una piccola opera d’arte, e come ogni opera d’arte può essere composto nella maniera più libera e creativa, rispettando tuttavia alcuni capisaldi, che permettono di valutare in maniera oggettiva la qualità di un bonsai.

Radici tronco

Le radici devono essere superficiali e disporsi a raggiera intorno al tronco, questo sia per una questione estetica che per un migliore ancoraggio al suolo. Il tronco dell’albero deve essere robusto e conico, ovvero di diametro più largo alla base e progressivamente più stretto verso l’apice della pianta; inoltre deve seguire uno degli stili predefiniti.

Rami foglie e fiori

I rami devono essere pochi ma ben distribuiti, in modo che l’albero non sembri un groviglio casuale ma una struttura armoniosa dall’aspetto ordinato. Le foglie devono presentarsi integre, non danneggiate né avvizzite, e devono avere un aspetto sano ed un colore vivo, segno del benessere della pianta. I fiori ed i frutti devono essere di dimensione adeguata alla pianta, quindi un bel bonsai (ovvero un bravo bonsaista) deve essere stato capace di ridurre proporzionalmente anche i suoi frutti. Infine, anche il VASO in cui la pianta è contenuta è molto importante: esso svolge lo stesso ruolo che ha la cornice per un quadro, cioè valorizzarlo ed essere in armonia con l’opera, senza però attrarre su di sé tutta l’attenzione. Per questo è importante scegliere con cura materiale, forma e colore del contenitore.

Dimensioni del bonsai

Un bonsai viene classificato anche in base alla sua dimensione, in particolare l’altezza, intesa come la distanza dalla base del tronco fino all’apice della pianta. Fa eccezione il bonsai Kengai, dove i rami possono ricadere più in basso del tronco e del vaso in cui esso è contenuto: in questo caso si misura la distanza tra l’apice superiore e l’apice inferiore. I bonsai possono essere di piccolissime (Mame), piccole (Shohin), medie (Chuugata) e grandi (Ohgata) dimensioni. I Mame bonsai hanno un’altezza massima di 7 cm; possono arrivare fino a 10 cm, in questo caso sono spesso chiamati Mini bonsai, mentre gli Shohin bonsai hanno un’altezza che varia dai 10 ai circa 20 cm. In ordine crescente di dimensione, vi sono poi i Chuugata bonsai: sono alti da 20 a 70 cm, e si possono ulteriormente distinguere in Kifu (fino a 40 cm) e Chuhin (dai 40 ai 70 cm). Infine gli Ohgata bonsai possono raggiungere i 120 cm, tipicamente un grande bonsai non supera il metro di altezza. Una classificazione alternativa e più curiosa si basa sul numero di mani necessarie per spostarli: si parlerà così di “bonsai a una mano”, oppure “a due mani”, per dimensioni da piccolo a medio-grande, fino al bonsai “da un uomo” a “più uomini”, in funzione della quantità di braccia necessarie per il trasporto.

Scelta della piantina

Procurarsi il materiale di partenza per dar vita ad un bonsai non è sempre facile; in giapponese si definisce yamadori il procedimento di andare a raccogliere in natura degli alberelli destinati a divenire bonsai: tali piantine sono dette Araki. Gli araki più adatti sono piantine giovani, in quanto hanno maggiori probabilità di sopravvivenza rispetto a quelle più vecchie, che presentino tronco conico e rami flessibili, e possibilmente che abbiano assunto già una forma curiosa o contorta, magari per via del passaggio di animali che le hanno naturalmente “potate”. Il periodo migliore per la raccolta è l’inizio della primavera. Una volta individuato l’esemplare migliore, va asportato con attenzione, prelevando tutto il panetto di terra contenuto nelle radici, e va trapiantato il prima possibile in un vaso “provvisorio”, che permetta alla pianta di adeguarsi alle nuove condizioni; in questo periodo è importante non esporre la pianta al sole diretto o alle correnti d’aria, non eccedere con le concimazioni e verificare che il terreno non contenga insetti nocivi.

Coltivazione del bonsai

Alla comparsa dei primi germogli, segno che la pianta si è riambientata, si può operare la sostituzione d’apice; l’operazione consiste nel tagliare la parte alta del tronco principale in corrispondenza di un ramo laterale sufficientemente grande, quindi legare il ramo e direzionarlo nel modo desiderato. La pianta continuerà a vivere seguendo la direzione del ramo rimasto, che diventerà provvisoriamente il nuovo tronco portante, almeno fino alla successiva sostituzione. Per quanto riguarda le foglie, occorre periodicamente effettuare operazioni di defogliazione o di pinzatura. La defogliazione prevede l’eliminazione a circa metà picciolo di tutte le foglie di un ramo; va fatta a primavera inoltrata. In questo modo nasceranno le nuove foglioline all’apice del picciolo, anticipando di una stagione il loro processo vegetativo; il loro percorso di crescita sarà però limitato e dunque la dimensione media delle foglie sarà minore. La pinzatura si può fare in diversi periodi dell’anno, e prevede l’eliminazione dell’apice e delle foglioline terminali di un ramo; anch’essa ha lo scopo di ridurre la dimensione delle foglie nonché di accorciare gli internodi.