Uova di psilla

Malattie melo e pero

Psilla del Pero

La psilla del pero è uno tra gli insetti più pericolosi che possono intaccare la salute dei nostri alberi da frutto; inoltre combatterlo è molto difficile in quanto risulta resistente a molti prodotti chimici.

di Redazione

28 giugno 2016

La psilla del pero

La psilla del pero è un insetto di piccolissime dimensioni, lungo appena 3-5 millimetri; essa, il cui nome scientifico è Cacopsylla pyri, appartiene alla famiglia dei Psillidi, al sottordine degli Omotteri. Questo particolare tipo di insetto è un fitofago della pianta del pero che può intaccare l'albero producendo gravi infezioni o causandone addirittura la morte, per questo è fondamentale riconoscerne i segni ed intervenire con rapidità. L'insetto presenta un colore ocra o tendente al blu e possiede delle ali trasparenti che hanno la forma di un tetto a spiovente e si trovano lungo il corpo. Le neanidi, ossia lo stadio dell'insetto non ancora maturo, si differenziano molto dagli adulti in quanto hanno una forma appiattita, un colore giallo arancio e sono ricoperte di una sostanza protettiva, la melata. Quest'ultima è presente anche sulle uova, che hanno una forma particolarmente allungata.

Gli adulti di Psilla

Questo insetto è solito svernare allo stato di adulto riparato sotto la corteccia dell'albero che ha scelto come dimora. Nella stagione più fredda inoltre raggiunge i rami apicali per cercare sostanze nutritive. Le femmine di questa specie depongono le loro uova con l'arrivo della primavera, ad una temperatura non inferiore ai 10 gradi, o in solitudine o in gruppo. La maggior parte delle uova di questo insetto si schiude insieme alla nascita delle prime gemme; i nuovi esemplari infatti mangiano i germogli appena sbocciati che vengono di conseguenza ricoperti di melata. In un anno solare si possono ottenere fino a cinque generazioni di adulti; quelle estive a volte possono sovrapporsi mentre, se in condizioni di ottima prolificazione, questo insetto fitofago può raggiungere anche le sette generazioni all'anno.

I danni

I danni che questo insetto può causare al pero sono dovuti in particolar modo alla sottrazione della linfa, alla deformazione delle foglie, alla mancanza di frutti, alla diffusione della melata, tutti fattori che, se non contrastati in modo efficace, possono portare a gravi problematiche. Questa patologia, nonostante possa essere tenuta sotto controllo e sconfitta, può portare, se non correttamente trattata, alla moria del pero. In genere si parla di due differenti tipologie di danni: diretti o indiretti. Sono danni diretti l'arresto vegetativo e le necrosi; mentre si definiscono danni indiretti alla pianta malattie come l'asfissia e le scottature, causate direttamente dall'accumulo di melata. E' proprio questa sostanza che può inoltre generare la presenza di funghi saprofiti , quali le fumaggini, pericolosi per la buona riuscita della fotosintesi clorofilliana e per il metabolismo.

Trattamento contro la Psilla

La Psilla può essere scongiurata avendo cura di arieggiare la chioma del nostro albero e praticando potature di sfoltimento; inoltre è bene cercare di scansare i ristagni d'acqua per evitare l'umidità. Per combattere questo parassita, se l'infestazione è di lieve entità, sarà sufficiente realizzare dei lavaggi ogni sette otto giorni con un prodotto detergente misto ad acqua; potete anche utilizzare un concime ad alto tenore di azoto o una soluzione a base di potassio. Tutto ciò contribuirà ad asportare la melata. Dopo un accurato lavaggio potete procedere all'utilizzo di insetticidi chimici. Tra i prodotti più efficaci e più utilizzati vi sono i chitino inibitori e l'olio bianco. Se tutti i prodotti dovessero risultare inefficaci, in ultima ipotesi, si potrà ricorrere ad un prodotto a base di piretro o a base di abamectina.

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Domande frequenti

  • Come riconoscere visivamente la psilla del pero sui rami?
    L'adulto di Cacopsylla pyri è un insetto minuscolo, lungo solo 3-5 mm, dal colore ocra o bluastro. Presenta ali trasparenti ripiegate a tetto sul dorso. Le neanidi (giovani) sono gialle-arancioni, appiattite e spesso nascoste sotto una patina cerosa biancastra. Un segno inequivocabile dell'infestazione è la presenza di melata lucida e appiccicosa su foglie e frutti, che deriva dalla loro alimentazione a spese della linfa.
  • Quali sono i danni principali causati dalla psilla al pero?
    I danni diretti includono l'arresto vegetativo dei germogli e necrosi fogliari. I danni indiretti sono spesso più gravi: l'abbondante melata prodotta favorisce la crescita di funghi saprofiti come la fumaggine, che annerisce le foglie e riduce la fotosintesi. Inoltre, la perdita di linfa indebolisce l'albero, portando a una scarsa allegagione dei frutti e, nei casi estremi, alla morte della pianta.
  • Quando e dove sverna la psilla del pero?
    La psilla sverna nello stadio adulto, rifugiandosi nelle fessure della corteccia degli alberi infestati o sotto residui vegetali a terra. Con l'arrivo della primavera, quando le temperature superano i 10°C, gli adulti fuoriescono e si spostano verso i rami apicali per alimentarsi. È proprio in questa fase primaverile che le femmine iniziano a deporre le uova vicino alle gemme, anticipando la schiusa con la fioritura.
  • È possibile combattere la psilla del pero con rimedi naturali?
    Sì, per infestazioni lievi si possono usare lavaggi frequenti con detergenti neutri diluiti in acqua per asportare manualmente melata e insetti. L'uso di concimi ad alto tenore di azoto o soluzioni potassiche può aiutare a rigenerare la pianta. In alternativa, si può ricorrere al piretro, un insetticida naturale, o all'abamectina, sempre rispettando i tempi di carenza e le normative locali.
  • Quali prodotti chimici sono efficaci contro la psilla?
    Tra i prodotti chimici più efficaci figurano gli inibitori della chitinogenesi (che bloccano la formazione dell'esoscheletro nelle neanidi) e l'olio bianco, utilizzato principalmente in inverno per soffocare le uova e gli adulti svernanti. Questi interventi vanno calibrati attentamente poiché la psilla ha sviluppato una notevole resistenza a molti insetticidi tradizionali. È consigliabile alternare principi attivi diversi per prevenire resistenze.

Scheda Tecnica

Pyrus communis

Nome scientificoPyrus communis
FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineAsia centrale ed Europa meridionale
EsposizionePieno sole
TerrenoFresco, profondo, ben drenato, leggermente acido
IrrigazioneRegolare, evitando ristagni idrici
FiorituraPrimavera (aprile-maggio)
AltezzaDa 3 a 8 metri
ConcimazioneAzoto in primavera, potassio/fosforo in autunno
PotaturaInverno, per formare la struttura e rimuovere rami secchi
MoltiplicazioneInnesto su portainnesti specifici
Malattie e parassitiPsilla del pero, ticchiolatura, batteriosi, afidi
Difficoltà di coltivazioneMedia