Un esemplare giovane di Tricholoma terreum

Funghi

Tricholoma terreum

Il Tricholoma terreum è un fungo commestibile, che però bisogna raccogliere usando molta cautela. Infatti, la sua forma è simile a quella di moltissime altre specie del suo stesso genere, o di altri generi, spesso anche velenosi. Quindi, bisogna sempre avere il parere di un esperto micologo.

di Redazione

21 gennaio 2015

Un fungo discreto

Uno dei funghi commestibili che è più facile trovare nel territorio italiano, specie nelle aree settentrionali, si chiama Tricholoma terreum. Appartiene alla famiglia delle Tricholomataceae ed ha piccole dimensioni, e colore scuro. Per queste caratteristiche, per quanto sia diffuso, non è molto facile da trovare, e bisogna avere anche molta cautela nel raccoglierlo, perché si tratta di un micete dalla consistenza molto fragile. Si deve soprattutto fare attenzione a non confonderlo con altre specie del genere Tricholoma. I funghi del genere Tricholoma, infatti, si somigliano un po' tutti, e si possono distinguere solo per dei piccoli particolari. Alcuni però sono velenosi e possono condurre anche alla morte; quindi il Tricholoma terreum deve essere consumato solo dopo essersi accertati con sicurezza della sua identità, consultando un esperto, o rivolgendosi alla ASL.

Le caratteristiche del Tricholoma terreum

Per prima cosa, se si decide di andare in cerca di funghi, si devono conoscere nel dettaglio le caratteristiche morfologiche delle principali specie esistenti. Per quel che concerne il Tricholoma terreum, lo si riconosce in primis dal colore, che è grigio scuro, spesso tendente all'antracite. Il suo cappello è ricoperto da scaglie, che gli conferiscono una tonalità ancora più bigia. Da questo deriva il nome con cui il Tricholoma terreum viene più comunemente indicato dai cercatori di funghi, vale a dire moretta. Il cappello, inoltre, ha piccole dimensioni, assai raramente raggiunge i dieci centimetri di diametro, e non li supera mai. Il gambo invece può raggiungere i sette centimetri di altezza, è di colore biancastro, e in genere al suo interno, in età adulta, è cavo. Il cappello muta forma con la crescita del fungo: all'inizio sembra una capocchia di spillo, poi pian piano si appiattisce, e diventa umbonato al centro.

Dove si trova il Tricholoma terreum

Il Tricholoma terreum non ha né un odore né un sapore particolare, ma è sconsigliato assaggiarne le carni crude. Infatti, lo si potrebbe confondere con il Tricholoma pardinum, che è altamente tossico e può condurre, a volte, anche alla morte, perché provoca una violenta sindrome gastro enterica. La moretta si trova nel sottobosco, soprattutto nei boschi di aghifoglie, e predilige in modo particolare le pinete. Il periodo in cui si sviluppa va tra l'autunno e l'inverno, e a volte può resistere anche per buona parte di quest'ultimo, se il clima è particolarmente mite; ma non è raro poterne trovare degli esemplari in primavera. Se si vuole andare in cerca di esemplari di moretta, si può tenere a mente che le sue caratteristiche sono già espresse nel suo nome: Tricholoma viene dal greco, e vuol dire con l'orlo peloso, quindi indica il suo cappello sfrangiato ai bordi; mentre terreum indica il colore scuro, simile alla terra.

Come cucinare il Tricholoma terreum

Anche se quando è appena raccolto il Tricholoma terreum non emana un aroma particolare, tranne un lievissimo sentore di farina, una volta cotto diventa molto gustoso da mangiare. Il suo sapore resta comunque piuttosto delicato, quindi è bene non metterlo nei misti con altri funghi, ma è preferibile consumarlo da solo, per apprezzarne fino in fondo il gusto. Si può cuocere in tanti modi, ma la fragilità e deperibilità delle sue carni lo rendono adatto soprattutto a realizzare dei sughi e degli intingoli con i quali poi poter condire la polenta o un piatto di pasta. Per assaggiarlo in purezza, lo si può far saltare velocemente in padella con un po' di burro e prezzemolo. Per la conservazione della moretta, la modalità migliore è quella di metterla sottolio. Anzi, il Tricholoma terreum è giudicato uno dei funghi più buoni in assoluto, messi sottolio.

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Domande frequenti

  • Come riconoscere il Tricholoma terreum e distinguerlo dalle specie velenose?
    Il Tricholoma terreum, noto come 'moretta', si identifica principalmente per il cappello grigio scuro o antracite, coperto da scaglie fini, e per le dimensioni ridotte: il cappello raramente supera i 10 cm di diametro. Il gambo è biancastro, alto fino a 7 cm e tende a diventare cavo negli esemplari adulti. È fondamentale prestare massima attenzione perché molte specie del genere Tricholoma sono velenose. In particolare, non confonderlo mai con il Tricholoma pardinum, altamente tossico e responsabile di gravi sindromi gastroenteriche. L'identificazione sicura richiede sempre il confronto con un esperto micologo o la verifica presso la ASL locale.
  • Dove e quando si trova il Tricholoma terreum?
    Questo fungo è comune in Italia, specialmente nelle regioni settentrionali. Cresce nel sottobosco, prediligendo nettamente le foreste di aghifoglie, in particolare le pinete. Il periodo di raccolta principale va dall'autunno all'inverno; tuttavia, in climi miti, può persistere fino alla primavera. La sua presenza è favorita da ambienti umidi e ombreggiati tipici delle pinete. Non avendo un odore o sapore distintivo crudo, la localizzazione visiva nell'habitat specifico è cruciale per individuarlo correttamente rispetto ad altre specie simili.
  • Qual è il sapore del Tricholoma terreum e come si cucina meglio?
    Cruddo, il Tricholoma terreum non ha aromi particolari, salvo un lievissimo sentore di farina, ed è sconsigliato il consumo crudo. Una volta cotto, sviluppa un sapore delicato ma molto gustoso. Data la sua delicatezza, è consigliato non inserirlo in misti complessi, ma prepararlo da solo per apprezzarne il gusto puro. La sua consistenza fragile e la rapida deperibilità lo rendono ideale per sughi e intingoli da abbinare a polenta o pasta. Un'altra ottima preparazione è il soffritto veloce in padella con burro e prezzemolo.
  • È possibile conservare il Tricholoma terreum? Qual è il metodo migliore?
    Sì, il Tricholoma terreum si presta bene alla conservazione. Considerata la sua natura fragile e la tendenza a deteriorarsi rapidamente dopo la raccolta, il metodo più efficace e tradizionale è la conservazione sott'olio. Questa tecnica non solo prolunga la durata del fungo, ma ne esalta ulteriormente il sapore, rendendolo uno dei funghi più apprezzati in questa preparazione. Assicurati che i funghi siano ben puliti e cotti prima di procedere con l'immersione nell'olio aromatizzato per garantire una corretta conservazione.

Scheda Tecnica

Tricholoma terreum

Nome scientificoTricholoma terreum
FamigliaTricholomataceae
Tipo di piantaFungo commestibile
OrigineEuropa, Asia, Nord America
EsposizioneSottobosco, pinete
TerrenoForeste di aghifoglie, suolo acido
IrrigazioneNativa (ambiente forestale)
FiorituraAutunno-Inverno (talvolta Primavera)
AltezzaMax 7 cm (gambo)
ConcimazioneNon applicabile
PotaturaNon applicabile
MoltiplicazioneSpore naturali
Malattie e parassitiConfondibile con specie tossiche (es. T. pardinum)
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede esperienza per evitare errori di identificazione)