Domanda : sementi ho talee
Buongiorno ho una mia amica , che ha molto terreno , ma non ha molti soldi per comprare le piante , e io le ho consigliato di piantare i semi o fare delle talee . Mi potrebbe consigliare come fare per le piante da frutta e quale piante? comprese i limoni e gli aranci ? E inoltre per le piante degli ulivi , da olio ho da tavola? grazie Mille signora Lumari dall'isola di Milos Grecia
Risposta : sementi ho talee
Gentile Lumari, se è vero che arbusti e piante da fiore si ottengono con facilità da seme, per quanto riguarda le piante da frutto la cosa non è così semplice; la maggior parte delle piante da frutto sono innestate, per ottenre frutti delle dimensioni e col sapore migliore possibile. Quindi prelevandone i semi spesso si ottengono piante che producono frutti poco dolci o poco interessanti, o addirittura che non producono frutti. Gli agrumi delvatici, quelli ottenuti da seme, in genere non fioriscono; le ciliegie ottenute da seme in genere hanno frutti minuscoli e dal sapore amaro; spesso pruni, albicocchi e peschi selvatici, ottenuti da seme, producono piccle prugne poco dolci. Diventa quindi abbastanza difficile seminare le piante da frutto, perchè prima di vederne i frutti, e quindi capire se sono buoni, bisogna attendere un paio di anni. Forse più successo lo puoi avere propagando le piante da talea: le talee si rpaticano in primavera, utilizzando la crescita ancora verde dei nuovi gerogli, oppure in estate inoltrata utilizzando gli apici dei rami che non hanno fiorito.
Domande frequenti
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È possibile ottenere piante da frutto identiche alla madre seminando i semi?No, nella stragrande maggioranza dei casi i semi delle piante da frutto moderne non garantiscono caratteristiche genetiche uguali alla pianta madre. La maggior parte delle cultivar commerciali sono ibride o innestate per garantire qualità, dimensione e sapore del frutto. Seminando i semi si ottengono piante geneticamente variabili (spesso simili ai progenitori selvatici), che possono produrre frutti di scarsa qualità, amari, piccoli o addirittura sterili. Per avere certezza sulla qualità del raccolto, è necessario acquistare piante già innestate.
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Quali sono gli svantaggi principali della coltivazione da seme per agrumi e drupacee?Gli agrumi ottenuti da seme (franchi) impiegano moltissimo tempo per entrare in produzione e spesso non fioriscono affatto nei primi anni. Inoltre, i frutti potrebbero differire significativamente dalla varietà commerciale. Per le drupacee come ciliegi, pruni, albicocchi e peschi, i semi generano piante selvatiche che producono frutti minuscoli, duri e dal sapore amaro, privi del valore commerciale della varietà originale. L'attesa per vedere eventuali frutti può richiedere anche due anni o più, con alta probabilità di delusione qualitativa.
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Quando e come si eseguono le talee per la moltiplicazione delle piante?Le talee sono un metodo efficace per alcune specie, specialmente arbusti e piante ornamentali, meno comune per gli alberi da frutto da legno duro. Si praticano principalmente in due periodi: in primavera, prelevando germogli verdi e teneri (talea erbacea), oppure in tarda estate/autunno, utilizzando apici di rami lignificati ma non ancora completamente maturi (talea semilignea). È fondamentale usare rametti sani, preferibilmente da rami che non hanno fiorito recentemente, per aumentare le probabilità di radicazione. Il successo varia enormemente in base alla specie vegetale.
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Esistono eccezioni alle regole generali sulla propagazione delle piante da frutto?Sì, alcune piante da frutto si propagano facilmente da seme mantenendo caratteristiche accettabili, come alcuni tipi di meli selvatici usati come portainnesti, o piante come la papaya. Tuttavia, per la quasi totalità degli agrumi (limoni, aranci), delle drupacee (pesche, prugne, ciliege) e delle pomacee comuni, il seme non è affidabile per la riproduzione commerciale. Anche per l'ulivo, mentre esistono portainnesti da seme, le varietà da olio e da tavola vengono propagate per via agamica (innesto, margotta o talea) per preservare la genetica specifica e la produttività.






