Stimmi dello zafferano

Aromatiche

Pianta zafferano

Lo zafferano coltivato in Italia è un eccellente prodotto e la sua qualità dipende dalla zona di produzione. Infatti una pianta di zafferano dà luogo a un prodotto che ha caratteristiche organolettiche differenti in funzione del tipo di terreno, del clima e dei metodi di lavorazione.

di Redazione

22 gennaio 2016

Caratteristiche della pianta di zafferano

La pianta appartiene al genere Crocus che ha 80 specie circa. Quando è adulta è formata da un bulbo-tubero che ha un diametro di 5 cm circa che contiene 20 gemme indifferenziate da cui hanno origine gli organi. Solo 3 sono le gemme da cui si originano i fiori e le foglie; le altre, che sono più piccole, producono soltanto bulbi secondari. Nello sviluppo dalle gemme del bulbo partono i getti, uno per gemma: quindi da ogni bulbo possono spuntare 2 o 3 getti che escono dalla terra avvolti in una cuticola dura e bianca che li protegge e che consente alla pianta di forare la crosta superficiale del terreno. Il getto contiene foglie e fiori quasi del tutto sviluppati e, quando esce dalla terra, si apre e permette alle foglie di potersi allungare e al fiore di sbocciare completamente.Il fiore è formato da sei petali violetti. Dall'ovario, situato sulla base del bulbo, ha origine uno stilo lungo e giallo che raggiunge il fiore alla base, dove si divide in tre stimmi piuttosto lunghi di un rosso molto intenso. Le foglie sono strette e allungate: raggiungono in genere i 30/35 cm, ma in larghezza non superano i 5 mm.

Origine e attività vegetativa della pianta dello zafferano

Il Crocus sativus è il risultato di una selezione artificiale a partire da una specie che aveva la sua origine a Creta e che si chiamava Crocus cartwrightianus. La selezione è stata fatta dai coltivatori per cercare di migliorare la produzione dei suoi stimmi. La pianta dello zafferano è incapace di produrre semi fertili, per cui la sua riproduzione può avvenire solo mediante la clonazione del bulbo. Quindi la coltivazione è legata strettamente all'assistenza dell’uomo.La stasi vegetativa della pianta è in estate, da giugno a settembre. All’inizio di ottobre hanno origine 2/3 spate dal colore bianco, rivestite da uno strato rigido di tuniche. Da queste, una volta uscite dalla terra, escono mazzetti di 10 foglie. Alla fine di ottobre spuntano i fiori. L'attività vegetativa rallenta d'inverno e riprende a fine marzo quando genera i bulbi nuovi. A maggio le foglie si essiccano gradatamente e a giugno i bulbi nuovi avranno accumulato materiale e potranno entrare nella fase di stasi.La spezia zafferano si ricava dallo stimma trifido della pianta e il termine deriva dal latino safranum, che deriva a sua volta dalla parola araba, che significa giallo.

La coltivazione della pianta di zafferano

La pianta dello zafferano è adatta a climi con piovosità media, circa 300-400 mm all’anno, tipici di Grecia e Spagna. La pianta tollera climi anche più piovosi, come ad esempio nel Kashmir, dove si raggiungono anche i 1500/2000 mm di pioggia all’anno. I coltivatori devono evitare assolutamente il ristagno d'acqua, dannoso per la pianta. Perciò la coltivazione su un terreno un po’ scosceso si preferisce a quella su un terreno pianeggiante. Si devono evitare terreni pesanti e poco permeabili. La coltivazione si consiglia su terreni argillosi o sabbiosi con un buon drenaggio e permeabili. La pianta dello zafferano sopporta le temperature rigide invernali, anche sotto lo 0: i bulbi iniziano a soffrire solo al di sotto dei meno 12 °C. Il Crocus sativus sopporta la neve e il gelo per brevi periodi. D’estate, quando la pianta è in quiescenza, la temperatura alta non crea nessun problema al bulbo. Le tecniche per la coltivazione che vengono usate sono tecniche annuali oppure poliennali.

