Tre tartufi scorzoni

Funghi

Scorzone

Lo scorzone è un tartufo non troppo pregiato se paragonato a quello bianco o a quello nero. Ciò non toglie che sia particolarmente ricercato per arricchire pietanze salate con la sua intensa profumazione. Viene cercato in diverse regioni italiane adoperando i cani addestrati da personale esperto.

di Redazione

25 novembre 2014

Caratteristiche principali dello scorzone

Lo scorzone, noto anche col nome di tartufo estivo, è un fungo che nasce e si sviluppa nel sottosuolo. Ha una forma irregolare tondeggiante e una superficie nera ruvida e con verruche di tipo piramidale. Il caratteristico odore del tartufo è molto spiccato e si accentua quando viene manipolato. Tagliando il fungo l'interno non è marroncino ma bensì giallo intenso. La raccolta dello scorzone ha inizio a metà maggio e termina nel mese di dicembre a seconda delle zone di ricerca. I tartufi che vengono estratti in primavera hanno una polpa più chiara e immatura mentre a maturazione completata l'interno diverrà mano a mano più scuro. Rispetto alle altre varietà di tartufi, lo scorzone si mantiene più a lungo e può essere trasportato con più facilità.

Curiosità e tratti distintivi

Il tartufo scorzone viene utilizzato per arricchire ulteriormente piatti raffinati e complessi già di per sè. Lo scorzone è un fungo ipogeo ovvero che cresce al di sotto della superficie del terreno. Predilige i terreni sabbiosi e quelli argillosi. La sua presenza è più forte laddove ci sono latifoglie o pinete. Cresce nei pressi di roverelle, carpini ma anche etti e querce e cerri. La sua raccolta viene fatta da maggio fino a dicembre e i funghi raccolti a fine stagione sono perfettamente maturi e più aromatici. Lo scorzone non raggiunge mai grandi dimensioni. Solo in casi molto rari può assumere proporzioni considerevoli. Ad un occhio poco esperto potrebbe sembrare simile a un tartufo nero. Tuttavia l'interno non è nero ma rimane di un colore giallo nocciolato.

Raccolta dello scorzone

La raccolta del tartufo scorzone è sottoposta alle stesse normative che regolano la ricerca delle altre tipologie di tartufi. Può essere raccolto liberamente nei terreni abbandonati o comunque non coltivati e nei boschi. Non tutti possono raccogliere tartufi ma chi è intenzionato a farlo deve sottoporsi ad un testi di idoneità ed ottenere l'apposito patentino da rinnovare ogni cinque o dieci anni a seconda della zona. Le regole da seguire per il rilascio del tesserino sono fissate a livello regionale o provinciale. Chi non ha la possibilità di raccogliere i pregiati funghi può sempre acquistarli. Ha un costo decisamente inferiore se paragonato a quello delle altre tipologie di tartufi ma ciò nonostante può costare dai sessanta ai settantacinque euro al chilo.

Utilizzi dello scorzone in cucina

Il tartufo estivo viene utilizzato in cucina per la preparazione di creme, salse ma anche oli aromatici e insaccati dal sapore insolito e ricercato. Il profumo dello scorzone è adatto per essere abbinato a pietanze a base di carni rosse oppure di cacciagione. E' ottimo anche frullato assieme al sale grosso per ottenere un sale adatto per insaporire diverse pietanze. Il tartufo si trova difficilmente in commercio fresco per ovvie ragioni di conservazione e di prezzo di mercato. Tuttavia è possibile scegliere creme a base di tartufo da utilizzare per condire pasta fresca all'uovo o risotti mantecati con burro e parmigiano reggiano. Lo scorzone si abbina bene sia alla panna che alla besciamella da adoperare per condire pietanze tipiche di alcune zone d'italia.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra lo scorzone e il tartufo nero?
    La distinzione visiva più immediata riguarda il colore della polpa interna. Mentre il tartufo nero presenta un interno scuro, quasi nero, lo scorzone (Tuber aestivum) ha una polpa che varia dal giallo intenso al marrone nocciola, mai nera. Esternamente entrambi presentano superfici nere e verrucose, ma osservando la sezione trasversale si nota chiaramente questa differenza cromatica. Inoltre, lo scorzone è generalmente considerato meno pregiato rispetto al tartufo nero invernale, pur mantenendo un aroma intenso e caratteristico apprezzato in cucina.
  • In quali periodi dell'anno si raccoglie il tartufo scorzone?
    La stagione di raccolta dello scorzone è piuttosto lunga e si estende dalla tarda primavera all'autunno inoltrato. Nello specifico, la raccolta inizia solitamente a metà maggio e prosegue fino a dicembre, a seconda della regione e delle condizioni climatiche locali. I tartufi raccolti in primavera tendono ad avere una polpa più chiara e meno matura, mentre quelli raccolti verso la fine della stagione (autunno/inizio inverno) sono pienamente maturi e risultano più aromatici e profumati, offrendo quindi qualità culinaria superiore.
  • Dove cresce naturalmente lo scorzone e quali alberi associa?
    Lo scorzone è un fungo ipogeo che vive in simbiosi micorrizica con specifiche specie arboree. Predilige terreni sabbiosi o argillosi, spesso ricchi di calcio. È comune trovarlo nelle vicinanze di latifoglie e pineti, in particolare associato a roverelle, carpini, lecci, querce e cerri. La sua presenza è indicatore di questi ecosistemi forestali specifici. Non cresce isolato, ma richiede necessariamente la presenza di queste piante ospiti per completare il suo ciclo biologico sotterraneo, sviluppandosi nelle radici degli alberi menzionati.
  • Come si conserva e qual è il prezzo medio al chilogrammo?
    Rispetto ad altre varietà pregiate, lo scorzone ha una conservabilità leggermente migliore e sopporta meglio il trasporto, ma rimane un prodotto deperibile che va consumato rapidamente dopo la raccolta. In commercio, il suo prezzo è significativamente inferiore rispetto al tartufo bianco o nero pregiato. Si stima un costo indicativo che varia tra i 60 e i 75 euro al chilogrammo, rendendolo un'opzione più accessibile per arricchire piatti gourmet. Spesso si trova trasformato in creme o oli poiché la vendita del fresco è limitata dalla rapida degradazione post-raccolta.
  • Quali sono gli utilizzi culinari migliori per lo scorzone?
    Grazie al suo profumo intenso e persistente, lo scorzone è ideale per aromatizzare piatti robusti. Si abbina eccellentemente a carni rosse e selvaggina, dove il suo aroma non viene sopraffatto. In cucina si utilizza per preparare creme, salse, oli aromatici e persino insaccati dal gusto ricercato. Un metodo tradizionale prevede di frullarlo con sale grosso per creare un sale profumato da usare come condimento finale. È perfetto anche per condire pasta fresca all'uovo, risotti mantecati con burro e Parmigiano, o piatti a base di panna e besciamella, tipici di alcune regioni italiane.

Scheda Tecnica

Tuber aestivum

Nome scientificoTuber aestivum
FamigliaTuberaceae
Tipo di piantaFungo ipogeo
OrigineEuropa
EsposizioneSottosuolo (micorrizico)
TerrenoSabbioso, argilloso, calcareo
IrrigazioneNativa (dipende dalle piogge)
FiorituraMaggio - Dicembre
AltezzaPiccole/medie dimensioni (raramente grandi)
MoltiplicazioneSimbiotica (spore/micelio)
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede simbionti arborei)