Psilla del Pero

La psilla del pero

La psilla del pero è un insetto di piccolissime dimensioni, lungo appena 3-5 millimetri; essa, il cui nome scientifico è Cacopsylla pyri, appartiene alla famiglia dei Psillidi, al sottordine degli Omotteri. Questo particolare tipo di insetto è un fitofago della pianta del pero che può intaccare l'albero producendo gravi infezioni o causandone addirittura la morte, per questo è fondamentale riconoscerne i segni ed intervenire con rapidità. L'insetto presenta un colore ocra o tendente al blu e possiede delle ali trasparenti che hanno la forma di un tetto a spiovente e si trovano lungo il corpo. Le neanidi, ossia lo stadio dell'insetto non ancora maturo, si differenziano molto dagli adulti in quanto hanno una forma appiattita, un colore giallo arancio e sono ricoperte di una sostanza protettiva, la melata. Quest'ultima è presente anche sulle uova, che hanno una forma particolarmente allungata.
Uova di psilla

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Gli adulti di Psilla

Esemplare adulto Questo insetto è solito svernare allo stato di adulto riparato sotto la corteccia dell'albero che ha scelto come dimora. Nella stagione più fredda inoltre raggiunge i rami apicali per cercare sostanze nutritive. Le femmine di questa specie depongono le loro uova con l'arrivo della primavera, ad una temperatura non inferiore ai 10 gradi, o in solitudine o in gruppo. La maggior parte delle uova di questo insetto si schiude insieme alla nascita delle prime gemme; i nuovi esemplari infatti mangiano i germogli appena sbocciati che vengono di conseguenza ricoperti di melata. In un anno solare si possono ottenere fino a cinque generazioni di adulti; quelle estive a volte possono sovrapporsi mentre, se in condizioni di ottima prolificazione, questo insetto fitofago può raggiungere anche le sette generazioni all'anno.

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I danni

Danni provocati dagli insetti di Psilla I danni che questo insetto può causare al pero sono dovuti in particolar modo alla sottrazione della linfa, alla deformazione delle foglie, alla mancanza di frutti, alla diffusione della melata, tutti fattori che, se non contrastati in modo efficace, possono portare a gravi problematiche. Questa patologia, nonostante possa essere tenuta sotto controllo e sconfitta, può portare, se non correttamente trattata, alla moria del pero. In genere si parla di due differenti tipologie di danni: diretti o indiretti. Sono danni diretti l'arresto vegetativo e le necrosi; mentre si definiscono danni indiretti alla pianta malattie come l'asfissia e le scottature, causate direttamente dall'accumulo di melata. E' proprio questa sostanza che può inoltre generare la presenza di funghi saprofiti , quali le fumaggini, pericolosi per la buona riuscita della fotosintesi clorofilliana e per il metabolismo.


Psilla del Pero: Trattamento contro la Psilla

Un pero in frutto La Psilla può essere scongiurata avendo cura di arieggiare la chioma del nostro albero e praticando potature di sfoltimento; inoltre è bene cercare di scansare i ristagni d'acqua per evitare l'umidità. Per combattere questo parassita, se l'infestazione è di lieve entità, sarà sufficiente realizzare dei lavaggi ogni sette otto giorni con un prodotto detergente misto ad acqua; potete anche utilizzare un concime ad alto tenore di azoto o una soluzione a base di potassio. Tutto ciò contribuirà ad asportare la melata. Dopo un accurato lavaggio potete procedere all'utilizzo di insetticidi chimici. Tra i prodotti più efficaci e più utilizzati vi sono i chitino inibitori e l'olio bianco. Se tutti i prodotti dovessero risultare inefficaci, in ultima ipotesi, si potrà ricorrere ad un prodotto a base di piretro o a base di abamectina.


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