Utilizzo dello zafferano

Nei tempi passati la pianta dello zafferano, della quale si utilizzano solo gli stimmi, veniva utilizzata come pianta medicinale. Allo zafferano erano attribuite delle proprietà antispastiche, sedative e antidolorifiche. Al giorno d’oggi, tuttavia, è stato scoperto che si possono creare con lo zafferano dei composti abortivi: infatti l'utilizzo di soli 20 grammi al giorno di zafferano può anche essere mortale.Inoltre l'utilizzo dello zafferano, in rari casi, può dare effetti collaterali come torpore, vertigini o manifestazioni di emorragie per la riduzione delle piastrine, detta anche trombocitopenia e per la riduzione di protrombina, detta ipoprotrombinemia.Lo zafferano oggi viene usato solo nell'industria alimentare: in gastronomia viene molto usato come spezia aromatica e anche come colorante naturale. Lo zafferano è ricco di sostanze carotenoidi le quali consentono di ridurre il danno cellulare provocato dai radicali liberi. In gastronomia l’utilizzo più conosciuto e tipico della cucina regionale italiana è per preparare il risotto alla milanese detto anche risotto giallo per la colorazione che assume dovuta alla presenza dello zafferano nella ricetta.

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Domande frequenti

  • Come si moltiplica la pianta di zafferano?
    Lo zafferano coltivato (Crocus sativus) è sterile e non produce semi fertili. La sua unica modalità di riproduzione è la divisione clonale dei bulbi-tuberi. Ogni bulbo maturo contiene diverse gemme indifferenziate: alcune daranno origine a fiori e foglie, mentre quelle più piccole svilupperanno nuovi bulbi secondari. Questo processo richiede l'intervento umano per separare e reimpiantare i bulbi figli, rendendo la coltivazione dipendente dall'assistenza continua dell'uomo.
  • Qual è il periodo migliore per piantare i bulbi di zafferano?
    I bulbi di zafferano vanno interrati in primavera o inizio estate, dopo la fase di stasi vegetativa. Secondo il ciclo descritto, a maggio le foglie si essiccano e i bulbi entrano in quiescenza. È in questo momento che possono essere scavati e divisi. Tuttavia, la fioritura avviene in autunno (fine ottobre), seguita dalla crescita fogliare. Il periodo ideale per la messa a dimora definitiva è solitamente tra giugno e luglio, prima dell'inizio delle piogge autunnali che attivano la ripresa vegetativa.
  • Che tipo di terreno e irrigazione necessita lo zafferano?
    Lo zafferano predilige terreni sciolti, argillosi o sabbiosi, con ottima permeabilità e drenaggio. È fondamentale evitare terreni pesanti o soggetti a ristagni idrici, poiché l'eccesso di umidità è letale per i bulbi. La pianta tollera piovosità media (300-400 mm annui) ma resiste bene anche in zone più piovose se il suolo non trattiene acqua stagnante. Si consiglia spesso la coltivazione su terreni leggermente scoscesi per favorire lo smaltimento delle acque piovane rispetto ai terreni pianeggianti.
  • Quali sono le proprietà medicinali e i rischi dell'uso dello zafferano?
    Storicamente usato per le sue proprietà antispastiche, sedative e antidolorifiche, lo zafferano moderno è impiegato principalmente in gastronomia. Tuttavia, l'uso terapeutico richiede cautela: dosi elevate (circa 20 grammi al giorno) possono essere tossiche o addirittura mortali. Può causare effetti collaterali come torpore, vertigini, emorragie, trombocitopenia (riduzione piastrine) e ipoprotrombinemia. Inoltre, alcuni composti potrebbero avere effetti abortivi. Va utilizzato solo come spezia alimentare nelle dosi tradizionali.

Scheda Tecnica

Crocus sativus

Nome scientificoCrocus sativus
FamigliaIridaceae
Tipo di piantaGeofita bulbosa
OrigineSelezione artificiale da Crocus cartwrightianus (Creta)
EsposizionePieno sole
TerrenoArgilloso o sabbioso, ben drenato, permeabile
IrrigazioneModerata, evitare assolutamente ristagni idrici
FiorituraAutunnale (fine ottobre - novembre)
Altezza15-25 cm (foglie fino a 35 cm)
PotaturaNon necessaria, rimuovere foglie secche a maggio
MoltiplicazioneDivisione dei bulbi (clonazione), non produce semi fertili
Malattie e parassitiSensibile al ristagno d'acqua e marciumi
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede attenzione al drenaggio e cura del bulbo)

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