Russula virenscens

Un fungo facilmente riconoscibile

Il vasto regno vegetale a cui appartengono i funghi è suddiviso in numerosi generi, uno dei quali si chiama Russula, e annovera circa 200 specie differenti. I funghi del genere Russula hanno tutti una caratteristica in comune, quella cioè di avere carni molto sode e compatte ma anche friabili, che si spezzano con facilità tra le mani, come se si trattasse di polistirolo. Per questo, i cappelli di questi miceti spesso tendono a spezzarsi anche quando sono ancora nel terreno; l'unico genere che presenta questa stessa particolarità è il Lactarius, che però, in più, emette anche un liquido simile a latte. Una delle specie di Russula più ricercata e prelibata è la Russula virescens, la quale non è molto comune ma è molto ricercata per via della bontà delle sue carni che, a differenza di quanto accade per la grande maggioranza dei funghi, possono essere consumate crude senza alcun pericolo di intossicazione.
La particolare consistenza delle carni della Russula virescens

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Le caratteristiche della Russula virescens

Il verde cappello della Russula virescens Dunque, una caratteristica da cui si può riconoscere la Russula virescens nel sottobosco è la consistenza delle sue carni. ma ovviamente ci sono anche altre qualità estetiche che possono consentirne l'identificazione. La prima e più riconoscibile è il colore del suo cappello: virescens in latino vuol dire verdeggiante. Non a caso, una denominazione con cui questo fungo è spesso indicato in modo vulgato è verdone. Il cappello infatti è di colore verde, screziato come il verde rame. Il cappello è ricoperto da una cuticola molto fragile, che spesso è fratturata al centro. Il gambo invece è bianco e cavo al suo interno, e per questo motivo non lo si consuma. La Russula virescens viene molto apprezzata da lumache, o altri insetti, ed è frequente trovarla già smangiucchiata. Le lamelle inferiori sono di colore bianco, e nella Russula virescens sono assenti tanto l'anello che la volva.

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Altre caratteristiche della Russula virescens

Un cestino di Russula virescens Bisogna fare molta attenzione al cappello verde della Russula virescens, perché potrebbe trarre in inganno e indurre a scambiarla con la mortale Amanita phalloides. Chiari indizi che possono consentire di distinguere queste due diverse specie di funghi sono l'assenza di anello e volva nella Russula, mentre sono presenti nell'Amanita. La Russula virescens, inoltre, cresce tra l'estate e l'autunno nei boschi di latifoglie, prediligendo castagne e noccioli, piante con le quali vive in simbiosi. Cresce a gruppetti, e in Italia si trova prevalentemente al Nord e al Centro. Quando si trova una Russula virescens, o la si crede tale, si può fare questa prova, per distinguerla da altre specie di Russula, ad esempio della Russula olivacea, che è commestibile ma tossica, se ingerita cruda. Se ne deve mettere un pezzetto in bocca, senza ingoiare, e se ne assaggia il sapore con la punta della lingua. Al gusto, non deve risultare piccante, ma dolce.


Russula virenscens: Come si consuma la Russula virescens

Funghi essiccati, tra cui la Russula virescens Se si ha la fortuna di raccogliere la Russula virescens, la prerogativa più caratteristica di questo fungo è che può essere mangiato crudo in tutta tranquillità. Mentre molti funghi devono essere necessariamente cotti per eliminare le tossine termolabili, nel caso del verdone questo non è necessario. Le sue carni hanno sapore e odore di nocciola; si possono cucinare alla griglia, ma sono ottime anche impanate e fritte. In alternativa, si possono usare per fare sughi e condimenti per la pasta e per la polenta. Molti assimilano la bontà della Russula virescens a quella dell'Amanita caesarea. Per la conservazione, il metodo più indicato consiste nel mettere il cappello sottolio. Altrimenti, da fresco, è un fungo che deperisce molto in fretta, quindi va mangiato subito, appena colto. Come si diceva, il gambo invece non è commestibile, perché il più delle volte è vuoto.



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