peperoni coltivazione

Coltivazione Ortaggi

Coltivazione peperoni

Coltivare peperoni è una delle pratiche più gratificanti dell’orticoltura, sia per la qualità dell’ortaggio, che per il suo sapore, colore e profumo.

di Redazione

22 luglio 2016

Varietà peperoni

Esistono diverse varietà di peperoni e si differenziano fra loro in base a - Forma: possono avere forma allungata, cilindrica, quadrata, triangolare, a sigaretta etc. - Colore: possiamo avere peperoni verdi, gialli o rossi. I colori del mediterraneo! - Tipo di consumo: come volete usare i vostri peperoni? Intendete essiccarli? Conservarli? Per ogni impiego, esiste il peperone che fa per voi. Tra le varietà più comuni, possiamo ricordare: la squisita Yolo Wonder, di tipo A ed L, che si presenta con una gradevole forma quadrata con polpa verda-gialla in fase di maturazione. Poi troviamo il quadrato d’Asti Giallo e il quadrato d’Asti Rosso; infine il Nocera Giallo e il Nocera, anche questo, Rosso.

Clima

Il peperone è una pianta adatta quasi esclusivamente ai climi caldo-temperati. Particolarmente debole rispetto alle temperature basse, è un ortaggio che richiede temperature specifiche più di tutti gli altri. Infatti tenete presente che per una proficua coltivazione del peperone, occorre un’oscillazione termica che vada da un minimo di diciotto gradi notturni a un massimo di ventotto gradi diurni. Non esponete mai le colture di peperoni a temperature eccessivamente elevate: superare i trentacinque gradi centigradi può determinare gravi malformazioni all’ortaggio, nonché le classiche “scotture” o colpi di sole se troppo esposto ai raggi del sole. Come detto la temperatura è molto importante per lo sviluppo di questo ortaggio e bisogna ricordare che, nel caso di temperature inferiori ai 15 °C la pianta non germoglierà.

Terreno

Il terreno ideale per una buona e soddisfacente coltivazione del peperone è di medio impasto, profondo, molto fertile. È necessario che il terreno sia ben drenato e che contenga in quantità considerevoli un elemento particolare: il calcio. Le radici di questo ortaggio, rispetto allo sviluppo dello stesso nella sua parte esteriore, sono poco sviluppate. Il peperone è un tipo di ortaggio particolarmente sensibile al livello di salinità e mineralizzazione del terreno. Con un piaccametro, acquistabile nei più comuni negozi di giardinaggio a prezzi esigui, potrete valutare il livello di pH del terreno, che in questo caso dovrà essere compreso fra i 6,5 e i 7, quindi un pH medio. Va controllato che il substrato consenta il corretto drenaggio, così da evitare ristagni idrici che possono provocare marciumi radicali.

Concimazione e cura

Il peperone è un tipo di ortaggio particolarmente ghiotto di elementi nutritivi, e quindi la concimazione del suolo in cui dovrà crescere deve essere necessariamente abbondante e ricca di nutrimento. Considerate che ogni dieci metri quadrati di coltura, sarà necessario utilizzare in media dai trentacinque ai quarantacinque chilogrammi di stallatico (letame) maturo, oppure, in alternativa, di compost altrettanto macerato. Il peperone richiede una notevole quantità di microelementi, in particolare di magnesio: se il vostro terreno scarseggia in quanto a questo elemento, potrete correre ai ripari spargendolo di litotamnio o, se volete, di farina di roccia. Come molti altri ortaggi, il peperone è piuttosto sensibile alla carenza idrica. Procurargli stress in questo senso potrebbe danneggiarlo irrimediabilmente. È necessario dunque intervenire con frequenti annaffiature, sia nel semenzaio che nel periodo successivo al trapianto. Nel semenzaio, per esempio, dovrete annaffiare ogni tre giorni o quattro, mentre in campo è sufficiente un’abbondante irrigazione una volta ogni settimana. Una fra le cure colturali più indicate nella coltivazione del peperone, per proteggerlo dall’attacco di piante infestanti, è la pratica della scerbatura. Per ossigenare al meglio il terreno, potranno essere utili delle frequenti zappettature. La rincalzatura si renderà necessaria allorché, qualche settimana dopo il trapianto, si voglia stimolare la formazione dell’apparato radicale, proteggendo al contempo l’ortaggio dall’attacco di malattie fungine.

