La particolare consistenza delle carni della Russula virescens

Funghi

Russula virenscens

Il genere Russula è uno dei generi fungini che conta il maggior numero di specie, circa duecento in tutto, la maggior parte delle quali commestibili. Uno dei funghi del genere più ricercati si chiama Russula virescens, detta anche verdone, per via del suo peculiare colore.

di Redazione

13 gennaio 2015

Un fungo facilmente riconoscibile

Il vasto regno vegetale a cui appartengono i funghi è suddiviso in numerosi generi, uno dei quali si chiama Russula, e annovera circa 200 specie differenti. I funghi del genere Russula hanno tutti una caratteristica in comune, quella cioè di avere carni molto sode e compatte ma anche friabili, che si spezzano con facilità tra le mani, come se si trattasse di polistirolo. Per questo, i cappelli di questi miceti spesso tendono a spezzarsi anche quando sono ancora nel terreno; l'unico genere che presenta questa stessa particolarità è il Lactarius, che però, in più, emette anche un liquido simile a latte. Una delle specie di Russula più ricercata e prelibata è la Russula virescens, la quale non è molto comune ma è molto ricercata per via della bontà delle sue carni che, a differenza di quanto accade per la grande maggioranza dei funghi, possono essere consumate crude senza alcun pericolo di intossicazione.

Le caratteristiche della Russula virescens

Dunque, una caratteristica da cui si può riconoscere la Russula virescens nel sottobosco è la consistenza delle sue carni. ma ovviamente ci sono anche altre qualità estetiche che possono consentirne l'identificazione. La prima e più riconoscibile è il colore del suo cappello: virescens in latino vuol dire verdeggiante. Non a caso, una denominazione con cui questo fungo è spesso indicato in modo vulgato è verdone. Il cappello infatti è di colore verde, screziato come il verde rame. Il cappello è ricoperto da una cuticola molto fragile, che spesso è fratturata al centro. Il gambo invece è bianco e cavo al suo interno, e per questo motivo non lo si consuma. La Russula virescens viene molto apprezzata da lumache, o altri insetti, ed è frequente trovarla già smangiucchiata. Le lamelle inferiori sono di colore bianco, e nella Russula virescens sono assenti tanto l'anello che la volva.

Altre caratteristiche della Russula virescens

Bisogna fare molta attenzione al cappello verde della Russula virescens, perché potrebbe trarre in inganno e indurre a scambiarla con la mortale Amanita phalloides. Chiari indizi che possono consentire di distinguere queste due diverse specie di funghi sono l'assenza di anello e volva nella Russula, mentre sono presenti nell'Amanita. La Russula virescens, inoltre, cresce tra l'estate e l'autunno nei boschi di latifoglie, prediligendo castagne e noccioli, piante con le quali vive in simbiosi. Cresce a gruppetti, e in Italia si trova prevalentemente al Nord e al Centro. Quando si trova una Russula virescens, o la si crede tale, si può fare questa prova, per distinguerla da altre specie di Russula, ad esempio della Russula olivacea, che è commestibile ma tossica, se ingerita cruda. Se ne deve mettere un pezzetto in bocca, senza ingoiare, e se ne assaggia il sapore con la punta della lingua. Al gusto, non deve risultare piccante, ma dolce.

Come si consuma la Russula virescens

Se si ha la fortuna di raccogliere la Russula virescens, la prerogativa più caratteristica di questo fungo è che può essere mangiato crudo in tutta tranquillità. Mentre molti funghi devono essere necessariamente cotti per eliminare le tossine termolabili, nel caso del verdone questo non è necessario. Le sue carni hanno sapore e odore di nocciola; si possono cucinare alla griglia, ma sono ottime anche impanate e fritte. In alternativa, si possono usare per fare sughi e condimenti per la pasta e per la polenta. Molti assimilano la bontà della Russula virescens a quella dell'Amanita caesarea. Per la conservazione, il metodo più indicato consiste nel mettere il cappello sottolio. Altrimenti, da fresco, è un fungo che deperisce molto in fretta, quindi va mangiato subito, appena colto. Come si diceva, il gambo invece non è commestibile, perché il più delle volte è vuoto.

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Domande frequenti

  • Come distinguere la Russula virescens dall'Amanita phalloides?
    La distinzione è cruciale per la sicurezza alimentare. La Russula virescens non presenta né anello né volva alla base del gambo, mentre l'Amanita phalloides possiede entrambe queste strutture. Inoltre, la Russula ha carni sode e friabili che si spezzano come il polistirolo, mentre l'Amanita ha una struttura diversa. Il cappello della Russula è verde screziato, tipico del 'verdone'. In caso di dubbio, non raccogliete mai il fungo.
  • È sicuro mangiare la Russula virescens cruda?
    Sì, la Russula virescens è una delle poche specie di fungo che può essere consumata cruda senza rischi di intossicazione. A differenza di molte altre specie che richiedono la cottura per eliminare tossine termolabili, il verdone mantiene le sue proprietà anche allo stato crudo. Tuttavia, assicurati sempre dell'identificazione corretta prima del consumo, preferibilmente dopo aver verificato il sapore dolce (non piccante) su un piccolo pezzo.
  • Quali sono le migliori modalità di cottura per il verdone?
    Le carni del verdone hanno un profumo e sapore di nocciola. Possono essere gustate alla griglia, impanate e fritte, oppure utilizzate per preparare sughi e condimenti per pasta e polenta. Anche se commestibile crudo, la cottura esalta il suo aroma. Il gambo, essendo cavo e spesso legnoso, non è commestibile e va eliminato prima della preparazione.
  • Dove e quando trovare la Russula virescens?
    Questa specie cresce prevalentemente nel Nord e Centro Italia durante l'estate e l'autunno. Predilige i boschi di latifoglie, stabilendo una simbiosi con castagni e noccioli. Si presenta solitamente in piccoli gruppi. È importante notare che il cappello è spesso frammentato o smangiucchiato da lumache e insetti, segno naturale della sua presenza nel sottobosco.
  • Come si conserva correttamente la Russula virescens?
    Da fresca, la Russula virescens deperisce molto rapidamente e va consumata subito dopo la raccolta. Il metodo di conservazione ideale consigliato è quello di conservarla sott'olio. Questo permette di prolungarne la godibilità mantenendo le sue caratteristiche organolettiche, dato che la freschezza eccessiva è necessaria solo per il consumo immediato o per cotture rapide.

Scheda Tecnica

Russula virescens

Nome scientificoRussula virescens
FamigliaRussulaceae
Tipo di piantaFungo
OrigineItalia (Nord e Centro)
EsposizioneSottobosco di latifoglie (castagni, noccioli)
TerrenoSimbiotico con alberi
IrrigazioneN/A (fungo selvatico)
FiorituraEstate-Autunno
ConcimazioneN/A
PotaturaN/A
MoltiplicazioneSpore
Malattie e parassitiAttaccata da lumache e insetti
Difficoltà di coltivazioneFacile da riconoscere, attenzione alle confusione con Amanita phalloides