Cappero - Capparis spinosa

Cappero

Piccolo arbusto sempreverde, originario del bacino mediterraneo e dell’Asia centro-meridionale, molto diffuso anche in Italia. Può raggiungere il metro di altezza, e generalmente si sviluppa come coprisuolo o appesa a muri a secco o lungo le spaccature della roccia. Ha aspetto disordinato, molto ramificato e denso; le foglie sono arrotondate, cuoiose, di colore verde scuro, cerose; i fiori sono grandi, decorativi, di colore bianco o rosato, molto appariscenti, sbocciano in estate. In cucina si utilizzano i boccioli floreali e i frutti immaturi, che vengono conservati sott’aceto o sotto sale; hanno sapore molto intenso e piccante e vengono consumati in purezza, oppure utilizzati nella preparazione di salse o condimenti.

Il cappero è un arbusto conosciuto e utilizzato in Europa fin da tempi antichissimi, sia in ambito medico sia a scopi alimentari.

Appartiene alla famiglia delle Capperaceae e al genere capparis che, nonostante sia composto da poche specie, risulta molto diffuso su un’ampissima area che comprende le regioni mediterranee, le zone tropicali e subtropicali dell’Asia e dell’Africa.

Alcune varietà sono coltivate in maniera estensiva in Italia, Spagna e Marocco al fine di raccogliere i boccioli fiorali: sono infatti un elemento indispensabile per la preparazione di salse e prodotti tipici, dato il loro sapore intenso e inconfondibile.

Cappero

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Capperi

Il capparis spinosa è un arbusto molto ramificato, sempreverde e semirampicante (o decombente). L’altezza media va da 40 ad 80 cm, la larghezza, invece, può essere anche di 150. È caratterizzato da un tronco centrale legnoso da cui si diparte un gran numero di rametti secondari erbacei verdi e rossicci. Sono dotati di spine ricurve alla base delle foglie e sui getti nuovi dell’annata che servono da ancoraggio all’intera pianta.

Le foglie sono alterne per lo più di forma ovale, piuttosto coriacee e lucide, di un bel verde vivace. Nelle aree dove la pianta cresce spontanea queste risultano persistenti, caratteristica si mantiene se le temperature invernali non scendono sotto i 3°C, anche se la pianta è in grado di sopravvivere fino anche a -5°C.

I fiori, portati su lunghi peduncoli, risultano grandi, molto decorativi e dotati di un profumo assai gradevole. Hanno corolla singola formata da quattro grandi petali bianchi con sfumature rosa-lilla sui bordi. Sono per lo più terminali e quindi nascono agli apici dei rami prodotti nell’anno.

La pianta ne produce in grande quantità e continuamente, da maggio fino ad ottobre. Il singolo fiore, però, ha breve durata ed è raro che duri più di una giornata.

Ciò che viene consumato con il nome di cappero è in realtà un bocciolo non ancora aperto.

Dall’inizio dell’estate, se non sono stati rimossi i fiori appassiti, appariranno i primi frutti, delle capsule ovali carnose di color verde di circa 3 cm di diametro. In seguito, maturando, diventeranno di un bel rosso scuro. All’interno celano un grande numero di piccoli semi.

Famiglia, genere e specie  Capperaceae, gen. Capparis sp. spinosa
Tipo di pianta Arbusto sempreverde
Rusticità Poco, fino a -5°C
Esposizione Pieno sole
Terreno Povero e ben drenato
Irrigazione Solo il primo anno
Concimazione Non necessaria
Colori Fiori bianchi con sfumature rosa
Fioritura/raccolta Da maggio a novembre
Parassiti e avversità Limacce, afidi

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Esposizione

Cappero I capperi necessitano di posizioni molto soleggiate per svilupparsi al meglio; sono piante mediterranee e amano estati molto calde, con temperature anche superiori ai 35-40°C, e inverni miti, anche se possono sopportare brevi periodi di gelo non troppo intenso.

Il cappero è molto delicato nei primi anni di vita, ma in seguito diventa estremamente resistente. Perché cresca al meglio necessita di una posizione al riparo dai forti e venti e dove possa godere della luce e del calore del sole per molte ore al giorno.

La crescita è piuttosto lenta: perché raggiunga buone dimensioni e cominci a dare un raccolto soddisfacente è necessario aspettare almeno quattro anni. Tuttavia, una volta stabilizzato, ci darà soddisfazioni a lungo visto che è veramente longevo: non ha problemi a vivere più di mezzo secolo!


Annaffiature

Annaffiature Non necessitano di grandi quantità d’acqua, preferendo la siccità agli eccessi di annaffiature. Se coltivati in vaso necessitano di annaffiature solo quando il substrato è completamente secco da alcuni giorni.

Le irrigazioni si rendono necessarie soltanto durante i primi anni, quando l’apparato radicale non ha ancora raggiunto gli strati più profondi del terreno. In seguito la pianta sarà praticamente autonoma.

Al contrario bisogna sempre evitare i ristagni idrici visto che, soprattutto la parte aerea, è vittima spesso di marciumi (specialmente durante la primavera e l’autunno, che sono naturalmente molto piovosi).

In vaso si dovrà aver cura di controllare che il substrato risulti sempre leggermente umido, ma evitando assolutamente i ristagni e abolendo totalmente l’uso di sottovasi.