Prataiolo giallo

Funghi

Prataiolo

Il prataiolo è un fungo che viene molto apprezzato in cucina. Per poter gustare pienamente il gusto delicato di tale fungo in completa sicurezza è bene imparare a conoscerlo al meglio per evitare problemi e per scoprire come distinguerlo fra tutte le varie specie.

di Redazione

20 novembre 2014

Il prataiolo

Il prataiolo è un fungo che appartiene alla famiglia delle Agaricaceae, che comprendono funghi carnosi, con gambo e cappello distinti, che si decompongono facilmente. Il prataiolo è un fungo che cresce nei prati e lo si può trovare nel periodo fra l'estate e l'autunno. Vive in colonie e può arrivare a crescere anche a 2000 metri di altitudine, ma sempre lontano dagli alberi. Oltre che nelle zone a clima temperato europee, è possibile trovare colonie di prataioli anche in Africa, America, Australia e Asia. È opportuno consumare il fungo giovane, perché maturando può risultare alterato e poco commestibile. Esistono molte varietà di prataiolo, con differenze sia nel colore sia nella dimensione, quindi per riuscire a riconoscere adeguatamente il fungo è opportuno capire come distinguerlo e quali siano le caratteristiche principali.

Caratteristiche del prataiolo

Per distinguere correttamente il prataiolo dalle specie velenose o non commestibili si devono analizzare le caratteristiche.Il cappello è globuloso e ha margini uniti al gambo, ha una cuticola giallo-bianca da giovane che diventa bruna quando è maturo il fungo.Le lamelle sono incurvate verso il margine e sono libere dal gambo. Le colorazioni variano fra il rosa, il rosso e il viola, non devono assolutamente essere bianche perché potrebbe trattarsi di un Leucoagaricus leucothites o di una amanita, entrambi non commestibili.Il gambo è cilindrico di colore bianco e presenta un anello bianco. Non deve assolutamente essere presente la volva, perché, in questo caso, si tratterebbe di una amanita.La carne del cappello deve essere soda e di colore bianco o tendente ad un colore rosso-vinaccia.

Coltivazione del prataiolo in fungaia

È possibile oltre che a reperire i prataioli nel loro ambiente naturale, anche coltivarli per averli facilmente a disposizione. È da considerare però che esiste anche una varietà velenosa di prataiolo, l'Agaricus xanthoderma, facilmente riconoscibile perché una volta sezionato ha una colorazione gialla del piede, possibile trovare anche alcune striature gialle sul gambo.Per la coltivazione del prataiolo si deve provvedere ad un substrato ottimale per consentirne la crescita. Il terreno dovrebbe essere preparato mescolando paglia di grano, della pollina, del gesso agricolo e dell'acqua. Il substrato va poi posato sua una platea di cemento in modo da farlo fermentare adeguatamente. Il substrato, una volta maturo, deve essere pastorizzato, per eliminare la microflora patogena, sottoponendolo a forti sbalzi termici.

Cura del prataiolo in fungaia

Una volta che il substrato è stato preparato ed è maturo e pastorizzato si può procedere con l'inoculazione del micelio del prataiolo nel composto. Terminata questa fase si deve confezionare il composto in blocchi che vengono trasportati nella fungaia. In questo luogo il composto viene mantenuto ad una temperatura di 25 gradi per un tempo massimo di 14 giorni. In questo periodo inizieranno a spuntare le nuove ife che ricopriranno interamente la massa del substrato. Finita questa fase si deve pressare il composto e lo si deve ricoprire con un apposito terriccio, mantenendolo successivamente a 25 gradi per altri 10 giorni. Successivamente la temperatura viene abbassata a 16 gradi, aumentando la ventilazione per eliminare gli eccessi di anidride carbonica fino alla completa fuoriuscita del fungo.

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Domande frequenti

  • Come distinguere il prataiolo commestibile dalle Amanite velenose?
    La differenza principale risiede nella presenza della volva alla base del gambo. Il prataiolo non possiede la volva, mentre le Amanite sì. Inoltre, osservate le lamelle: quelle del prataiolo sono inizialmente rosa/rosse/viola e diventano scure con la maturazione, mai bianche. Infine, il gambo del prataiolo presenta un anello bianco distinto sotto il cappello. Se notate una volva sacculiforme alla base o lamelle bianche, non raccogliete il fungo poiché potrebbero trattarsi di specie letali.
  • Qual è la varietà di prataiolo tossica da evitare?
    La varietà tossica da evitare è l'Agaricus xanthoderma. Si distingue facilmente dal prataiolo comune perché, una volta tagliato o lesionato, la carne del piede e talvolta le striature del gambo virano rapidamente al giallo intenso. Questa reazione cromatica è un segnale d'allarme immediato. A differenza del prataiolo buono, che mantiene una carne bianca o leggermente rosata, questa specie sviluppa quella colorazione gialla caratteristica, indicando la sua natura velenosa e non commestibile.
  • Quando è il momento migliore per raccogliere il prataiolo?
    È fondamentale consumare il prataiolo quando è ancora giovane. Con la maturazione, il fungo tende ad alterarsi, diventando meno commestibile e potenzialmente pericoloso per la digestione. I giovani esemplari presentano un cappello globoso con margini ancora uniti al gambo e lamelle chiare. Appena il cappello si apre completamente e le lamelle diventano marroni scure o nere per la caduta delle spore, il fungo perde qualità nutrizionale e sapore, rendendone sconsigliato il consumo.
  • Come si prepara il substrato per coltivare il prataiolo?
    Il substrato ideale si ottiene mescolando paglia di grano, pollina (letame), gesso agricolo e acqua. Questo mix deve essere disposto su una platea di cemento per permettere una corretta fermentazione. Una volta raggiunto il punto di maturazione, il materiale deve essere pastorizzato mediante sbalzi termici elevati per eliminare qualsiasi microflora patogena competitiva. Solo dopo questa fase di preparazione e sanificazione del substrato si procede con l'inoculo del micelio.
  • Quali sono le fasi di temperatura per la coltivazione in fungaia?
    La coltivazione richiede tre fasi termiche precise. Dopo l'inoculo, il substrato va tenuto a 25°C per circa 14 giorni affinché il micelio colonizzi il mezzo. Successivamente, dopo aver pressato il composto e aggiunto il terriccio di copertura, si mantengono i 25°C per altri 10 giorni. Infine, per stimolare la fruttificazione, la temperatura va abbassata a 16°C, aumentando contemporaneamente la ventilazione per disperdere l'anidride carbonica e favorire la nascita dei corpi fruttiferi.

Scheda Tecnica

Agaricus bisporus

Nome scientificoAgaricus bisporus
FamigliaAgaricaceae
Tipo di piantaFungo
OrigineEuropa, Africa, America, Australia, Asia
EsposizioneAmbienti ombreggiati o semiombrosi, lontani dagli alberi
TerrenoSubstrato ricco di paglia, pollina e gesso
IrrigazioneUmidità ambientale controllata, evitando ristagni
FiorituraEstate-Autunno
AltezzaVariabile, fino a 2000 m s.l.m.
ConcimazioneNon necessaria se substrato ben preparato
PotaturaNon applicabile
MoltiplicazioneSpore o micelio (inoculo)
Malattie e parassitiContaminazioni batteriche/fungine, insetti del compost
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede controllo temperatura e sterilizzazione)