Ovuli di Amanita caesarea

Funghi

Amanita caesarea

L'Amanita caesarea è un fungo che appartiene al genere Amanita, di cui fanno parte molte specie velenose. Questa particolare specie, invece, non solo è commestibile, ma anche molto pregiata e ricercata per via della sua scarsa diffusione, e del buon sapore delle sue carni.

di Redazione

09 gennaio 2015

Il genere Amanita

All'interno del variegato mondo dei funghi, esiste un genere che è chiamato, secondo la nomenclatura botanica, Amanita. Di questo genere fanno parte molte specie, di cui però le più note sono quelle velenose, o non commestibili. La più tristemente conosciuta è l'Amanita phalloides, che è letale per l'uomo, se ingerita. Ma solo i cercatori di funghi più esperti ed appassionati sanno che al genere appartengono anche specie non solo commestibili, ma anche molto prelibate. Tra queste, c'è l'Amanita caesarea, il cui nome stesso fa già intuire l'estrema ricercatezza. Caesarea infatti è un termine che viene dal latino e vuol dire appartenente ai cesari, ovvero ai sovrani: dunque, un fungo degno di un re. Tale titolo deriva soprattutto dal sapore estremamente buono delle carni dell'Amanita caesarea, caratteristica che ne ha fatto per secoli uno dei funghi più ricercati tra tutti, anche più del famigerato porcino.

Le caratteristiche dell'Amanita caesarea

L'Amanita caesarea può essere confusa con la micidiale Amanita phalloides solo nel caso in cui la si raccolga quando non è che un ovulo; altrimenti ha delle caratteristiche morfologiche facilmente riconoscibili; ecco quali. Il suo cappello ha un colore arancione, nel momento in cui il fungo si schiude e giunge a maturità. Quando è appena nato viene chiamato ovulo perché ha la forma di un uovo, racchiuso in un velo bianco. Ecco il motivo per cui, a questo stadio, si possono confondere le varie specie di Amanita. In seguito, il cappello assume una forma sferica che può raggiungere i 20 centimetri di diametro; le lamelle e il gambo sono di colore giallo. Il gambo può arrivare a misurare 15 centimetri di altezza ed ha forma cilindrica. Sono presenti tanto l'anello che la volva, ovvero un velo che copre il cappello, fino i margini, e tutto il carpoforo.

Come riconoscere l'Amanita caesarea

Ci sono altri aspetti che si devono conoscere dell'Amanita caesarea, qualora se ne volesse andare alla ricerca. Il primo riguarda la legge: secondo la legislazione italiana, infatti, è assolutamente vietato cogliere gli ovuli di Amanita. Questa imposizione ha due motivi, diversi e distinti: il primo è a tutela delle persone, perché, come si diceva, è molto facile confondere un ovulo di Amanita caesarea con quello dell'Amanita phalloides, con conseguenze tragiche. Il secondo motivo invece è a tutela della specie: infatti, se si raccoglie un ovulo di fungo, si impedisce alle sue spore di diffondersi, e quindi al fungo stesso di riprodursi. Probabilmente, è per via di una raccolta indiscriminata effettuata nel passato che oggi l'Amanita caesarea è così rara da trovare. La si deve cercare, a differenza degli altri funghi, in boschi molto ariosi, prevalentemente castagneti, durante la stagione asciutta, quindi da agosto fino a settembre o ottobre.

Come cucinare l'Amanita caesarea

Fin dai tempi dell'Antica Roma, l'Amanita caesarea era apprezzata in tavola, come testimonia Marziale. Questo scrittore latino racconta nelle sue opere che il fungo in questione veniva chiamato Boletus, e che veniva cucinato in una pentola apposita che era chiamata boletar, insieme ad una salsa detta oenogarrum, che era fatta con vino e pesce. Attualmente, si deve essere molto fortunati a trovare, e poter assaggiare, l'Amanita caesarea, che è diventata molto rara in Italia. Le sue carni hanno un sapore dolce, e un odore appena avvertibile. L'Amanita caesarea si gusta soprattutto a crudo, messa a fettine in insalata, e condita con olio, sale, limone e pepe. Molto gradevole è l'abbinamento con il tartufo bianco tagliato a scagliette, o con il parmigiano. In alternativa, l'Amanita caesarea è buona anche cucinata in padella, o sulla graticola.

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Domande frequenti

  • Come distinguere l'Amanita caesarea dall'Amanita phalloides velenosa?
    La distinzione è critica per la sicurezza alimentare. L'Amanita caesarea presenta un cappello di colore arancione acceso, lamelle e gambo di colore giallo vivo, oltre alla presenza di anello e volva bianche. Al contrario, l'Amanita phalloides ha cappello verde oliva o giallastro pallido, gambo e lamelle bianchi. L'errore è frequente solo allo stadio di 'ovulo' (giovane fungo chiuso); per questo motivo è illegale raccogliere gli ovuli in Italia, poiché è quasi impossibile distinguerli visivamente prima dello sviluppo completo del cappello.
  • Dove e quando si trova l'Amanita caesarea?
    Questa specie predilige boschi ariosi, specialmente castagneti, faggete e querceti, tipici delle zone collinari e montane italiane. La stagione di raccolta va dalla fine dell'estate all'autunno, indicativamente da agosto a ottobre, preferibilmente dopo periodi asciutti. È diventata sempre più rara a causa della raccolta indiscriminata del passato e della sensibilità ecologica, rendendola un fungo prezioso e difficile da rinvenire rispetto ad altre specie comuni.
  • Qual è il sapore e il profumo dell'Amanita caesarea?
    È considerata una delle prelibatezze micologiche per il suo gusto delicato e dolce, spesso paragonato a quello del tartufo o del porcino maturo. L'odore è appena percettibile, leggero e gradevole, privo di note sgradevoli o forti. Queste caratteristiche organolettiche l'hanno resa celebre fin dall'epoca romana, dove era apprezzata dai ceti elevati per la sua raffinatezza culinaria, superando in pregio molti altri funghi commestibili diffusi.
  • In che modo si cucina meglio l'Amanita caesarea?
    Il metodo di consumo più pregiato e diffuso è a crudo: le fette sottili vengono condite semplicemente con olio extravergine, sale, limone e pepe nero, talvolta abbinandole a tartufo bianco o parmigiano reggiano. Se preferisci la cottura, può essere preparata velocemente in padella con poco burro o sulla griglia. Evita cotture prolungate per preservarne la delicatezza e il sapore dolce tipico, che risentirebbero di trattamenti termici aggressivi.

Scheda Tecnica

Amanita caesarea

Nome scientificoAmanita caesarea
FamigliaAmanitaceae
Tipo di piantaFungo basidiomicete
OrigineEuropa meridionale
EsposizioneBoschi ombrosi e arieggiati
TerrenoCalcareo, misto a materia organica
IrrigazioneNecessaria umidità ambientale naturale
FiorituraAgosto - Ottobre
AltezzaFino a 15 cm (gambo)
ConcimazioneNon applicabile
PotaturaNon applicabile
MoltiplicazioneSpore
Malattie e parassitiSensibile a raccolta eccessiva
Difficoltà di coltivazioneDifficile da reperire/crescere