Papavero da oppio

Quanto e quando annaffiare

Il papavero da oppio, noto con il nome scientifico di Papaver somniferum, appartiene alla famiglia delle Papaveracee; si tratta di una pianta erbacea che produce un fiore vero dai petali molto grandi e protegge il proprio seme, rientrando così nella categoria delle Angiosperma. Questo genere di piante annuali viene scelto tanto da appassionati giardinieri quanto da inesperti grazie alla peculiare semplicità di coltivazione e di reperimento. I semi sono infatti acquistabili pressoché ovunque. Per ciò che concerne le annaffiature, è bene che al papavero venga somministrata abbondantemente l'acqua di nutrimento ad intervalli regolari; una volta a settimana è più che sufficiente, controllando sempre che il terreno in seguito resti asciutto e che non si formi il pericoloso, quanto fatale, ristagno d'acqua nel vaso.
Fiore papavero oppio

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I segreti per coltivarlo

Papaver somniferum Anche la coltivazione del papavero da oppio, un po' come tutte le erbacee appartenenti alla disseminata famiglia delle Papaveracee, risulta abbastanza semplice. Richiedono sì minori attenzioni rispetto a quelle di cui necessitano molte altre piante, ma questo non significa che non esistano alcune best practise da seguire fedelmente per assicurare il rigoglioso sviluppo di questa pianta officinale. In primo luogo è meglio effettuare la semina all'inizio della stagione autunnale o quella primaverile; i semi di papavero da oppio necessitano infatti di temperature fredde o fresche, comunque lontane della gelate invernali che avrebbero il solo effetto di ucciderli. Per quanto riguarda il terriccio, bisogna assicurarsi che abbia ottime proprietà drenanti, in funzione della quale è consigliabile aggiungere della sabbia allo stesso: un eccesso di terra inibirebbe non solo il passaggio dell'acqua, ma anche dei raggi solari.

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Periodo e strumenti per la concimazione

Pistillo papavero La scelta del giusto concime è piuttosto importante per la sopravvivenza del papavero da oppio. È bene scegliere un fertilizzante naturale composto da materiale organico. Nel corso dei mesi invernali il Papaver somniferum necessita di abbondante concime, che deve essere somministrato regolarmente una volta al mese diluito con l'acqua di nutrimento. Giunti alla stagione primaverile è bene ripetere le operazioni di concimazione utilizzando, in questo caso, un fertilizzante liquido ad hoc; è consigliabile farsi orientare, nella scelta di quest'ultimo, da un esperto vivaista o recarsi presso negozi specializzati. Il concime deve essere ricco di macro nutrienti come il potassio, il magnesio, il ferro, l'azoto e il fosforo. Pur adattandosi approssimativamente a tutti i fertilizzanti, questi nutrienti non devono mancare per la corretta cura della pianta.


Papavero da oppio: Esposizione e possibili malattie

Campo papaveri I papaveri da oppio non richiedono specifiche condizioni climatiche; si tratta infatti di piante infestanti, che possono nascere spontaneamente in terreni dei più disparati. Tuttavia, l'esposizione ottimale che garantisce la buona sopravvivenza della pianta prevede una buona esposizione ai raggi solari, benché bilanciata dalla possibilità di riporre la pianta in una zona semi ombreggiata; l'importante è che il papavero riceva per 6 ore la luce del sole e che le condizioni climatiche siano ventilate con temperature comprese tra gli 0 e i 20 °C. Essendo una pianta erbacea rustica e piuttosto antica, gli anni di adattamento l'hanno resa piuttosto resistente alle avversità naturali. Possono insorgere diverse malattie dovute ad una cattiva coltivazione, come l'errata irrigazione o l'eccessiva esposizione ai raggi solari. La malattia caratteristica cui è esposto il papaver sumniferum è l'oidio o mal bianco, malattia fungina che si manifesta mediante una sostanza biancastra che attacca la pianta. Come rimedio è possibile sia rimuovere e bruciare i fusti coinvolti oppure utilizzare prodotti a base di solfato e rame.



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