Maschio di eulia

Malattie melo e pero

Eulia

La eulia è un insetto parassitario delle piante che risulta essere molto dannoso per le coltivazioni, soprattutto del melo e del pero. Quindi sarebbe opportuno conoscerlo adeguatamente per poterlo prevenire.

di Redazione

28 giugno 2016

L'eulia

L'eulia dei frutteti è un insetto, dell'ordine dei lepidotteri, che appartiene alla famiglia delle Tortricidae che ha una diffusione estesa in Europa, in Asia occidentale e in Nordafrica. Gli insetti adulti mostrano un dimorfismo sessuale che si manifesta con la maggiore dimensione degli esemplari femminili. Le ali anteriori hanno una colorazione grigio-argentea con la presenza di 3 bande marroni con bordi irregolari. Il capo risulta ricoperto da una peluria marroncina. Le uova presentano una colorazione bianco-giallastra con una forma sferoidale oppure leggermente schiacciata e vengono deposte vicino alle foglie oppure sulle parti aeree della pianta. Le larve una volta giunte a maturazione hanno una colorazione verdastra. L'insetto è in grado di superare l'inverno allo stadio di crisalide in ripari differenti per poi presentarsi in primavera andando ad attaccare le piante da frutto, in particolare gli esemplari di melo e pero.

Danni provocati

Le larve di questo particolare tipo di insetto sono in grado di provocare estese erosioni delle foglie e successivamente dei frutti. Sulle foglie l'attacco si manifesta generalmente sulla pagina inferiore, mentre sui frutti le larve sono in grado di provocare solamente danni superficiali, che si estendono ai piccioli dei frutti giunti a maturazione. Gli attacchi dipendono soprattutto dalle piante interessate, per esempio sulla vite vengono attaccati i fiori, che possono essere distrutti, e i frutti che vengono danneggiati. Anche se il frutto non viene attaccato internamente dalle larve, quindi non vi sono danni diretti, si potrebbe assistere successivamente ad attacchi da parte di altre infezioni, causate da funghi come Botrytis cinerea (la botrite) oppure si potrebbe assistere a processi fermentativi che seguono l'azione di questo insetto.

Controllo del problema

Le larve di questo insetto sono in grado di attaccare diverse coltivazioni e diverse tipologie di piante, sia arboree, sia erbacee in modo massiccio. Per esempio potrebbero essere attaccati: il melo, il pero, il nespolo, il pesco, il ciliegio, il susino, l'albicocco, la fragola, il fagiolo, il peperone, il finocchio, il mais, la canapa. A seconda della specie i danni possono essere diversi e a volte non troppo dannosi per la pianta, ma è fondamentale conoscere a fondo l'azione di questo tipo di parassita per evitare danni alle proprie coltivazioni. Gli interventi di lotta per questo insetto non dovrebbero essere utilizzati in ogni circostanza, ma si dovrebbe controllare l'incidenza della patologia, l'estensione della infestazione e il numero di insetti coinvolti nell'attacco. Seguendo un apposito vademecum si dovrebbero effettuare interventi in caso vi sia una percentuale di getti infestati superiore al 5 per cento, o che le trappole abbiano catturato più di 50 insetti.

Lotta all'insetto

La lotta contro questo parassita potrebbe seguire metodologie di lotta diversificate soprattutto dopo che sia stato realizzato un monitoraggio che si potrebbe effettuare tramite l'utilizzo di trappole sessuali. Per riuscire a sfruttarle al meglio sarebbe opportuno posizionare le trappole nei frutteti nel mese di marzo, in modo che i feromoni possano attirare gli insetti durante la fase dello sfarfallamento. La disinfestazione da eulia dovrebbe prevedere l'eliminazione degli insetti adulti, ma anche l'eliminazione sia delle uova sia delle larve, procedendo manualmente alla rimozione degli agglomerati di lepidotteri. Un'efficace sistema di lotta comunque potrebbe provvedere l'impiego di alcuni organismi come funghi, batteri, virus o insetti antagonisti in grado di bloccare l'infestazione da parte di questa tipologia di insetto.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali danni causati dall'eulia alle colture?
    Le larve di eulia provocano estese erosioni sulle foglie, specialmente sulla pagina inferiore, e danni superficiali sui frutti, estendendosi spesso ai piccioli. Nei casi gravi, i frutti danneggiati diventano suscettibili ad altre infezioni fungine come la botrite (Botrytis cinerea) o subiscono processi fermentativi. Sulla vite, l'attacco può distruggere i fiori e danneggiare direttamente i frutti, compromettendo il raccolto.
  • Come riconoscere visivamente l'eulia adulta?
    L'eulia adulta è un lepidottero con ali anteriori grigio-argentee caratterizzate da tre bande marroni dai bordi irregolari. Il capo è ricoperto da una peluria marroncina. Esiste un marcato dimorfismo sessuale, con le femmine significativamente più grandi dei maschi. Le uova, invece, sono bianco-giallastre, sferoidali o leggermente schiacciate, e vengono deposte vicino alle foglie o sulle parti aeree della pianta.
  • Quando e come utilizzare le trappole sessuali per il monitoraggio?
    Le trappole sessuali vanno posizionate nei frutteti nel mese di marzo, proprio durante la fase di sfarfallamento degli adulti. I feromoni contenuti nelle trappole attraggono gli insetti maschi, permettendo di monitorare con precisione la densità della popolazione. Questo strumento è fondamentale per decidere tempestivamente se intervenire con metodi di controllo, evitando trattamenti inutili quando la soglia di infestazione non è raggiunta.
  • Quali sono le soglie di intervento consigliate per la lotta?
    Gli interventi di controllo non devono essere applicati ciecamente, ma solo superando specifiche soglie di tolleranza. Si raccomanda di agire se la percentuale di getti infestati supera il 5% o se le trappole sessuali catturano più di 50 insetti. Questa strategia integrata permette di contenere il parassita solo quando necessario, preservando l'equilibrio ecologico del giardino e riducendo l'uso di prodotti chimici.
  • Quali piante sono più soggette agli attacchi dell'eulia?
    L'eulia attacca numerose specie, sia arboree che erbacee. Tra le principali colture minacciate ci sono melo, pero, nespolo, pesco, ciliegio, susino e albicocco. Non risparmia nemmeno ortaggi e piante da frutto minori come fragola, fagiolo, peperone, finocchio, mais e canapa. La gravità del danno varia in base alla specie ospite, rendendo essenziale un monitoraggio specifico per ogni coltura presente.