Illustrazione botanica di funghi e tartufi

Funghi

Tuber melanosporum

Anche se spesso non ci si pensa, i prelibati tartufi, così apprezzati dagli estimatori, sono dei funghi. Nello specifico, essi appartengono alla famiglia delle Tuberaceae e al genere Tuber. Uno dei tartufi più diffusi in Italia è il Tuber melanosporum, di colore scuro.

di Redazione

12 gennaio 2015

I tartufi

Tra i frutti autunnali ed invernali che vengono maggiormente apprezzati dagli estimatori dei prodotti del bosco, ci sono sicuramente i funghi. A questo ampio regno vegetale appartengono anche i tartufi, che in genere non vengono pensati come funghi, ma che in realtà lo sono. La caratteristica più evidente, che li distingue da altre famiglie di miceti, sta nel fatto che sono completamente ipogei, ovvero crescono sottoterra, spesso anche a parecchi metri di profondità. Per questo, chi va in cerca di funghi, deve sempre essere accompagnato da un animale cercatore, che con il suo fiuto possa trovare questi gustosi tuberi interrati. Si può trattare di un cane, o di un maialino. La macro divisione che si può fare all'interno della famiglia delle Tuberaceae, cui appartengono i tartufi, è tra tartufi bianchi e tartufi neri.

I tartufi neri

Da parte di chi si intende di tartufi, in genere, il tartufo bianco viene considerato più pregiato e saporito di quello nero. Anche quest'ultimo, però, può dare molte soddisfazioni in tavola. Il tartufo nero si suddivide in cinque diverse specie, che sono: il Tuber melanosporum, o tartufo pregiato, che si contraddistingue dagli altri per un profumo più penetrante; il Tuber aestivum, o scorzone, che cresce da maggio ad agosto; il Tuber uncinatum, simile allo scorzone, ma cresce da ottobre a dicembre; il Tuber macrosporum, detto tartufo liscio perché è l'unico dei cinque a non presentare gibbosità superficiali, e assomiglia molto, a parte che per il colore, al tartufo bianco; e infine il Tuber mesentericum, o tartufo ordinario. Tutte queste specie del genere Tuber crescono in simbiosi con gli alberi, e amano le posizioni soleggiate.

Le caratteristiche del Tuber melanosporum

Tra le varietà di tartufi neri che si possono trovare in natura c'è il Tuber melanosporum, che di solito è considerato meno pregiato di quello bianco, ma il migliore tra i tartufi neri. Non a caso, il suo nome comune è Tartufo Nero Pregiato, o Tartufo Nero di Norcia e Spoleto. Il suo nome botanico invece viene dal greco, ed è composto dalle parole melas, che vuol dire nero, e sporà, che vuol dire seme. Quindi, nel nome vengono già descritte le sue caratteristiche fisiche. Il Tuber melanosporum ha un aspetto tondeggiante e irregolare, che varia tra i tre e i sette centimetri di diametro; appare ricoperto da verruche di forma piramidale e di colore scuro, con sfumature che tendono al rosso vinaccia. La gleba, ovvero la sua polpa interna, è nera tendente al viola. Il suo odore è aromatico e gradevole, e il suo sapore vagamente dolciastro, tanto che il melanosporum è anche detto tartufo nero dolce.

