Esemplare adulto di capua

Malattie melo e pero

Capua

La capua è un insetto che colpisce prevalentemente il melo ed il pero, ma che può trovarsi anche su altri fruttiferi e sulle latifoglie; si tratta di una piccola farfalla, che depone le sue uova sulla pagina inferiore delle foglie. Le larve si cibano dei germogli e dei boccioli floreali.

di Redazione

23 giugno 2016

Capua

Viene chiamata con questo nome una piccola farfalla bruna, con apertura alare di circa due centimetri, abbastanza diffusa nei frutteti del nord Italia; si tratta di un insetto detto ricamatore, perché le larve di questa farfalla si cibano del fogliame e della frutta delle piante, disegnandovi sopra una fitta rete di sottili cunicoli, simili a delicati ricami. Non sono insetti molto diffusi in Italia, ma se presenti in una coltivazione possono causare danni anche gravi, tra cui soprattutto la diminuzione del raccolto ed il deprezzamento dei frutti. Questo insetto produce molte uova, che depone sulla pagina inferiore delle foglie; dalle uova nascono numerose larve, che prediligono inizialmente i germogli floreali e le foglie più tenere e delicate. Nel corso della loro vita possono attaccare anche i frutti, difficilmente erodono il legno o la corteccia.

Ciclo biologico

La capua svolge due generazioni all'anno; le larve già sviluppate si annidano in autunno in minuscoli bozzoli, prodotti tra le scaglie della corteccia, nelle fessure, sotto le foglie secche autunnali. Così protette dal freddo sopravvivono senza problemi fino all'arrivo della primavera, quando si risvegliano ed attaccano i germogli, in aprile e maggio; dalle larve impupate nascono gli adulti, in maggio e giugno, che possono accoppiarsi e depositare le uova. La prima generazione nasce tra la fine di giugno e l'inizio di luglio, e si ciba del fogliame e anche dei frutti delle piante del frutteto. Queste larve divengono adulte in agosto, in tempo per produrre nuovamente le uova, che si schiuderanno prima dell'autunno. Le larve della seconda generazione svernano per prepararsi per la primavera dell'anno successivo.

Lotta alla capua

La lotta a questo insetto avviene assieme a quella per altri lepidotteri ricamatori, come pandemis o archips; visto che questi insetti producono più generazioni durante la primavera e l'estate, e che il numero di uova deposte è strettamente correlato al numero di adulti che sfarfallano, è importante monitorare il numero di farfalle presenti nel frutteto, prima di effettuare qualsiasi trattamento. In questo modo si interviene solo quando gli insetti costituiscono una minaccia reale; risulta difficile effettuare trattamenti preventivi, e gli insetti vanno colpiti con insetticidi mirati. Per questi motivi si mantengono monitorati i frutteti utilizzando delle trappole a feromoni: quando si catturano alcuni adulti per qualche giorno di seguito, si procede al trattamento di tutto il frutteto. Queste farfalle si debellano utilizzando insetticidi di vario tipo, che in genere non hanno efficacia al 100%, ma semplicemente mantengono controllata la popolazione.

Lotta biologica

La lotta con l'utilizzo di insetticidi non sempre è praticabile: spesso le larve sono in pieno sviluppo nel momento in cui le piante ingrossano i loro germogli, e alla fioritura. Durante la produzione dei fiori non è possibile effettuare trattamenti insetticidi, perché ucciderebbero o disturberebbero anche gli insetti impollinatori; e molti insetticidi risultano fitotossici se utilizzati sulle tenere foglie. Quindi in alcuni periodi dell'anno i trattamenti potrebbero causare danni peggiori a quelli prodotti dagli insetti. Per questo motivo da anni si cercano strumenti più rispettosi di piante ed insetti utili. Nei frutteti biologici si stimola lo sviluppo degli insetti antagonisti, tra cui alcuni imenotteri che si cibano delle uova e delle larve e di altri insetti ricamatori. Nel caso di infestazioni manifeste, si utilizzano prodotti mirati, come bacillus thuringensis, o virus della granulosi. Questi virus e batteri non sono per nulla dannosi per l'uomo, per i piccoli animali o per gli insetti utili, mentre sono mortali per le minuscole larve di capua.

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Domande frequenti

  • Come riconoscere visivamente i danni causati dalla Capua sulle piante?
    I danni principali della Capua sono causati dalle sue larve, non dall'adulto. Le larve si nutrono di foglie, germogli e frutti, scavando gallerie sottili e intricate all'interno dei tessuti vegetali. Questo crea una rete di cunicoli superficiali che ricorda un delicato ricamo, da cui il nome comune di 'ricamatore'. I frutti colpiti presentano queste gallerie esterne, che ne compromettono la commerciabilità e il valore commerciale, portando spesso a un deprezzamento del raccolto.
  • Quali piante vengono colpite principalmente dalla Capua?
    La Capua colpisce prevalentemente il melo e il pero, rappresentando una minaccia significativa per questi fruttiferi. Tuttavia, non si limita a essi: può essere trovata anche su altre specie di alberi da frutto e su varie latifoglie. La sua presenza è particolarmente nota nei frutteti del Nord Italia, dove le condizioni climatiche favoriscono lo sviluppo di entrambe le generazioni annuali dell'insetto.
  • Quando effettua i danni la Capua e qual è il suo ciclo vitale?
    La Capua compie due generazioni all'anno. Le larve svernano in bozzoli protetti sotto la corteccia o tra le foglie secche. In primavera (aprile-maggio) attaccano i germogli e i boccioli floreali. Gli adulti emergono a maggio-giugno e depongono uova. La prima generazione di larve si sviluppa a giugno-luglio, danneggiando foglie e frutti. Una seconda generazione segue in estate, con le larve che si preparano allo svernamento ad agosto-settembre.
  • Come si monitora e gestisce l'infestazione di Capua in modo efficace?
    Il monitoraggio si basa sull'uso di trappole a feromoni per catturare gli adulti. Si interviene con trattamenti solo quando si rileva una presenza costante di farfalle, evitando interventi inutili. Poiché le larve sono difficili da colpire con insetticidi convenzionali (spesso fitotossici o inefficaci contro le gallerie interne), la strategia migliore è preventiva e mirata. È fondamentale rispettare i tempi di carenza e proteggere gli impollinatori durante la fioritura.
  • Esistono metodi di lotta biologica efficaci contro la Capua?
    Sì, nella lotta biologica si privilegiano metodi naturali. Si incoraggia la presenza di insetti antagonisti, come alcuni imenotteri parassitoidi che predano uova e larve. In caso di infestazioni gravi, si possono utilizzare prodotti specifici come il *Bacillus thuringiensis* o il virus della granulosi (GV). Questi agenti sono letali per le larve di Capua ma sicuri per l'uomo, gli animali domestici e gli insetti utili come le api.