Larva di rodilegno rosso

Malattie melo e pero

Rodilegno rosso

Il rodilegno rosso è un insetto parassita che è in grado di attaccare sia le piante ornamentali sia le piante da frutto, causando moltissimi danni. Quindi sarebbe opportuno conoscere adeguatamente il lepidottero per riuscire a prevenire gli attacchi o per curare le piante colpite.

di Redazione

24 giugno 2016

Rodilegno rosso

Il rodilegno rosso è un insetto, dell'ordine dei lepidotteri, che appartiene alla famiglia delle Cossidae. Il Cossus cossus ha una vita media della durata di circa 3 anni mostrando una vasta riproduzione durante il periodo estivo. Le larve hanno una lunghezza di circa 80 millimetri e presentano una colorazione variabile tra il rosa e il rosso-violaceo, in base allo stadio di sviluppo dell'insetto. Le larve possiedono otto paia di zampe e cominciano a scavare le gallerie dopo 12 giorni dalla nascita, dove poi trascorreranno l'inverno per riprendere il normale sviluppo la primavera successiva. Quando finisce lo stadio larvale, gli insetti escono dai canali che si sono scavati per realizzare un bozzolo, dal quale usciranno le farfalle dopo 30 giorni. Gli adulti hanno una colorazione grigio-bianca con delle striature.

Danni del rodilegno rosso

I sintomi dell'infestazione sono visivi, quindi sarebbe opportuno osservare attentamente le piante, soprattutto Pomacee e Drupacee. In caso di una infestazione larvale a stadio avanzato sarebbe possibile osservare sulla superficie colpita dei fori e degli sgretolamenti, segno del passaggio degli insetti. I danni che si possono riscontrare nella pianta sono rappresentati da vasti deperimenti dovuti alla mancanza di circolazione linfatica. In caso la pianta sia in uno stadio giovanile, in pieno sviluppo, l'attacco potrebbe provocare la rottura dei rami. I rami oltre a subire un danno a livello linfatico, vedono indebolita anche la loro struttura a causa delle gallerie scavate al loro interno. Le parti ferite dallo scavo degli insetti possono essere una via attraverso la quale potrebbero entrare altri patogeni.

Lotta al rodilegno rosso

La lotta contro i Cossus cossus prevede pratiche diversificate a seconda dei casi che devono essere trattati. La lotta guidata prevede il monitoraggio degli individui adulti mediante l'utilizzo di trappole sessuali, che dovrebbero essere installate nella prima metà di maggio. Per riuscire a prevenire adeguatamente l'infestazione si dovrebbe provvedere a trattare le parti legnose della pianta con insetticidi fosforganici, miscelati con degli oli bianchi, in modo da migliorare la penetrazione del prodotto e garantire una maggiore persistenza sulla pianta. In caso di presenza di infestazione si dovrebbe provvedere alla eliminazione delle larve sia con mezzi meccanici sia con mezzi chimici, per esempio insufflando degli aerosol nelle gallerie, saturandole e successivamente stuccando l'apertura.

Lotta biologica

La lotta biologica contro questo particolare tipo di insetto consiste in 2 metodologie diverse, la prima prevede l'utilizzo di microrganismi antagonisti, la seconda la cattura degli esemplari maschi. La cattura degli esemplari maschi avviene con delle trappole a feromone, in modo da garantire che le femminili non vengano fecondate e le uova risultino sterili. Per una lotta microbiologica si dovrebbero utilizzare alcuni organismi in grado di contrastare l'infestazione. Per esempio potrebbe essere utile impiegare delle tipologie di nematodi, come il Neoaplectana carpocapsae e il Neoaplectana feltiae. Tali nematodi spruzzati con degli strumenti all'interno delle gallerie, sono in grado di attaccare le larve degli insetti. Esiste anche la possibilità di utilizzare alcuni funghi entomopatogeni oppure impiegare insetti antagonisti come alcuni ditteri ed alcuni imenotteri.

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Domande frequenti

  • Come riconoscere un attacco di rodilegno rosso sulle piante?
    L'infestazione si manifesta principalmente con segni visibili sui rami e sul tronco. Osservando attentamente la corteccia, noterai piccoli fori circolari accompagnati da sgretolamento di legno e segatura, residui dello scavo delle gallerie interne. Nei casi più gravi, la pianta mostra un generale deperimento dovuto all'interruzione della circolazione della linfa. I rami colpiti diventano fragili e possono spezzarsi facilmente, specialmente se la pianta è giovane. Inoltre, le ferite aperte rappresentano un punto di ingresso ideale per altre malattie fungine o batteriche, aggravando ulteriormente la salute della pianta.
  • Quando installare le trappole per monitorare il rodilegno rosso?
    Per un monitoraggio efficace, le trappole sessuali vanno installate nella prima metà di maggio. Questo periodo coincide con il volo degli adulti, permettendo di capire subito se c'è una popolazione attiva nell'area. Catturando i maschi, si riduce anche il rischio di accoppiamento e successiva deposizione delle uova. È fondamentale posizionare le trappole in punti strategici vicino alle piante ospiti, come meli, peri e altre pomacee o drupacee, per intercettare gli insetti prima che inizino a deporre le uova sulla corteccia.
  • È possibile combattere il rodilegno rosso con metodi biologici?
    Sì, esistono efficaci soluzioni biologiche. Una metodologia prevede l'uso di nematodi benefici, come *Neoaplectana carpocapsae* e *N. feltiae*, che vengono irrorati direttamente dentro le gallerie scavate dalle larve. Questi microrganismi parassitano e uccidono le larve dall'interno. Un'altra opzione è l'impiego di funghi entomopatogeni o insetti antagonisti specifici. Inoltre, la cattura massiva dei maschi tramite trappole ai feromoni impedisce la fecondazione delle femmine, bloccando il ciclo riproduttivo senza usare sostanze chimiche sintetiche.
  • Cosa fare se vedo le larve di rodilegno nei rami?
    Se individui le larve all'interno delle gallerie, puoi intervenire con metodi meccanici o chimici mirati. Per l'eliminazione meccanica, prova a estrarre manualmente le larve se accessibile. In alternativa, insuffla aerosol insetticidi specifici direttamente nelle gallerie per saturarle e soffocare le larve. Dopo il trattamento, è essenziale stuccare ermeticamente l'apertura del foro per impedire l'ingresso di nuovi parassiti o agenti patogeni. Questa procedura va eseguita con cautela per non danneggiare ulteriormente il tessuto vegetale circostante.
  • Quali prodotti usare per la lotta chimica tradizionale?
    La lotta chimica convenzionale prevede l'uso di insetticidi fosforici applicati sulle parti legnose della pianta. Per aumentare l'efficacia, questi prodotti vanno miscelati con oli bianchi. L'olio migliora la penetrazione del principio attivo nella corteccia e ne prolunga la persistenza sull'organismo vegetale. Questo trattamento è particolarmente indicato quando si rileva una forte pressione infestante e le misure preventive non sono state sufficienti. Tuttavia, va utilizzato con prudenza rispettando i tempi di carenza e le normative locali per la tutela degli insetti utili.