Dove trovare il Tuber melanosporum

Se si vuole andare in cerca di qualche esemplare di Tuber melanosporum, si devono prediligere le zone che abbiano un terreno a prevalenza calcareo, che derivi dal disfacimento delle rocce del Cretaceo e del Giurassico. In Italia, le aree che corrispondono a queste caratteristiche si trovano in Umbria, Marche, Toscana e Lazio. Il Tuber melanosporum si può trovare anche nella parti più riparate di Lombardia, Veneto, Trentino, Piemonte e Liguria. In genere lo si trova in boschi molto ariosi e soleggiati, e cresce nel sottosuolo vicino ad alberi isolati. Le piante che preferisce sono il leccio, il nocciolo e la roverella, attorno alle radici dei quali forma i cosiddette pianelli, ovvero aree depresse prive di vegetazione. Il Tuber melanosporum si sviluppa a partire da settembre, ma giunge a maturità in dicembre e lo si può raccogliere fino all'inizio di marzo; lo si può confondere con il Tuber aestivum.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali differenze morfologiche tra il Tuber melanosporum e il Tuber aestivum?
    Il Tuber melanosporum si distingue per un profumo più penetrante e aromatico rispetto allo scorzone (Tuber aestivum). Morfologicamente, il melanosporum presenta verruche piramidali scure con sfumature rosso vinacce sulla superficie esterna, mentre la gleba interna è nera-violacea. Lo scorzone, invece, ha una superficie più liscia e una gleba chiara che vira al bruno con l'età. Entrambi crescono in simbiosi, ma il periodo di raccolta differisce: il melanosporum matura da dicembre a marzo, mentre l'aestivum da maggio ad agosto.
  • In quali regioni italiane è possibile trovare il Tuber melanosporum?
    Il tartufo nero pregiato è diffuso principalmente nelle zone con terreni calcarei derivanti da rocce del Cretaceo e Giurassico. Le aree principali includono Umbria, Marche, Toscana e Lazio. È presente anche in alcune zone riparate di Lombardia, Veneto, Trentino, Piemonte e Liguria. Predilige boschi ariosi e soleggiati, crescendo spesso vicino ad alberi isolati come lecci, noci e roverelle.
  • Come si riconosce il Tuber melanosporum in base al nome scientifico?
    Il nome scientifico 'melanosporum' deriva dal greco antico: 'melas' significa nero e 'sporà' significa seme. Questo etimo descrive direttamente le caratteristiche fisiche principali della specie: la colorazione scura della superficie esterna e della gleba interna (il 'seme' o corpo fruttifero). Questa denominazione botanica evidenzia subito la differenza con i tartufi bianchi, confermando la sua identità visiva fondamentale.
  • Quali alberi sono essenziali per la crescita del Tuber melanosporum?
    Il Tuber melanosporum vive in stretta simbiosi micorrizica con specifiche piante arboree. Le specie preferite sono il leccio (Quercus ilex), il nocciolo (Corylus avellana) e la roverella (Quercus pubescens). Il fungo si sviluppa attorno alle radici di questi alberi, formando spesso aree depresse prive di vegetazione chiamate 'pianelli'. Questa relazione simbiotica è fondamentale per la formazione del tuber e per la sopravvivenza della specie in natura.
  • Quando avviene il ciclo di raccolta del Tuber melanosporum?
    Lo sviluppo del Tuber melanosporum inizia a settembre, ma il frutto raggiunge la piena maturità solo verso dicembre. Il periodo di raccolta effettivo si estende quindi dall'inverno fino all'inizio di marzo. Durante questo intervallo, il tartufo sviluppa il suo caratteristico aroma intenso e il sapore vagamente dolciastro che lo rende particolarmente pregiato. La raccolta richiede l'ausilio di cani o maiali addestrati grazie al forte profumo emesso dal fungo maturo.

Scheda Tecnica

Tuber melanosporum

Nome scientificoTuber melanosporum
FamigliaTuberaceae
Tipo di piantaFungo ipogeo (micete)
OrigineEuropa meridionale (Italia, Francia, Spagna)
EsposizioneSoleggiata, ambienti ariosi
TerrenoCalcereo, derivato da rocce del Cretaceo e Giurassico
IrrigazioneNecessita di simbiosi radicale; umidità naturale del suolo
FiorituraNon applicabile (fruttificazione ipogea)
Altezza3-7 cm di diametro (sottoterra)
ConcimazioneSimbiotica con radici di leccio, nocciolo e roverella
PotaturaNon applicabile
MoltiplicazioneSpore (difficile coltivazione controllata)
Malattie e parassitiSusceptible a confusione con Tuber aestivum
Difficoltà di coltivazioneAlta (richiede specifici ecosistemi e animali cercatori)