Semina

Per via delle esigenze termiche peculiari di questo ortaggio e della sua germogliazione prolungata (perfino 10-15 giorni), la semina immediata del peperone in campo aperto è molto poco diffusa. Infatti, è molto più probabile che avvenga in semenzaio. In base alle zone climatiche, la semina del peperone può essere effettuata durante la stagione invernale inoltrata (gennaio, febbraio) oppure a febbraio-marzo. Naturalmente, se vivete in zone calde, anticiperete la semina mentre se al contrario vivete in zone fredde la posticiperete come sopra descritto. La semina si effettua a spaglio, con righe distanziate di almeno dieci o quindici centimetri. Altrimenti, meglio ancora se inserirete ogni singolo seme in un piccolo recipiente di torba o terriccio. Nel caso voleste cimentarvi nella semina direttamente in campo, allora seminate a postarelle: collocate due o tre semi ciascuna e distanziatele tra loro di cinquanta o sessanta centimetri. In ambedue i tipi di semina, può essere conveniente piantare semi già germinati: per effettuare questa operazione bisogna collocarli in acqua per un giorno interno. Una volta estratti dall’acqua, occorre metterli in un ambiente molto caldo per una settimana. Quando vedrete spuntare la radichetta, i vostri semi saranno pronti. È opportuno effettuare il trapianto solo allorché, trascorsi due mesi dalla semina, la pianta presenta cinque foglie ben formate. E mi raccomando: di fondamentale importanza è assicurarsi che non sopraggiungano le gelate. La messa a dimora delle piantine, in base alle zone climatiche e alle condizioni ambientali, andrà effettuata da marzo a giugno.

Domande frequenti

  • Qual è la temperatura ideale per la coltivazione dei peperoni?
    Il peperone richiede un clima caldo-temperato con oscillazioni termiche precise. Per una crescita ottimale, le temperature notturni non devono scendere sotto i 18°C e quelle diurne non devono superare i 28°C. È fondamentale evitare il freddo: se la temperatura scende sotto i 15°C, la pianta cessa di germogliare e cresce stentatamente. Inoltre, temperature superiori ai 35°C possono causare gravi malformazioni ai frutti e scottature solari sulla buccia. Pertanto, proteggere la coltura dalle ondate di calore estremo e dal fresco mattutino è essenziale per garantire un raccolto sano e abbondante.
  • Come preparare il terreno e concimare correttamente i peperoni?
    Il terreno ideale deve essere di medio impasto, profondo, molto fertile e soprattutto ben drenato per evitare il temuto marciume radicale. Un aspetto cruciale è la presenza di calcio nel substrato. Il pH ottimale si aggira tra 6,5 e 7. La concimazione deve essere abbondante: si consiglia di apportare dai 35 ai 45 kg di letame maturo o compost per ogni 10 mq di coltura. Poiché i peperoni sono sensibili alla carenza di magnesio, è utile integrare con litotamnio o farina di roccia se il terreno ne è povero. Evitare terreni ad alta salinità per non stressare le radici.
  • Quando e come effettuare la semina dei peperoni?
    La semina diretta in campo è rara a causa della lenta germogliazione (10-15 giorni) e delle esigenze termiche. Si preferisce il semenzaio, da effettuarsi tra gennaio e marzo nelle zone temperate, anticipando nelle aree calde e posticipando in quelle fredde. La semina può avvenire a spaglio o, meglio, in singoli contenitori di torra. Per accelerare il processo, i semi possono essere messi in acqua per 24 ore e poi tenuti al caldo finché non spunta la radichetta. Il trapianto in campo avviene circa due mesi dopo la semina, quando la piantina ha cinque foglie vere e formate, garantendo che siano passate le gelate tardive.
  • Quali accorgimenti adottare per l'irrigazione e le cure colturali?
    Il peperone è molto sensivo alla siccità: uno stress idrico può danneggiare irreparabilmente la pianta. Nel semenzaio, le annaffiature devono essere frequenti (ogni 3-4 giorni), mentre in campo basta un'irrigazione abbondante settimanale. È vitale evitare i ristagni idrici. Oltre all'acqua, sono utili la scerbatura per eliminare le infestanti e zappature leggere per ossigenare il suolo. La rincalzatura, eseguita alcune settimane dopo il trapianto, aiuta a sviluppare l'apparato radicale e protegge la base della pianta dagli attacchi fungini. Mantenere il terreno costantemente umido ma mai zuppo è la chiave per un frutto sano.

Scheda Tecnica

Capsicum annuum

Nome scientificoCapsicum annuum
FamigliaSolanacee
Tipo di piantaOrtaggio erbaceo annuale
OrigineAmerica centrale e meridionale
EsposizionePieno sole, clima caldo-temperato
Temperatura minima15°C (sotto questa soglia non germoglia)
TerrenoMedio impasto, profondo, fertile, ricco di calcio, ben drenato
IrrigazioneFrequente e regolare, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate (dopo il trapianto)
AltezzaVariabile in base alla varietà e alle cure
ConcimazioneAbbondante, ricca di letame maturo/compost e magnesio (litotamnio/farina di roccia)
PotaturaNessuna specifica richiesta, eventuale sostegno per varietà alte
MoltiplicazioneSemina in semenzaio (gen-mar) o direttamente in campo (aprile-maggio)
Malattie e parassitiMarciumi radicali (da ristagni), afidi, tripidi, attacchi fungini
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (sensibile a freddo, siccità e salinità)